L. 27 luglio 1978, n. 392 – Disciplina delle locazioni di immobili urbani
La spesa di lire 240 miliardi derivante dall’applicazione del presente titolo sarà iscritta nello stato di previsione della spesa del Ministero del tesoro in ragione di lire 15 miliardi nell’anno 1978, di lire 25 miliardi nell’anno 1979, di lire 35 miliardi nell’anno 1980, di lire 45 miliardi nell’anno 1981, di lire 55 miliardi nell’anno 1982 e di lire 65 miliardi nell’anno 1983.
All’onere di lire 15 miliardi relativo all’anno finanziario 1978 si provvede con corrispondente riduzione del fondo speciale iscritto al capitolo 9001 dello stato di previsione della spesa del Ministero del tesoro per l’anno finanziario medesimo.
Il Ministro del tesoro è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio
Articolo in vigore. Alla verifica sul testo ufficiale questo articolo non risulta abrogato: la scheda lo dava erroneamente per non più vigente ed è stata corretta il 15 settembre 2026.
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In sintesi
L'art. 78 della L. 392/1978, oggi abrogato, quantificava la spesa complessiva destinata al fondo sociale per l'integrazione dei canoni di locazione a favore dei conduttori meno abbienti, fissandola in 240 miliardi di lire ripartiti su sei esercizi finanziari (1978-1983). La progressione degli stanziamenti annuali era crescente: da 15 miliardi nel 1978 a 65 miliardi nel 1983, rispecchiando l'andamento previsto degli aumenti dei canoni nelle fasi successive all'entrata in vigore della legge e l'atteso ampliamento della platea dei beneficiari. La copertura dell'onere iniziale (15 miliardi per il 1978) era assicurata mediante riduzione del fondo speciale del Ministero del Tesoro. L'articolo costituisce la norma di copertura finanziaria - obbligatoria per legge nelle normative di spesa - e attribuisce al Ministro del Tesoro il potere di apportare le necessarie variazioni di bilancio con propri decreti. Ha rilevanza puramente storica e documentale.
Indice dei contenuti
Ratio della norma
L'art. 78 adempie all'obbligo costituzionale di indicare la copertura finanziaria per ogni legge che comporti nuove o maggiori spese. La ripartizione pluriennale degli stanziamenti - con progressione crescente - riflette la previsione che gli effetti economici della L. 392/1978 si dispiegassero gradualmente: gli aumenti dei canoni transitorizzi sarebbero stati più onerosi negli anni successivi all'entrata in vigore, determinando un fabbisogno crescente di contributi integrativi.
Analisi e struttura
La norma prevede tre elementi: la spesa complessiva di 240 miliardi di lire; la ripartizione annuale in sei esercizi con progressione da 15 a 65 miliardi; la copertura dell'onere del primo esercizio mediante riduzione del capitolo 9001 del fondo speciale del Ministero del Tesoro. Il Ministro del Tesoro è autorizzato ad apportare le variazioni di bilancio necessarie con propri decreti, in applicazione delle norme generali sulla gestione del bilancio statale.
Quando si applicava
La norma era operativa per gli esercizi finanziari 1978-1983. Gli stanziamenti dovevano alimentare il conto corrente infruttifero del fondo sociale istituito dall'art. 75, a disposizione delle regioni per le successive distribuzioni ai comuni. L'art. 78 non ha effetti diretti sui conduttori o sui locatori, ma costituisce la base finanziaria dell'intero sistema assistenziale del Titolo III.
Confronto e norme correlate
L'art. 78 è la norma di copertura finanziaria degli artt. 75-77. Lo schema - spesa quantificata, ripartizione annuale, copertura sul fondo speciale, delega al Ministro per le variazioni di bilancio - è quello tipico delle norme di spesa dell'epoca. Dopo l'abrogazione del fondo sociale, il finanziamento delle politiche abitative è confluito in altri capitoli di bilancio, in particolare quelli collegati al Fondo nazionale locazioni della L. 431/1998.
Problemi applicativi
L'art. 78 non ha generato problemi applicativi in senso stretto, trattandosi di una norma di bilancio. Le criticità si sono manifestate a livello di sufficienza degli stanziamenti rispetto al fabbisogno effettivo: i 240 miliardi di lire complessivi si sono rivelati insufficienti a coprire la platea teorica dei beneficiari, contribuendo alla scarsa incisività pratica del sistema assistenziale previsto dal Titolo III.
Casi pratici
Caso 1: Stima dello stanziamento disponibile per anno per comune
Caso 2: Variazione di bilancio disposta dal Ministro del Tesoro nel 1978
Caso 3: Esaurimento anticipato dei fondi nell'esercizio 1981
Domande frequenti
Quanto stanziava lo Stato per il fondo sociale delle locazioni ex art. 78 L. 392/1978?
La spesa complessiva era di 240 miliardi di lire, ripartiti in sei anni: 15 miliardi nel 1978, 25 nel 1979, 35 nel 1980, 45 nel 1981, 55 nel 1982 e 65 nel 1983. La progressione crescente rispecchiava l'atteso ampliamento della platea dei beneficiari negli anni successivi.
Come era coperta la spesa del primo anno del fondo sociale?
La spesa di 15 miliardi per il 1978 era coperta mediante corrispondente riduzione del fondo speciale iscritto al capitolo 9001 dello stato di previsione della spesa del Ministero del Tesoro per lo stesso anno finanziario.
L'art. 78 è ancora in vigore?
No. L'art. 78 è stato abrogato insieme all'intero sistema del fondo sociale della L. 392/1978. Ha ormai solo rilevanza storica e documentale per la ricostruzione del sistema di welfare abitativo dell'epoca.
Questi stanziamenti si sono rivelati sufficienti?
In linea generale no. I 240 miliardi complessivi si sono rivelati insufficienti rispetto alla platea teorica dei conduttori aventi diritto, contribuendo alla limitata incisività pratica del fondo sociale e alle frequenti situazioni di esaurimento anticipato delle risorse a livello comunale.
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. È un progetto individuale: la selezione delle fonti, la stesura dei commenti e la revisione sono curate direttamente dall’autore. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale. Il testo della norma riproduce la fonte ufficiale vigente; il commento che segue è redazionale e ha finalità divulgativa. Questo contenuto non sostituisce in alcun modo il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato o a un consulente iscritto all'albo.
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In sintesi
L'art. 78 della L. 392/1978, oggi abrogato, quantificava la spesa complessiva destinata al fondo sociale per l'integrazione dei canoni di locazione a favore dei conduttori meno abbienti, fissandola in 240 miliardi di lire ripartiti su sei esercizi finanziari (1978-1983). La progressione degli stanziamenti annuali era crescente: da 15 miliardi nel 1978 a 65 miliardi nel 1983, rispecchiando l'andamento previsto degli aumenti dei canoni nelle fasi successive all'entrata in vigore della legge e l'atteso ampliamento della platea dei beneficiari. La copertura dell'onere iniziale (15 miliardi per il 1978) era assicurata mediante riduzione del fondo speciale del Ministero del Tesoro. L'articolo costituisce la norma di copertura finanziaria - obbligatoria per legge nelle normative di spesa - e attribuisce al Ministro del Tesoro il potere di apportare le necessarie variazioni di bilancio con propri decreti. Ha rilevanza puramente storica e documentale.Indice dei contenuti
Ratio della norma
L'art. 78 adempie all'obbligo costituzionale di indicare la copertura finanziaria per ogni legge che comporti nuove o maggiori spese. La ripartizione pluriennale degli stanziamenti - con progressione crescente - riflette la previsione che gli effetti economici della L. 392/1978 si dispiegassero gradualmente: gli aumenti dei canoni transitorizzi sarebbero stati più onerosi negli anni successivi all'entrata in vigore, determinando un fabbisogno crescente di contributi integrativi.
Analisi e struttura
La norma prevede tre elementi: la spesa complessiva di 240 miliardi di lire; la ripartizione annuale in sei esercizi con progressione da 15 a 65 miliardi; la copertura dell'onere del primo esercizio mediante riduzione del capitolo 9001 del fondo speciale del Ministero del Tesoro. Il Ministro del Tesoro è autorizzato ad apportare le variazioni di bilancio necessarie con propri decreti, in applicazione delle norme generali sulla gestione del bilancio statale.
Quando si applicava
La norma era operativa per gli esercizi finanziari 1978-1983. Gli stanziamenti dovevano alimentare il conto corrente infruttifero del fondo sociale istituito dall'art. 75, a disposizione delle regioni per le successive distribuzioni ai comuni. L'art. 78 non ha effetti diretti sui conduttori o sui locatori, ma costituisce la base finanziaria dell'intero sistema assistenziale del Titolo III.
Confronto e norme correlate
L'art. 78 è la norma di copertura finanziaria degli artt. 75-77. Lo schema - spesa quantificata, ripartizione annuale, copertura sul fondo speciale, delega al Ministro per le variazioni di bilancio - è quello tipico delle norme di spesa dell'epoca. Dopo l'abrogazione del fondo sociale, il finanziamento delle politiche abitative è confluito in altri capitoli di bilancio, in particolare quelli collegati al Fondo nazionale locazioni della L. 431/1998.
Problemi applicativi
L'art. 78 non ha generato problemi applicativi in senso stretto, trattandosi di una norma di bilancio. Le criticità si sono manifestate a livello di sufficienza degli stanziamenti rispetto al fabbisogno effettivo: i 240 miliardi di lire complessivi si sono rivelati insufficienti a coprire la platea teorica dei beneficiari, contribuendo alla scarsa incisività pratica del sistema assistenziale previsto dal Titolo III.
Casi pratici
Caso 1: Stima dello stanziamento disponibile per anno per comune
Caso 2: Variazione di bilancio disposta dal Ministro del Tesoro nel 1978
Caso 3: Esaurimento anticipato dei fondi nell'esercizio 1981
Domande frequenti
Quanto stanziava lo Stato per il fondo sociale delle locazioni ex art. 78 L. 392/1978?
La spesa complessiva era di 240 miliardi di lire, ripartiti in sei anni: 15 miliardi nel 1978, 25 nel 1979, 35 nel 1980, 45 nel 1981, 55 nel 1982 e 65 nel 1983. La progressione crescente rispecchiava l'atteso ampliamento della platea dei beneficiari negli anni successivi.
Come era coperta la spesa del primo anno del fondo sociale?
La spesa di 15 miliardi per il 1978 era coperta mediante corrispondente riduzione del fondo speciale iscritto al capitolo 9001 dello stato di previsione della spesa del Ministero del Tesoro per lo stesso anno finanziario.
L'art. 78 è ancora in vigore?
No. L'art. 78 è stato abrogato insieme all'intero sistema del fondo sociale della L. 392/1978. Ha ormai solo rilevanza storica e documentale per la ricostruzione del sistema di welfare abitativo dell'epoca.
Questi stanziamenti si sono rivelati sufficienti?
In linea generale no. I 240 miliardi complessivi si sono rivelati insufficienti rispetto alla platea teorica dei conduttori aventi diritto, contribuendo alla limitata incisività pratica del fondo sociale e alle frequenti situazioni di esaurimento anticipato delle risorse a livello comunale.