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Ultimo aggiornamento: 27 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
L'art. 75-bis del DPR 602/1973 introduce la procedura della dichiarazione stragiudiziale del terzo nell'esecuzione esattoriale: il terzo pignorato — datore di lavoro, banca, committente — è tenuto a rendere una dichiarazione scritta all'AdER attestante l'entità del credito del debitore nei suoi confronti, senza necessità di udienza giudiziale. Questo meccanismo semplifica la fase di accertamento delle somme pignorande, che nell'esecuzione civile ordinaria richiede un'udienza davanti al giudice dell'esecuzione. La dichiarazione stragiudiziale vincola il terzo: se dichiara di non dover nulla al debitore e ciò risulta falso, risponde delle conseguenze giuridiche dell'affermazione non veritiera. La norma accelera significativamente la procedura, eliminando un passaggio giudiziario che nell'esecuzione ordinaria costituiva spesso un collo di bottiglia.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 75-bis DPR 602/1973 — Dichiarazione stragiudiziale del terzo

D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 — Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito

1. Decorso inutilmente il termine di cui all’articolo 50, comma 1, l’agente della riscossione, prima di procedere ai sensi degli articoli 72 e 72-bis del presente decreto e degli articoli 543 e seguenti del codice di procedura civile, puo’ chiedere a soggetti terzi, debitori del soggetto che e’ iscritto a ruolo o dei coobbligati, di indicare per iscritto, ove possibile in modo dettagliato, le cose e le somme da loro dovute al creditore.

2. Nelle richieste formulate ai sensi del comma 1 e’ fissato un termine per l’adempimento non inferiore a trenta giorni dalla ricezione. In caso di inadempimento, si applicano le disposizioni previste dall’articolo 10 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471.

Commento

Ratio della norma

Nell'esecuzione civile ordinaria, il terzo pignorato è tenuto a rendere la dichiarazione ex art. 547 c.p.c. davanti al giudice, con i tempi e i costi del procedimento giudiziario. Per l'esecuzione esattoriale, il legislatore ha scelto una via più snella: la dichiarazione avviene in forma scritta e stragiudiziale, riducendo i tempi e i costi procedimentali. La norma riflette la logica acceleratoria che permea tutta la disciplina della riscossione coattiva.

Analisi e struttura

L'AdER può richiedere al terzo pignorato di rendere una dichiarazione scritta entro un termine stabilito (di regola 30-60 giorni dalla notifica del pignoramento), indicante: (a) se il debitore vanta crediti nei suoi confronti; (b) l'ammontare esatto di tali crediti; (c) le eventuali contestazioni o pretese del terzo che incidono sull'importo (es. compensazioni, ritenute). Il terzo che rende una dichiarazione non veritiera assume la responsabilità del danno causato all'AdER. In caso di mancata risposta, il terzo è considerato debitore dell'importo per il quale è stato pignorato.

Quando si applica

La norma si applica ogni volta che l'AdER ha notificato un atto di pignoramento presso terzi e ha necessità di conoscere con certezza l'entità del credito del debitore verso il terzo. È particolarmente rilevante per le banche (che devono dichiarare i saldi dei conti correnti), per i datori di lavoro (che devono dichiarare la retribuzione netta) e per le PA (che devono dichiarare i crediti pendenti verso il debitore).

Confronto e norme correlate

La norma è il corrispettivo esattoriale dell'art. 547 c.p.c. (dichiarazione del terzo nell'esecuzione civile), ma semplificata: non richiede udienza né intervento del giudice. Il coordinamento con l'art. 75-ter (cooperazione informatica) è stretto: nelle procedure più recenti le dichiarazioni del terzo avvengono anche attraverso canali informatici, senza necessità di forma cartacea.

Problemi applicativi

Il problema principale è la falsità o incompletezza della dichiarazione: il terzo che omette di indicare crediti esistenti o li sottodichiarata risponde verso l'AdER. Tuttavia, stabilire la responsabilità del terzo per dichiarazione non veritiera può richiedere un giudizio separato, allungando i tempi complessivi della procedura. Un secondo nodo è la mancata risposta: la presunzione di debito che ne deriva può essere contestata dal terzo in sede giudiziale, con ulteriore allungamento dei tempi.

Casi pratici

Caso 1: Dichiarazione del saldo bancario su richiesta dell'AdER

Caso 2: Datore di lavoro che dichiara la retribuzione del debitore

Caso 3: Terzo che rende dichiarazione falsa sull'entità del debito

Domande frequenti

Cos'è la dichiarazione stragiudiziale del terzo nell'esecuzione esattoriale?

È la dichiarazione scritta che il terzo pignorato (banca, datore di lavoro, committente) deve rendere all'AdER indicando l'entità del credito del debitore verso di lui, senza necessità di udienza giudiziale (art. 75-bis DPR 602/1973). Semplifica e accelera la procedura rispetto all'esecuzione civile ordinaria.

Entro quanto tempo deve rispondere il terzo alla richiesta di dichiarazione?

Il termine è generalmente di 30-60 giorni dalla notifica dell'atto di pignoramento o dalla specifica richiesta dell'AdER. Il terzo che non risponde entro il termine è considerato debitore per l'importo indicato nel pignoramento, salvo che non dimostri in sede giudiziale che il credito non esiste o è di importo diverso.

Cosa rischia il terzo che dichiara il falso?

Il terzo che rende una dichiarazione non veritiera (es. dichiara di non dover nulla al debitore quando in realtà gli deve somme consistenti) risponde verso l'AdER dei danni causati dalla falsa dichiarazione. L'AdER può agire contro il terzo per il recupero delle somme che avrebbe dovuto ricevere se la dichiarazione fosse stata corretta.

La dichiarazione stragiudiziale vincola definitivamente il terzo?

Sì, in linea di principio. Il terzo che ha dichiarato di dover una certa somma non può poi rifiutarsi di versarla senza un valido motivo sopravvenuto. Può tuttavia contestare in sede giudiziale se la dichiarazione è stata resa per errore o se le circostanze sono cambiate dopo la dichiarazione (es. il debitore ha pagato il terzo con strumenti diversi).

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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