- La Parte Terza disciplina in modo unitario difesa del suolo, lotta alla desertificazione, tutela e gestione delle acque.
- Persegue obiettivi di sicurezza, qualità ambientale, uso sostenibile della risorsa idrica.
- È strumento di attuazione delle direttive 2000/60/CE, 2007/60/CE, 2008/105/CE.
- Si fonda sui principi di prevenzione, precauzione, correzione alla fonte e chi inquina paga.
- Le finalità orientano l'interpretazione e l'applicazione di tutte le disposizioni successive.
Testo dell'articoloVigente
Art. 53 Cod. Amb. — finalita
D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 — testo aggiornato
1. Le disposizioni di cui alla presente sezione sono volte ad assicurare la tutela ed il risanamento del suolo e del sottosuolo, il risanamento idrogeologico del territorio tramite la prevenzione dei fenomeni di dissesto, la messa in sicurezza delle situazioni a rischio e la lotta alla desertificazione.
2. Per il conseguimento delle finalità di cui al comma 1, la pubblica amministrazione svolge ogni opportuna azione di carattere conoscitivo, di programmazione e pianificazione degli interventi, nonché preordinata alla loro esecuzione, in conformità alle disposizioni che seguono.
3. Alla realizzazione delle attività previste al comma 1 concorrono, secondo le rispettive competenze, lo Stato, le regioni a statuto speciale ed ordinario, le province autonome di Trento e di Bolzano, le province, i comuni e le comunità montane e i consorzi di bonifica e di irrigazione.
Stesso numero, altri codici
- Art. 53 D.Lgs. 159/2011 — (Limite della garanzia patrimoniale)
- Art. 53 D.Lgs. 209/2005 — Attività esercitabili
- Art. 53 D.Lgs. 42/2004 — Beni del demanio culturale
- Art. 53 CAD — Siti Internet delle pubbliche amministrazioni
- Art. 53 Codice Civile: Godimento dei beni
- Articolo 53 Codice della Crisi d'Impresa e dell’Insolvenza
Commento
L'articolo apre la Parte Terza dedicandola alla difesa del suolo, alla lotta alla desertificazione, alla tutela delle acque e alla gestione delle risorse idriche. Indica gli obiettivi generali che orientano l'interpretazione delle disposizioni successive e ne definisce la cornice europea, in particolare le direttive 2000/60/CE e 2007/60/CE.
Oggetto della Parte Terza
La Parte Terza disciplina in modo unitario difesa del suolo, lotta alla desertificazione, tutela delle acque dall'inquinamento e gestione delle risorse idriche. La scelta del legislatore è di superare le previgenti leggi settoriali (legge 183/1989 sulla difesa del suolo, legge 36/1994 e d.lgs. 152/1999 sulle acque) integrandole in un testo coordinato.
Obiettivi generali
Sono obiettivi della disciplina: la sicurezza delle persone e dei beni dai rischi idraulici e idrogeologici; la tutela quantitativa e qualitativa delle acque; il recupero e la valorizzazione delle aree degradate; la conservazione degli ecosistemi acquatici; il governo sostenibile delle risorse idriche. Tali obiettivi devono orientare l'interpretazione di tutte le disposizioni successive.
Cornice europea
Le scelte del legislatore italiano sono dettate dalle direttive 2000/60/CE (direttiva quadro acque), 2007/60/CE (alluvioni), 2008/105/CE (sostanze prioritarie), 91/271/CEE (acque reflue urbane), 91/676/CEE (nitrati). La Parte Terza è strumento di attuazione interna di tali direttive e va letta in chiave di interpretazione conforme al diritto UE.
Principi di sostenibilità e precauzione
L'azione pubblica si fonda sui principi di precauzione, prevenzione, correzione alla fonte e chi inquina paga, già consacrati dall'articolo 191 TFUE. Tali principi orientano sia l'attività di pianificazione sia quella di rilascio dei provvedimenti autorizzativi, oltre che l'irrogazione delle sanzioni.
Effetti per soggetti privati
Per imprese, gestori e cittadini la lettura combinata della Parte Terza significa: chi utilizza acqua deve fronteggiare adempimenti su uso sostenibile e misurazione delle portate; chi scarica deve rispettare limiti e procedure autorizzative; chi opera in aree a rischio deve confrontarsi con vincoli urbanistici e prescrizioni idrauliche.
Lettura sistemica con altre parti del Codice
L'articolo va letto in coordinamento con la Parte Prima (principi generali), con la Parte Seconda (procedure di valutazione ambientale, VIA e VAS), con la Parte Quarta (rifiuti) e con la Parte Quinta (atmosfera). Una scelta di gestione delle acque non può prescindere, ad esempio, dalla disciplina sui rifiuti liquidi, dalla compatibilità urbanistica, dalla pianificazione costiera o dalla disciplina della bonifica dei siti inquinati. Questo approccio coerente è esplicitato dai principi di integrazione e di reciproca lealtà tra livelli di governo.
Implicazioni per la pubblica amministrazione
Le amministrazioni nell'esercizio dei propri poteri devono motivare le scelte sull'impatto in termini di tutela del suolo e delle acque. La giurisprudenza amministrativa ha valorizzato il principio di non regressione nella tutela e ha richiesto motivazioni rafforzate per atti che riducano il livello di protezione esistente. La rendicontazione alla Commissione europea sull'attuazione delle direttive 2000/60/CE e 2007/60/CE è strumento di monitoraggio della coerenza dell'azione pubblica.
Domande frequenti
Le finalità della Parte Terza sono vincolanti?
Sì: hanno valore precettivo nell'interpretazione delle disposizioni successive e orientano l'esercizio del potere amministrativo, oltre che le decisioni dei giudici in caso di controversia.
Come si concilia tutela ambientale e sviluppo economico?
Attraverso strumenti come VIA, VAS, AIA, AUA, valutazione di incidenza, che impongono la verifica della compatibilità ambientale dei progetti e la previsione di misure di mitigazione e compensazione.
Cosa è il principio chi inquina paga?
Il principio (art. 191 TFUE e art. 3-ter del Codice) impone che chi causa un danno ambientale sostenga il costo della prevenzione, della riduzione e della riparazione, anche tramite responsabilità civile e amministrativa.
Vedi anche