Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Massime giurisprudenziali
  4. Pronunce Corte Costituzionale
  5. Prassi e linee guida
  6. Casi pratici
  7. Domande frequenti
  8. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Risposta in chiaro

L’art. 609-septies c.p. regola la procedibilità dei reati sessuali: violenza sessuale (609-bis e ter) a querela della persona offesa, proponibile entro dodici mesi e irrevocabile. Si procede d’ufficio contro minori, se il fatto è commesso da ascendenti, genitori o pubblici ufficiali, o se connesso con altro delitto procedibile d’ufficio.

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 609-septies c.p. – Querela di parte

Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

I delitti previsti dagli articoli 609-bis e 609-ter sono punibili a querela della persona offesa.

Salvo quanto previsto dall’articolo 597, terzo comma, il termine per la proposizione della querela è di dodici mesi.

La querela proposta è irrevocabile.

Si procede tuttavia d’ufficio:

1) se il fatto di cui all’articolo 609-bis è commesso nei confronti di persona che al momento del fatto non ha compiuto gli anni diciotto;

2) se il fatto è commesso dall’ascendente, dal genitore, anche adottivo, o dal di lui convivente, dal tutore ovvero da altra persona cui il minore è affidato per ragioni di cura, di educazione, di istruzione, di vigilanza o di custodia o che abbia con esso una relazione di convivenza;

3) se il fatto è commesso da un pubblico ufficiale o da un incaricato di pubblico servizio nell’esercizio delle proprie funzioni;

4) se il fatto è connesso con un altro delitto per il quale si deve procedere d’ufficio;

5) NUMERO ABROGATO DALLA L. 19 LUGLIO 2019, N.69 .

In sintesi

  • Reati sessuali (609-bis, ter, quater) procedibili a querela della vittima
  • Termine per querela: sei mesi da conoscenza del reato (salvo minore)
  • Querela irrevocabile una volta proposta
  • Procedimento d'ufficio obbligatorio se vittima minore di 18 anni
  • Procedimento d'ufficio per abusi di ascendenti/tutori, pubblici ufficiali, reati connessi
Indice dei contenuti

Reati sessuali sono punibili a querela della parte offesa, con termine di sei mesi. Si procede d'ufficio per minori, ascendenti abusanti, pubblici ufficiali o reati connessi.

Ratio

L'articolo 609-septies c.p. disciplina il meccanismo di attivazione della tutela penale per reati sessuali, bilanciando l'autonomia della vittima (querela) con la tutela d'ufficio dello Stato nei casi di massima vulnerabilità. La scelta di rendere procedibili a querela i reati sessuali base riflette il principio che la vittima adulta ha diritto di decidere se perseguire penalmente, mentre le eccezioni (procedimento d'ufficio) tutelano minori, persone in posizioni di subordinazione e interessi di ordine pubblico.

Analisi

Il primo comma stabilisce che reati di cui agli articoli 609-bis, ter e quater sono punibili esclusivamente a querela della persona offesa. Il secondo comma fissa il termine per querela in sei mesi da conoscenza del reato, salvo quanto previsto all'articolo 597 c.p. (casi di interruzione del termine). Il terzo comma dispone che querela proposta è irrevocabile: una volta depositata, la vittima non può ritirarla. Il quarto comma introduce eccezioni al sistema di querela: procedimento d'ufficio obbligatorio se (1) fatto è commesso contro minore di 18 anni; (2) autore è ascendente/genitore/tutore del minore; (3) autore è pubblico ufficiale in esercizio; (4) fatto è collegato a reato procedibile d'ufficio; (5) fatto rientra nell'ipotesi residuale dell'articolo 609-quater, ultimo comma.

Quando si applica

Vittima adulta (18+) di molestia sessuale può denunciare il fatto entro sei mesi, ma non è obbligata; denuncia rappresenta scelta autonoma. Una volta querela proposta, vittima non può ritirarla, vincolando lo Stato alla prosecuzione del procedimento. Diversamente, se la vittima è minore di 18 anni, il pubblico ministero procede d'ufficio indipendentemente da querela della famiglia (es. coppia minore, violenza in famiglia perpetrata da genitore). Stupro perpetrato da carabiniere in esercizio è procedibile d'ufficio per ordine pubblico. Violenza sessuale connessa a rapina è procedibile d'ufficio perché rapina è reato contro proprietà procedibile d'ufficio.

Connessioni

Coordina con articolo 597 c.p. sui termini procedurali generali; con artt. 609-bis, ter, quater (reati sessuali) e con articolo 609-decies (protezione processuale minori). Rimandi al Codice di Procedura Penale (artt. 50 ss. sulla querela di parte, art. 194 cpp sulla parte offesa) e alle norme sulla protezione del minore in procedimento (art. 609-decies, ultimo comma).

Pronunce della Corte Costituzionale

Prassi dell'Agenzia delle Entrate

Casi pratici

Caso 1: Caso 1

Tizio, donna adulta di 32 anni, subisce molestia sessuale (contatti intimi non consensuali) da Caio collega di lavoro. Tizio ha sei mesi da quando ha consapevolmente conosciuto il fatto (data dell'episodio) per depositare querela presso il giudice di pace o la procura. Tizio deposita querela tre mesi dopo l'episodio; a quel punto procede il processo con rito ordinario. Caio, una volta depositata la querela, non può più ritirarla anche se raggiunge accordo con Tizio.

Caso 2: Caso 2

Sempronio, minore di 16 anni, subisce abuso sessuale dal patrigno Mevio in seno alla convivenza familiare. Anche se la madre non vuole denunciare (per ragioni di protezione della famiglia), il pubblico ministero procede d'ufficio perché il reato è commesso contro minore (sotto 18 anni) da ascendente (patrigno convivente). Lo Stato prosegue il procedimento indipendentemente dalla volontà della vittima o della famiglia, assicurando al minore protezione processuale speciale e supporto psicologico.

Domande frequenti

Qual è il termine massimo per denunciare una molestia sessuale?

Il termine per querela è sei mesi da conoscenza del reato. Se la vittima presenta querela dopo sei mesi, il reato è estinto per effetto della disposizione processuale dell'articolo 609-septies c.p. (salvo interruzioni stabilite dall'articolo 597 c.p.).

Se la vittima non vuole denunciare il reato sessuale, il processo può comunque procede?

Dipende dalla vittima: se è adulta e il reato è base, la querela è obbligatoria e il processo non procede senza. Se è minore, il PM procede d'ufficio indipendentemente dalla volontà della vittima o della famiglia.

La querela può essere ritirata una volta presentata?

No. Una volta depositata la querela presso l'autorità giudiziaria, essa è irrevocabile. La vittima non può ritirarla e il processo prosegue comunque fino alla sentenza.

Un pubblico ufficiale che commette violenza sessuale è sempre processato d'ufficio?

Sì. Se il reato è commesso dall'agente durante l'esercizio delle funzioni, procede d'ufficio indipendentemente da querela, per salvaguardare l'ordine pubblico e l'affidabilità delle istituzioni.

Se il reato sessuale è connesso a un furto, cosa succede al procedimento?

Il fatto è processato d'ufficio perché il furto (reato contro proprietà) è già procedibile d'ufficio. La connessione tra reato sessuale e furto attiva il procedimento d'ufficio per entrambi i reati.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-09
Fonti consultate: 2 fontei verificate
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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