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Ultimo aggiornamento: 29 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Domande frequenti
  4. Vedi anche
In sintesi
  • Rappresentazione in infinito: la rappresentazione opera all'infinito in linea discendente, qualunque sia il numero di gradi e di discendenti per stirpe.
  • Unicità di stirpe: opera anche quando esiste un'unica stirpe (non è necessaria la pluralità).
  • Divisione per stirpi: quando c'è rappresentazione, la divisione avviene per stirpi (non per capi), così che ogni ramo riceve la quota dell'ascendente.
  • Sub-divisione per rami: se uno stipite ha prodotto più rami, la suddivisione avviene per stirpi in ciascun ramo e per capi tra i membri dello stesso ramo.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 469 c.c. – Estensione del diritto di rappresentazione. Divisione

Testo vigente — R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

La rappresentazione ha luogo in infinito, siano uguali o disuguali il grado dei discendenti e il loro numero in ciascuna stirpe.

La rappresentazione ha luogo anche nel caso di unicità di stirpe.

Quando vi è rappresentazione, la divisione si fa per stirpi.

Se uno stipite ha prodotto più rami, la suddivisione avviene per stirpi anche in ciascun ramo, e per capi tra i membri del medesimo ramo.

Commento

La rappresentazione opera in infinito e, quando è in gioco, la divisione dell'eredità avviene per stirpi (non per capi): ogni ramo familiare riceve la quota dell'ascendente premorto o rinunciante, indipendentemente dal numero di discendenti che compongono quel ramo.

Rappresentazione in infinito

L'art. 469 c.c. precisa che la rappresentazione opera «in infinito», indipendentemente dal grado dei discendenti e dal loro numero in ciascuna stirpe. Se il figlio di Tizio è premorto, subentrano i nipoti; se anche i nipoti sono premorsi, subentrano i pronipoti, e così via senza limite di generazioni. La parola «infinito» va intesa in senso giuridico: opera fino all'estinguersi della discendenza, che ovviamente è un dato biologicamente finito. Questa regola garantisce che la quota di un ramo familiare rimanga all'interno di quel ramo, preservando l'equità intergenerazionale del sistema successorio.

Divisione per stirpi

Quando opera la rappresentazione, la divisione avviene per stirpi, non per capi. La distinzione è fondamentale: nella divisione per capi, l'eredità è divisa in parti uguali tra tutti gli eredi (es. se ci sono 4 nipoti, ciascuno prende 1/4). Nella divisione per stirpi, ciascuna stirpe riceve la quota che sarebbe spettata al suo capostipite (es. se Tizio aveva 2 figli e uno è premorto lasciando 3 nipoti, i 3 nipoti si dividono la quota del genitore premorto, 1/2 dell'eredità, prendendo 1/6 ciascuno, mentre il figlio vivente prende 1/2).

Pluralità di rami

Il terzo comma regola la sub-divisione quando uno stipite ha prodotto «più rami». Esempio: il figlio premorto di Tizio aveva a sua volta due figli, uno dei quali è pure premorto lasciando due nipoti. In questo caso la suddivisione avviene per stirpi anche all'interno del ramo: i due rami del figlio premorto si dividono la sua quota (1/2 al figlio sopravvissuto del ramo e 1/2 ai due nipoti che rappresentano il ramo estinto), e i due nipoti si dividono per capi (1/2 ciascuno) la quota del ramo che rappresentano. Il risultato è una divisione «a cascata» che rispetta la struttura genealogica.

Unicità di stirpe

La norma precisa che la rappresentazione opera «anche nel caso di unicità di stirpe». Questo chiarisce che non è necessaria la concorrenza con altri eredi per lo stesso grado: se l'unico figlio del de cuius è premorto, i suoi discendenti ereditano per rappresentazione, anche se nessun altro erede è dello stesso grado, e la divisione avviene comunque per stirpi tra di loro.

Connessioni con altre norme

L'art. 469 va letto con l'art. 467 (nozione di rappresentazione), l'art. 468 (soggetti), l'art. 566 (successione dei figli) e con le norme sulla divisione ereditaria (artt. 713 ss. c.c.).

Domande frequenti

Se mio padre è premorto e anche mio fratello è premorto, i figli di mio fratello ereditano dal nonno per rappresentazione?

Sì. La rappresentazione opera in infinito (art. 469 c.c.). I figli di tuo fratello (nipoti del nonno) subentrano per rappresentazione al posto di tuo fratello premorto, che a sua volta stava già subentrato al padre (tuo padre) premorto.

Cosa significa dividere l'eredità per stirpi anziché per capi?

Per stirpi significa che ogni ramo familiare riceve la quota del suo capostipite. Esempio: nonno con 2 figli, uno vivo e uno premorto con 3 figli. Il figlio vivo prende 1/2; i 3 figli del premorto si dividono l'altra 1/2, prendendo 1/6 ciascuno. Per capi sarebbe stato 1/4 ciascuno per tutti e 4, ignorando la struttura familiare.

Se sono l'unico nipote e non ci sono altri eredi dello stesso grado, la rappresentazione funziona comunque?

Sì. L'art. 469 chiarisce che la rappresentazione opera anche nel caso di unicità di stirpe. Non è necessaria la concorrenza con altri eredi dello stesso grado. Erediterai per rappresentazione la quota del genitore premorto.

Come si calcola la quota di ciascun erede quando ci sono più livelli di rappresentazione?

La divisione avviene prima per stirpi tra i rami principali, poi per stirpi tra i sub-rami di ciascun ramo, e infine per capi tra i membri dello stesso sub-ramo. Il meccanismo è a cascata: ogni livello divide ulteriormente la quota del ramo superiore rispettando la struttura genealogica.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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