Testo dell'articoloVigente
Art. 609-bis c.p. – Violenza sessuale
Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)
Chiunque, con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità, costringe taluno a compiere o subire atti sessuali è punito con la reclusione da sei a dodici anni .
Alla stessa pena soggiace chi induce taluno a compiere o subire atti sessuali:
1) abusando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa al momento del fatto;
2) traendo in inganno la persona offesa per essersi il colpevole sostituito ad altra persona.
Nei casi di minore gravità la pena è diminuita in misura non eccedente i due terzi.
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Vedi anche
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Informazione giuridica di carattere generale. Il testo della norma riproduce la fonte ufficiale vigente; il commento che segue è redazionale e ha finalità divulgativa. Questo contenuto non sostituisce in alcun modo il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato o a un consulente iscritto all'albo.
In sintesi
Indice dei contenuti
L'articolo 609-bis del codice penale è dedicato al reato di violenza sessuale. La norma descrive due modi di commettere il reato, uno fondato sulla costrizione e uno fondato sull'induzione, e li punisce con la stessa pena. Prevede poi una diminuzione per i casi di minore gravità.
La costrizione con violenza, minaccia o abuso di autorità
Il primo periodo punisce «chiunque, con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità, costringe taluno a compiere o subire atti sessuali». I mezzi indicati sono tre: la violenza, la minaccia e l'abuso di autorità. La condotta consiste nel costringere un'altra persona, e la norma considera sia il caso in cui la vittima è costretta a compiere atti sessuali sia quello in cui è costretta a subirli. La pena è la reclusione da sei a dodici anni.
Un esempio: Tizio, con una minaccia, costringe Caia a subire atti sessuali. Il fatto rientra nella condotta descritta dal primo periodo.
L'induzione: inferiorità della persona offesa e sostituzione di persona
Il secondo periodo stabilisce che «alla stessa pena soggiace chi induce taluno a compiere o subire atti sessuali» in due ipotesi. La prima ricorre quando il colpevole agisce abusando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa al momento del fatto: il testo collega queste condizioni proprio al momento del fatto. La seconda ricorre quando il colpevole trae in inganno la persona offesa per essersi sostituito ad altra persona.
Qui la condotta descritta è l'induzione: il colpevole abusa della condizione di inferiorità della persona offesa oppure la trae in inganno sostituendosi ad altra persona. Per esempio, Sempronio si sostituisce ad altra persona e trae così in inganno Caia, inducendola a compiere atti sessuali: è l'ipotesi indicata al numero 2).
I casi di minore gravità
L'ultimo periodo dispone che «nei casi di minore gravità la pena è diminuita in misura non eccedente i due terzi». Il testo fissa soltanto il limite massimo della diminuzione, cioè i due terzi. Non elenca invece i criteri per stabilire quando un caso è di minore gravità.
Prassi e linee guida
Normattiva
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Domande frequenti
Quale pena prevede l'articolo 609-bis del codice penale?
Chi con violenza, minaccia o abuso di autorità costringe taluno a compiere o subire atti sessuali è punito con la reclusione da sei a dodici anni. La stessa pena vale per le ipotesi di induzione previste dalla norma.
Con quali mezzi può essere commessa la costrizione?
Il testo ne indica tre: la violenza, la minaccia e l'abuso di autorità.
Il reato riguarda solo chi subisce atti sessuali?
No. La norma parla di costringere o indurre taluno «a compiere o subire» atti sessuali, quindi comprende entrambe le situazioni.
In quali casi l'induzione è punita con la stessa pena?
In due casi: quando il colpevole abusa delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa al momento del fatto, oppure quando trae in inganno la persona offesa perché si è sostituito ad altra persona.
Cosa succede nei casi di minore gravità?
La pena è diminuita in misura non eccedente i due terzi. Il testo non indica i criteri per stabilire quando un caso è di minore gravità.
Fonti consultate: 2 fonti verificate