Testo dell'articoloVigente
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Testo della norma consultabile sul portale ufficiale Normattiva. Di seguito la lettura divulgativa a cura della redazione.
Vedi anche
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
In sintesi
L'articolo 65 consente la libera riproduzione di articoli di attualità di carattere economico, politico o religioso, pubblicati nelle riviste o nei giornali, purché se ne indichi la fonte. La norma introduce una delle libere utilizzazioni tipiche del diritto d'autore, giustificata dall'interesse pubblico alla diffusione delle informazioni di attualità e dal bilanciamento con il diritto di cronaca. Il limite consiste nell'indicazione espressa del divieto da parte del titolare: se l'autore o l'editore appone la clausola «riproduzione riservata», la libera utilizzazione cessa di operare. La norma interagisce con il diritto connesso degli editori di stampa introdotto dal D.Lgs. 177/2021 (art. 102-sexies L. 633/1941).Indice dei contenuti
Ratio della norma
La libertà di riproduzione degli articoli di attualità risponde a un'esigenza fondamentale del pluralismo informativo: la notizia e il commento giornalistico devono poter circolare rapidamente in una società democratica. L'art. 65 bilancia il diritto esclusivo dell'autore con la libertà di espressione e di informazione garantita dall'art. 21 Cost. e dall'art. 11 della Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea (Carta di Nizza). La norma non autorizza la copia gratuita a fini commerciali senza limiti: l'indicazione della fonte e la possibilità di opporre il divieto assicurano un equilibrio tra diritto dell'autore e interesse collettivo all'informazione.
Analisi del testo
La disposizione distingue tra articoli di attualità - che rientrano nella libera utilizzazione - e opere giornalistiche di maggiore elaborazione creativa, per le quali la libera utilizzazione non opera. Sono articoli di attualità quelli che riferiscono fatti recenti di carattere economico, politico o religioso, senza che la scelta e il trattamento del materiale integrino un apporto creativo significativo tale da renderli opere dell'ingegno in senso pieno. L'obbligo di indicare la fonte include il nome dell'autore e della testata. Il divieto di riproduzione ('riproduzione riservata' o equivalente) va apposto esplicitamente e ha effetto erga omnes per le riproduzioni successive.
Quando si applica
La norma si applica quando soggetti terzi - altri giornali, riviste, siti web, rassegne stampa - riproducono articoli di attualità di carattere economico, politico o religioso. La libera utilizzazione è esclusa: (a) quando l'editore abbia apposto il divieto; (b) quando si tratti di articoli di approfondimento o commento che eccedano la natura informativa; (c) quando la riproduzione avvenga a fini commerciali che alterino il mercato primario della testata. Le rassegne stampa commerciali non rientrano nella libera utilizzazione e richiedono accordi con gli editori.
Confronto con altri istituti
L'art. 65 va letto in coordinazione con l'art. 102-sexies L. 633/1941, introdotto dal D.Lgs. 177/2021 in recepimento della Direttiva DSM 2019/790. Il diritto connesso degli editori di giornali attribuisce agli editori il diritto di autorizzare o vietare la riproduzione online dei propri articoli da parte delle piattaforme digitali. Questo nuovo diritto si sovrappone parzialmente all'art. 65 e ha generato il dibattito sul cosiddetto 'link tax': i motori di ricerca e i social media che mostrano snippet di articoli giornalistici devono negoziare compensi con gli editori. Il bilanciamento con la libertà di espressione garantita dall'art. 11 Carta di Nizza rimane oggetto di interpretazione giurisprudenziale a livello europeo.
Problemi applicativi
La principale questione applicativa riguarda la distinzione tra articolo di attualità - liberamente riproducibile - e opera giornalistica creativa soggetta al regime ordinario. Una breve notizia di agenzia è certamente attualità; un reportage investigativo di lunga elaborazione è certamente opera dell'ingegno. La zona grigia è ampia. Un secondo problema riguarda le rassegne stampa digitali automatizzate: la giurisprudenza ha chiarito che la riproduzione sistematica di titoli e abstract a fini commerciali non rientra nella libera utilizzazione dell'art. 65. Dopo l'entrata in vigore del D.Lgs. 177/2021, il diritto connesso degli editori (art. 102-sexies) aggiunge un ulteriore strato di tutela che gli editori possono opporre alle piattaforme anche quando la libera utilizzazione dell'art. 65 sarebbe in astratto applicabile.
Casi pratici
Caso 1: Rassegna stampa online senza indicazione della fonte
Caso 2: Piattaforma digitale e diritto connesso degli editori
Domande frequenti
Quali articoli sono liberamente riproducibili ai sensi dell'art. 65?
Gli articoli di attualità di carattere economico, politico o religioso, pubblicati su riviste o giornali, purché non recanti il divieto di riproduzione e con indicazione obbligatoria della fonte e dell'autore.
Il divieto 'riproduzione riservata' è sempre efficace?
Sì, il divieto apposto dall'editore o dall'autore ha effetto erga omnes e fa venire meno la libera utilizzazione ex art. 65. In presenza del divieto, qualsiasi riproduzione richiede autorizzazione.
Le rassegne stampa commerciali rientrano nella libera utilizzazione?
No, secondo la giurisprudenza prevalente. Le rassegne stampa che riproducono articoli a fini commerciali esulano dalla libera utilizzazione e richiedono accordi con gli editori, anche per effetto del diritto connesso introdotto dall'art. 102-sexies.
Cosa cambia con il diritto connesso degli editori (art. 102-sexies)?
Il D.Lgs. 177/2021 ha introdotto un diritto connesso che consente agli editori di stampa di autorizzare o vietare la riproduzione digitale dei propri articoli da parte di piattaforme online, indipendentemente dal regime di libera utilizzazione dell'art. 65. Le piattaforme devono negoziare compensi equi con gli editori.