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  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Domande frequenti
  4. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 768-bis c.c. – Nozione

Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

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È patto di famiglia il contratto con cui, compatibilmente con le disposizioni in materia di impresa familiare e nel rispetto delle differenti tipologie societarie, l’imprenditore trasferisce, in tutto o in parte, l’azienda, e il titolare di partecipazioni societarie trasferisce, in tutto o in parte, le proprie quote, ad uno o più discendenti.

In sintesi

  • Il patto di famiglia e un contratto tipico che consente all'imprenditore di trasferire l'azienda o quote societarie a uno o piu discendenti durante la propria vita.
  • L'istituto e stato introdotto nel codice civile per favorire il passaggio generazionale dell'impresa, evitando la frammentazione successoria.
  • Il trasferimento puo essere totale o parziale e riguarda sia l'azienda individuale sia le partecipazioni in societa.
  • Il patto deve risultare compatibile con le norme sull'impresa familiare e con le regole specifiche dei vari tipi societari.
  • Beneficiari possono essere solo i discendenti (figli, nipoti) e non altri parenti o terzi estranei alla linea diretta.
  • L'atto richiede la forma dell'atto pubblico notarile ai sensi dell'art. 768-ter c.c. a pena di nullita.
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Funzione e ratio del patto di famiglia

L'art. 768-bis c.c. apre il Capo V-bis del Libro II dedicato a uno strumento pensato per risolvere uno dei nodi piu delicati delle imprese italiane: il ricambio generazionale. Prima dell'introduzione di questo istituto (legge 14 febbraio 2006, n. 55) l'imprenditore che voleva trasferire l'azienda in vita a un figlio rischiava di vedere l'operazione travolta dalle azioni di riduzione o dalla collazione promosse dagli altri legittimari al momento dell'apertura della successione. Il patto di famiglia consente invece di cristallizzare la destinazione dei beni produttivi, mettendo al riparo il discendente assegnatario dalle future contestazioni ereditarie.

Oggetto del trasferimento

La norma individua due categorie di beni trasferibili: l'azienda (intesa come complesso organizzato di beni per l'esercizio dell'impresa, ex art. 2555 c.c.) e le quote di partecipazione societaria. Il trasferimento puo essere totale oppure parziale, lasciando spazio a soluzioni modulabili sulle esigenze familiari. Ad esempio, Tizio, titolare di una SRL manifatturiera, puo trasferire al figlio Caio il 60% delle quote mantenendo per se il 40% residuo, oppure cedere l'intera azienda individuale conservando solo l'immobile su cui essa insiste. Restano fuori dal perimetro normativo i beni meramente personali o gli immobili non strumentali, che continuano a seguire le ordinarie regole successorie.

Compatibilita con impresa familiare e regole societarie

Il legislatore richiama espressamente la necessita di rispettare la disciplina dell'impresa familiare (art. 230-bis c.c.) e le differenti tipologie societarie. Cio significa che, se l'azienda e gestita in regime di impresa familiare, i collaboratori familiari conservano i diritti loro riconosciuti dalla legge; analogamente, nel trasferimento di quote occorre verificare la presenza di clausole statutarie di gradimento, prelazione o intrasferibilita, che potrebbero condizionare l'efficacia del patto. Nelle societa di persone, in particolare, il trasferimento della quota richiede di norma il consenso degli altri soci, salvo diversa pattuizione.

Soggetti beneficiari

I destinatari del trasferimento devono essere discendenti dell'imprenditore. La nozione comprende figli, nipoti e ulteriori discendenti in linea retta, ma esclude il coniuge, i fratelli, gli ascendenti e qualsiasi terzo estraneo al rapporto di filiazione. Questa scelta riflette la finalita dell'istituto: garantire la continuita aziendale a chi, per legame di sangue, e tendenzialmente piu interessato alla prosecuzione dell'attivita. Possono essere assegnatari uno o piu discendenti, anche con quote diverse e con eventuale comproprieta sull'azienda o sulle partecipazioni.

Profili pratici per il professionista

In sede di consulenza occorre valutare con attenzione la valutazione del compendio aziendale, che costituira la base per la liquidazione degli altri legittimari ai sensi dell'art. 768-quater c.c. E inoltre opportuno coordinare il patto con eventuali polizze vita, accordi parasociali e disposizioni testamentarie gia esistenti, evitando contraddizioni che potrebbero generare contenzioso. Sul piano fiscale, il patto di famiglia beneficia, ricorrendone i presupposti, dell'esenzione dall'imposta sulle successioni e donazioni prevista per i trasferimenti di aziende e partecipazioni di controllo a favore dei discendenti.

Domande frequenti

Chi puo stipulare un patto di famiglia?

Possono stipularlo l'imprenditore individuale e il titolare di partecipazioni societarie, a favore di uno o piu discendenti (figli, nipoti). Devono partecipare anche il coniuge e tutti i legittimari attuali, a pena di possibili contestazioni successive.

Quali beni possono essere oggetto del patto?

Solo l'azienda (in tutto o in parte) e le quote di partecipazione societaria. Beni personali, immobili non strumentali, conti correnti e altri cespiti non rientrano nel perimetro dell'istituto e seguono le ordinarie regole di donazione o successione.

Il patto puo riguardare anche partecipazioni di minoranza?

Si, la norma non richiede che le quote trasferite rappresentino il controllo societario. Tuttavia, ai fini dell'esenzione dall'imposta di successione e donazione, occorre verificare i requisiti dimensionali e di controllo previsti dalla disciplina tributaria.

Si possono escludere alcuni figli dal trasferimento?

L'assegnazione dell'azienda puo essere fatta anche a un solo discendente, ma gli altri legittimari (coniuge e figli non assegnatari) devono comunque partecipare al patto e ricevere la liquidazione del valore della loro quota, salvo rinuncia espressa.

Il patto di famiglia richiede l'atto notarile?

Si, l'art. 768-ter c.c. prescrive la forma dell'atto pubblico a pena di nullita. Il notaio verifica la presenza di tutti i legittimari, redige l'atto e cura gli adempimenti pubblicitari presso il Registro delle Imprese.

Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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