- Le definizioni hanno valore precettivo e guidano l'applicazione delle disposizioni della Parte Terza.
- Sono definiti bacino, sottobacino e distretto idrografico.
- È definito il dissesto idrogeologico come squilibrio fra azioni geomorfologiche e capacità di tenuta del territorio.
- Sono individuati strumenti di pianificazione (piano di bacino, piani stralcio, programmi).
- Sono definiti i soggetti istituzionali coinvolti (Autorità di bacino, ISPRA, ARPA).
Testo dell'articoloVigente
Art. 54 Cod. Amb. — definizioni
D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 — testo aggiornato
1. Ai fini della presente sezione si intende per: a) LETTERA ABROGATA DAL D.LGS. 4 MARZO 2014, N. 46 ; b) acque: le acque meteoriche e le acque superficiali e sotterranee come di seguito specificate; c) acque superficiali: le acque interne, ad eccezione delle sole acque sotterranee, le acque di transizione e le acque costiere, tranne per quanto riguarda lo stato chimico, in relazione al quale sono incluse anche le acque territoriali; d) acque sotterranee: tutte le acque che si trovano sotto la superficie del suolo nella zona di saturazione e a contatto diretto con il suolo o il sottosuolo; e) acque interne: tutte le acque superficiali correnti o stagnanti e tutte le acque sotterranee all’interno della linea di base che serve da riferimento per definire il limite delle acque territoriali; f) fiume: un corpo idrico interno che scorre prevalentemente in superficie, ma che può essere parzialmente sotterraneo; g) lago: un corpo idrico superficiale interno fermo; h) acque di transizione: i corpi idrici superficiali in prossimità della foce di un fiume, che sono parzialmente di natura salina a causa della loro vicinanza alle acque costiere, ma sostanzialmente influenzati dai flussi di acqua dolce; i) acque costiere: le acque superficiali situate all’interno rispetto a una retta immaginaria distante, in ogni suo punto, un miglio nautico sul lato esterno dal punto più vicino della linea di base che serve da riferimento per definire il limite delle acque territoriali, e che si estendono eventualmente fino al limite esterno delle acque di transizione; l) corpo idrico superficiale: un elemento distinto e significativo di acque superficiali, quale un lago, un bacino artificiale, un torrente, un fiume o canale, parte di un torrente, fiume o canale, nonché di acque di transizione o un tratto di acque costiere; m) corpo idrico artificiale: un corpo idrico superficiale creato da un’attività umana; n) corpo idrico fortemente modificato: un corpo idrico superficiale la cui natura, a seguito di alterazioni fisiche dovute a un’attività umana, è sostanzialmente modificata; o) corpo idrico sotterraneo: un volume distinto di acque sotterranee contenute da una o più falde acquifere; p) falda acquifera: uno o più strati sotterranei di roccia o altri strati geologici di porosità e permeabilità sufficiente da consentire un flusso significativo di acque sotterranee o l’estrazione di quantità significative di acque sotterranee; q) reticolo idrografico: l’insieme degli elementi che costituiscono il sistema drenante alveato del bacino idrografico; r) bacino idrografico: il territorio nel quale scorrono tutte le acque superficiali attraverso una serie di torrenti, fiumi ed eventualmente laghi per sfociare al mare in un’unica foce, a estuario o delta; s) sottobacino o sub-bacino: il territorio nel quale scorrono tutte le acque superficiali attraverso una serie di torrenti, fiumi ed eventualmente laghi per sfociare in un punto specifico di un corso d’acqua, di solito un lago o la confluenza di un fiume; t) distretto idrografico: area di terra e di mare, costituita da uno o più bacini idrografici limitrofi e dalle rispettive acque sotterranee e costiere che costituisce la principale unità per la gestione dei bacini idrografici; u) difesa del suolo: il complesso delle azioni ed attività riferibili alla tutela e salvaguardia del territorio, dei fiumi, dei canali e collettori, degli specchi lacuali, delle lagune, della fascia costiera, delle acque sotterranee, nonché del territorio a questi connessi, aventi le finalità di ridurre il rischio idraulico, stabilizzare i fenomeni di dissesto geologico, ottimizzare l’uso e la gestione del patrimonio idrico, valorizzare le caratteristiche ambientali e paesaggistiche collegate; v) dissesto idrogeologico: la condizione che caratterizza aree ove processi naturali o antropici, relativi alla dinamica dei corpi idrici, del suolo o dei versanti, determinano condizioni di rischio sul territorio; z) opera idraulica: l’insieme degli elementi che costituiscono il sistema drenante alveato del bacino idrografico; z-bis) Autorità di bacino distrettuale o Autorità di bacino: l’autorità competente ai sensi dell’ articolo 3 della direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2000 , e dell’ articolo 3 del decreto legislativo 23 febbraio 2010, n. 49 ; z-ter) Piano di bacino distrettuale o Piano di bacino: il Piano di distretto
Stesso numero, altri codici
- Art. 54 D.Lgs. 504/1995 — Definizione di officina elettrica (Art. 3 T.U. energia elettrica 1924 - Art. 1 R.D.L. n. 533/1932 (*
- Articolo 54 L. 184/1983: Effetti della sentenza di revoca dell'adozione
- Art. 54 Reg. (UE) 2024/1689 — Rappresentanti autorizzati dei fornitori di modelli di IA per finalità generali
- Art. 54 D.Lgs. 159/2011 — Pagamento di crediti prededucibili
- Art. 54 D.Lgs. 209/2005 — Articolo abrogato
- Art. 54 D.Lgs. 42/2004 — Beni inalienabili
In sintesi
Indice dei contenuti
Le definizioni costituiscono il lessico tecnico-giuridico della Parte Terza. La norma chiarisce concetti chiave quali bacino idrografico, distretto, sottobacino e dissesto idrogeologico, garantendo un linguaggio comune ai diversi livelli amministrativi e tecnici.
Funzione delle definizioni
Le definizioni hanno valore precettivo: stabiliscono il significato tecnico-giuridico dei termini usati nella Parte Terza. Discostarsi dalla definizione codicistica significherebbe distorcere l'applicazione delle disposizioni: la giurisprudenza amministrativa ricorre regolarmente a queste nozioni per qualificare situazioni concrete (es. estensione di un bacino, classificazione di un'opera idraulica).
Bacino, sottobacino e distretto
Il bacino idrografico identifica il territorio in cui le acque defluiscono verso uno stesso sbocco. Il sottobacino è una sua porzione minore con sbocco intermedio. Il distretto idrografico aggrega bacini limitrofi e costituisce la macro-unità della pianificazione. Queste nozioni sono coerenti con la direttiva quadro acque.
Dissesto idrogeologico
Si intende la situazione di squilibrio fra azioni geomorfologiche (frane, alluvioni, erosione costiera, subsidenza) e capacità di tenuta del territorio. L'individuazione delle aree in dissesto guida la pianificazione di settore (PAI) e l'erogazione di fondi per la mitigazione del rischio.
Pianificazione di bacino e suoi strumenti
Le definizioni includono i piani, i piani stralcio, i programmi di intervento e i programmi triennali di attuazione. Ciascuno strumento ha contenuto, efficacia e procedura tipici, descritti negli articoli successivi: la coerenza terminologica garantisce univocità interpretativa.
Soggetti coinvolti
Sono definiti anche i soggetti istituzionali: Autorità di bacino distrettuale, Conferenza istituzionale permanente, Segretario generale, oltre ai soggetti tecnici come ISPRA e ARPA. La chiarezza definitoria è il presupposto per applicare correttamente le regole di competenza.
Rapporto con la legge 183/1989
Le definizioni codicistiche aggiornano e superano quelle della legge 183/1989, abrogata dal Codice salvo specifiche disposizioni transitorie. Per atti antecedenti, l'interprete deve tener conto dell'evoluzione lessicale e dei criteri di continuità interpretativa fissati dalla giurisprudenza amministrativa, soprattutto in tema di piani di bacino in essere e di provvedimenti già adottati.
Glossario per gli operatori
L'apparato definitorio fornisce un glossario utile per i professionisti (geologi, ingegneri idraulici, agronomi, avvocati ambientalisti) e per gli operatori economici. Una definizione precisa di sottobacino, di tronco fluviale o di area allagabile è essenziale per il dimensionamento di opere, per la richiesta di concessioni e per la corretta qualificazione di interventi soggetti a vincolo idrogeologico.
Aggiornamento delle definizioni
Le definizioni del Codice sono soggette ad aggiornamento per recepire l'evoluzione del diritto UE e delle conoscenze scientifiche. I decreti di recepimento delle direttive successive (es. 2008/105/CE, 2013/39/UE) hanno integrato l'elenco delle sostanze prioritarie e affinato le nozioni tecniche; analogo lavoro è in corso per le sostanze emergenti come PFAS e microplastiche.
Domande frequenti
Le definizioni vincolano anche il giudice?
Sì: il giudice deve applicare le definizioni codicistiche quando interpreta le disposizioni della Parte Terza, salvo verificare l'eventuale necessità di interpretazione conforme al diritto UE.
Cosa è il dissesto idrogeologico ai fini del Codice?
È la situazione di squilibrio tra le forze geomorfologiche del territorio (frane, alluvioni, erosione, subsidenza) e la sua capacità di tenuta, idonea a produrre rischi per persone, beni e ambiente.
Cosa è un sottobacino?
È una porzione di bacino idrografico con sbocco intermedio in un corso d'acqua principale: la definizione consente di articolare la pianificazione e gli interventi a un livello di maggiore dettaglio rispetto al bacino.