- Lo standard di qualità ambientale è una concentrazione-limite di sostanze inquinanti nei corpi idrici.
- È previsto in media annua (SQA-MA) e come concentrazione massima ammissibile (SQA-CMA).
- Si applica a sostanze prioritarie e prioritarie pericolose ex direttiva 2008/105/CE.
- Il superamento comporta classificazione del corpo idrico in stato chimico non buono.
- Orienta la fissazione dei limiti di emissione negli scarichi industriali.
Testo dell'articoloVigente
Art. 78 Quinquies Cod. Amb. — Metodi di analisi per le acque superficiali e sotterranee
D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 — testo aggiornato
1. L’ISPRA assicura che i metodi di analisi, compresi i metodi di laboratorio, sul campo e on line, utilizzati dalle agenzie regionali per la protezione dell’ambiente , di seguito: “ARPA”, e dalle agenzie provinciali per la protezione dell’ambiente, di seguito: “APPA”, ai fini del programma di monitoraggio chimico svolto ai sensi dell’allegato 1 alla parte terza, siano convalidati e documentati ai sensi della norma UNI-EN ISO/CEI – 17025:2005 o di altre norme equivalenti internazionalmente accettate.
2. Ai fini dell’attuazione delle disposizioni di cui all’articolo 78, commi 1 e 2, e 78-bis, il monitoraggio è effettuato applicando le metodiche di campionamento e di analisi riportati alle lettere A.2.8, punti 16, 17 e 18, e A.3.10 dell’allegato 1 alla parte terza.
3. Le disposizioni di cui al presente articolo, agli articoli 78-sexies, 78-septies e 78-octies ed alla lettera A.2.8.-bis della sezione A “Stato delle acque superficiali” della parte 2 “Modalità per la classificazione dello stato di qualità dei corpi idrici”dell’allegato 1 alla parte terza si applicano per l’analisi chimica e il monitoraggio dello stato dei corpi idrici superficiali e sotterranei.
In sintesi
Indice dei contenuti
Gli standard di qualità ambientale sono valori-limite di concentrazione di sostanze inquinanti nelle acque, espressi come media annua o concentrazione massima ammissibile. Costituiscono il parametro oggettivo con cui si misura il raggiungimento degli obiettivi della direttiva 2000/60/CE.
Cos'è uno standard di qualità ambientale
Lo standard di qualità ambientale (SQA) è una concentrazione di sostanze inquinanti, gruppi di sostanze o indicatori biologici, fissata per legge, oltre la quale il corpo idrico non può essere considerato in buono stato chimico. È previsto sia un SQA-MA (media annua) sia un SQA-CMA (concentrazione massima ammissibile).
Sostanze prioritarie e prioritarie pericolose
L'Allegato I al d.lgs. 172/2015 (che modifica il Codice) elenca le sostanze prioritarie e prioritarie pericolose secondo la direttiva 2008/105/CE come modificata dalla 2013/39/UE. Per queste sostanze gli standard sono applicati a livello UE; per altre sostanze rilevanti a livello nazionale, l'Italia integra l'elenco.
Modalità di misurazione
La misurazione avviene su matrici acqua, biota o sedimenti, secondo le metodiche stabilite dalle linee guida ISPRA e dalle decisioni della Commissione europea. La frequenza di campionamento e i punti di prelievo sono fissati dai programmi di monitoraggio delle ARPA, in coerenza con il piano di gestione delle acque.
Effetti del superamento
Il superamento dello standard determina la classificazione del corpo idrico in stato chimico non buono, con obbligo di adottare misure supplementari nel piano di gestione. Sono attivati anche obblighi di informazione alla Commissione europea e di comunicazione al pubblico.
Rilevanza per le imprese che scaricano
Gli SQA orientano la fissazione dei limiti tabellari degli scarichi: anche un'attività che rispetta i limiti di emissione può essere oggetto di prescrizioni aggiuntive se contribuisce al superamento dello standard nel corpo idrico ricettore. Per questo le autorizzazioni allo scarico contengono spesso prescrizioni dinamiche, riviste in funzione del monitoraggio del corpo recettore.
Trend temporali e analisi
L'analisi degli standard non è statica: le serie temporali di dati consentono di evidenziare trend di miglioramento o peggioramento. I piani di gestione devono includere misure proporzionate al trend osservato. Tendenze al rialzo per sostanze prioritarie pericolose impongono misure di riduzione delle emissioni alla fonte, anche con revisione delle autorizzazioni AIA.
Sostanze emergenti
Oltre alle sostanze prioritarie codificate, il monitoraggio si estende a sostanze emergenti (PFAS, prodotti farmaceutici, microplastiche). La watch list europea elenca sostanze sotto osservazione, suscettibili di essere incluse fra le prioritarie nei cicli successivi di pianificazione.
Trasparenza e diritto di informazione
I dati di monitoraggio e classificazione sono pubblicati nei portali ISPRA e ARPA e nei piani di gestione del distretto. Il diritto di accesso all'informazione ambientale ex direttiva 2003/4/CE consente a chiunque di richiedere dati aggiuntivi senza dover dimostrare un interesse qualificato, rafforzando il controllo diffuso sull'attuazione delle politiche di tutela.
Domande frequenti
Cosa succede se uno scarico industriale rispetta i limiti tabellari ma il corpo idrico supera lo standard?
L'autorità competente può imporre prescrizioni aggiuntive a livello di singola autorizzazione, fino a ridurre i limiti di emissione, per evitare che il corpo idrico permanga in stato chimico non buono.
Gli standard di qualità ambientale sono fissi?
No: sono aggiornati a livello UE secondo la direttiva 2008/105/CE e successive modificazioni. La normativa italiana recepisce gli aggiornamenti tramite decreti del MASE.
Come posso conoscere lo stato del corpo idrico vicino alla mia attività?
Attraverso i piani di gestione del distretto idrografico, i rapporti annuali di ARPA e ISPRA e gli applicativi cartografici regionali.