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In sintesi
- Regime dichiarativo: calcoli e versi tu l’imposta, compili il quadro RT del Modello Redditi PF 2026.
- Regime amministrato: la banca o il broker calcola e trattiene l’imposta operazione per operazione; di norma non compili il quadro RT.
- Risparmio gestito: il gestore (SGR, banca) tassa il risultato complessivo della gestione ogni anno; in linea generale non compili il quadro RT.
- Il regime si sceglie al momento dell’apertura del conto: il regime amministrato è quello di default per i conti titoli italiani, il dichiarativo si attiva su richiesta.
- Minusvalenze non compensate dal gestore: anche in regime amministrato o gestito, se restano minusvalenze non compensate a fine anno l’intermediario le certifica e tu le puoi usare nel quadro RT.
- Più conti con regimi diversi: se hai conti in regime diverso o titoli esteri senza intermediario italiano, devi comunque compilare il quadro RT per quelle operazioni.
Tre modi diversi di tassare i guadagni in borsa
Quando apri un conto titoli o investi in strumenti finanziari, non scegli solo dove mettere i tuoi risparmi: scegli anche come vuoi che vengano tassate le plusvalenze. Esistono tre regimi fiscali possibili: dichiarativo, amministrato e risparmio gestito. La differenza principale sta in chi si occupa di calcolare e versare l’imposta.
Nel regime dichiarativo sei tu il protagonista: calcoli le plusvalenze (o le minusvalenze) di ogni operazione, le indichi nel quadro RT del Modello Redditi PF 2026 e versi tu stesso l’imposta sostitutiva tramite modello F24. Questo regime è spesso usato da chi ha conti presso broker esteri senza sede stabile in Italia, o da chi ha scelto espressamente di gestire la fiscalità in autonomia.
Nel regime del risparmio amministrato, invece, è la banca o il broker italiano a fare tutto: al momento di ogni vendita, calcola automaticamente l’eventuale plusvalenza, trattiene l’imposta sostitutiva del 26% (o del 12,5% per i titoli agevolati) e la versa all’erario per tuo conto. Tu non devi fare nulla: di norma non compili il quadro RT per queste operazioni.
Nel risparmio gestito, infine, hai affidato il portafoglio a un gestore professionale (una SGR o una banca che offre gestioni patrimoniali). Il gestore tassa ogni anno il risultato complessivo della gestione, sommando guadagni e perdite di tutto il portafoglio. Anche qui, di norma, non compili il quadro RT.
| Caratteristica | Dichiarativo | Amministrato | Risparmio gestito |
|---|---|---|---|
| Chi calcola l'imposta | Il contribuente | L'intermediario (banca/broker) | Il gestore (SGR/banca) |
| Quando si versa l'imposta | In dichiarazione dei redditi (o con F24) | Operazione per operazione, in tempo reale | A fine anno sul risultato netto della gestione |
| Quadro RT da compilare | Sì, sempre | Di norma no | Di norma no |
| Compensazione minusvalenze | Il contribuente la gestisce in autonomia nel quadro RT | L'intermediario compensa automaticamente nello stesso conto | Il gestore compensa all'interno del portafoglio gestito |
| Dove si usa tipicamente | Conti esteri, broker senza sede in Italia | Conti titoli italiani (default) | Gestioni patrimoniali individuali |
Esempio pratico
-
Tizio ha due conti: uno in regime amministrato presso una banca italiana e uno presso un broker estero senza sede in Italia (regime dichiarativo di fatto). Nel 2025 guadagna 2.000 euro sul conto italiano: la banca trattiene 520 euro (26%) direttamente, Tizio non fa nulla. Sul conto estero guadagna 1.500 euro: nessuno trattiene l’imposta, quindi Tizio deve dichiarare quei 1.500 euro nel quadro RT, Sezione II-A, e versare 390 euro (26%) con modello F24 usando il codice tributo 1100. Se avesse anche minusvalenze non compensate certificate dalla banca italiana, le potrebbe riportare nel quadro RT per ridurre la base del conto estero.
Documenti necessari
- Certificazione annuale del sostituto d’imposta rilasciata dalla banca (per il regime amministrato)
- Estratti conto completi del broker estero con dettaglio di ogni operazione (per il regime dichiarativo)
- Rendiconto annuale della gestione patrimoniale (per il risparmio gestito)
- Certificazione delle minusvalenze non compensate rilasciata dall’intermediario
- Documentazione del costo di acquisto dei titoli (per il regime dichiarativo)
Caio ha un conto in regime amministrato e uno con un broker estero
Scenario. Caio ha un conto titoli in Italia (regime amministrato) su cui nel 2025 ha realizzato 1.200 euro di plusvalenze: la banca ha già trattenuto l’imposta. Ha anche un conto presso un broker irlandese: 800 euro di plusvalenze, nessuno ha trattenuto nulla.
Come si applica. Per il conto italiano non deve fare nulla nel quadro RT: l’imposta è già stata versata dalla banca. Per il conto irlandese, invece, Caio è in regime dichiarativo: deve inserire i 800 euro di plusvalenza nella Sezione II-A del quadro RT e versare 208 euro (26%) con F24. Se nel conto italiano ha anche minusvalenze certificate e non compensate, l’intermediario le indica nella certificazione annuale: Caio può riportarle nel rigo RT14 e usarle per ridurre la base imponibile degli 800 euro del conto estero.
In pratica
- Con broker esteri senza sede in Italia sei sempre in regime dichiarativo: il quadro RT è obbligatorio.
- Le minusvalenze del conto amministrato italiano, se non compensate durante l’anno, ti vengono certificate dalla banca e puoi usarle nel quadro RT.
- Controlla la sezione ‘fiscalità’ del rendiconto annuale del tuo broker: di solito c’è il riepilogo delle plusvalenze e minusvalenze.
Sempronio passa dal regime amministrato al dichiarativo
Scenario. Sempronio decide di spostare i titoli dalla banca italiana a un broker online estero. La banca, prima del trasferimento, calcola le minusvalenze non compensate: 3.000 euro, che certifica con apposita documentazione.
Come si applica. Le minusvalenze certificate dalla banca prima del trasferimento non vengono perse. Sempronio le riporta nel rigo RT14 del quadro RT della dichiarazione successiva (colonna 1 indica l’anno, colonna 2 l’importo). Nel 2025, se con il broker estero realizza plusvalenze nel regime dichiarativo, può usare quei 3.000 euro di minusvalenze per ridurre la base imponibile, nei limiti del quarto anno successivo a quello in cui sono state realizzate.
In pratica
- Prima di chiudere o trasferire un conto, chiedi sempre la certificazione delle minusvalenze non compensate: è un tuo diritto e vale soldi.
- Le minusvalenze certificate dall’intermediario entrano nel rigo RT14 (non RT102): vengono trattate diversamente da quelle calcolate autonomamente.
- Il passaggio tra regimi non fa perdere le minusvalenze accumulate, purché siano documentate.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Fonti e approfondimenti
Domande frequenti
Se uso solo la banca italiana in regime amministrato, devo compilare il quadro RT?
Di norma no. La banca calcola e versa l’imposta per te ad ogni operazione. Devi però compilare il quadro RT se hai anche conti esteri, se hai minusvalenze non compensate da riportare, o se vuoi usare minusvalenze certificate per compensare altre plusvalenze dichiarative.
Come faccio a sapere in quale regime si trova il mio conto?
Puoi chiederlo direttamente alla banca o al broker. Il regime amministrato è quello di default per i conti titoli aperti presso intermediari italiani. Se hai un conto presso un broker estero (es. Interactive Brokers, Trading 212 con sede fuori Italia), sei in regime dichiarativo.
Il risparmio gestito protegge sempre dall'obbligo di compilare il quadro RT?
In linea generale sì, ma ci sono eccezioni. Se dalla gestione emergono risultati negativi non compensati, il gestore li certifica e puoi usarli nel quadro RT. Inoltre, se cambi gestore o chiudi la gestione, possono emergere operazioni da dichiarare.
Posso scegliere il regime dichiarativo anche avendo una banca italiana?
Sì, su richiesta esplicita. Alcuni investitori preferiscono il regime dichiarativo per gestire in modo più flessibile le compensazioni tra conti diversi. La scelta va comunicata alla banca prima di effettuare le operazioni.
Nel regime gestito il gestore può generare minusvalenze riportabili?
Sì. Se il risultato della gestione è negativo in un anno, il gestore certifica la perdita. Quella minusvalenza può essere usata per compensare i risultati positivi degli anni successivi nella stessa gestione o, se certificata, portata in un’altra posizione in regime dichiarativo.
Ho un piano di accumulo (PAC) su ETF con broker italiano: che regime si applica?
Se il broker è italiano e opera come sostituto d’imposta, il regime amministrato si applica automaticamente: ogni rimborso o vendita genera un calcolo d’imposta immediato. Se il broker è estero, sei in regime dichiarativo e devi dichiarare ogni operazione di vendita o rimborso nel quadro RT.
Domande frequenti
Se uso solo la banca italiana in regime amministrato, devo compilare il quadro RT?
Di norma no. La banca calcola e versa l'imposta per te ad ogni operazione. Devi però compilare il quadro RT se hai anche conti esteri, se hai minusvalenze non compensate da riportare, o se vuoi usare minusvalenze certificate per compensare altre plusvalenze dichiarative.
Come faccio a sapere in quale regime si trova il mio conto?
Puoi chiederlo direttamente alla banca o al broker. Il regime amministrato è quello di default per i conti titoli aperti presso intermediari italiani. Se hai un conto presso un broker estero (es. Interactive Brokers, Trading 212 con sede fuori Italia), sei in regime dichiarativo.
Il risparmio gestito protegge sempre dall'obbligo di compilare il quadro RT?
In linea generale sì, ma ci sono eccezioni. Se dalla gestione emergono risultati negativi non compensati, il gestore li certifica e puoi usarli nel quadro RT. Inoltre, se cambi gestore o chiudi la gestione, possono emergere operazioni da dichiarare.
Posso scegliere il regime dichiarativo anche avendo una banca italiana?
Sì, su richiesta esplicita. Alcuni investitori preferiscono il regime dichiarativo per gestire in modo più flessibile le compensazioni tra conti diversi. La scelta va comunicata alla banca prima di effettuare le operazioni.
Nel regime gestito il gestore può generare minusvalenze riportabili?
Sì. Se il risultato della gestione è negativo in un anno, il gestore certifica la perdita. Quella minusvalenza può essere usata per compensare i risultati positivi degli anni successivi nella stessa gestione o, se certificata, portata in un'altra posizione in regime dichiarativo.
Ho un piano di accumulo (PAC) su ETF con broker italiano: che regime si applica?
Se il broker è italiano e opera come sostituto d'imposta, il regime amministrato si applica automaticamente: ogni rimborso o vendita genera un calcolo d'imposta immediato. Se il broker è estero, sei in regime dichiarativo e devi dichiarare ogni operazione di vendita o rimborso nel quadro RT.
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