Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 37 L. 633/1941

Testo vigente verificato su Normattiva. Scheda in arricchimento editoriale.

Nelle opere coreografiche o pantomimiche e nelle altre composte di musica, di parola e di danze o di mimica, quali le riviste musicali ed opere simili, in cui la parte musicale non ha funzione o valore principale, l'esercizio dei diritti di utilizzazione economica, salvo patto contrario, spetta all'autore della parte coreografica o pantomimica e, nelle riviste musicali, all'autore della parte letteraria.

Con le modificazioni richieste dalle norme del comma precedente sono applicabili a queste opere le disposizioni degli articoli 35 e 36.

Fonte: Normattiva.it.

In sintesi

  • Riguarda le opere composte di musica, parola e danza (o mimica) in cui la musica non ha funzione o valore principale.
  • L'esercizio dei diritti economici spetta, salvo patto contrario, all'autore della parte coreografica o pantomimica.
  • Nelle riviste musicali spetta all'autore della parte letteraria.
  • È la regola "speculare" rispetto all'art. 33, che disciplina invece le opere dove la musica è prevalente.
Indice dei contenuti

Quando in un'opera che unisce musica, parola e danza la parte musicale non è quella principale, i diritti economici spettano - salvo patto contrario - all'autore della coreografia o, nelle riviste musicali, all'autore del testo letterario.

Il criterio: chi guida l'opera?

L'art. 37 risolve un problema pratico ricorrente nelle opere che mescolano più linguaggi - musica, testo, danza, mimica. La legge non si limita a dire che ognuno è autore della propria parte: stabilisce a chi spetta l'esercizio unitario dei diritti di utilizzazione economica sull'opera nel suo insieme. Il criterio è quello della prevalenza: se la musica non ha funzione o valore principale, il "baricentro" dell'opera si sposta sulla componente che la caratterizza davvero.

Le due ipotesi previste

La norma distingue due casi. Nelle opere di danza o mimica (balletti, pantomime con accompagnamento musicale di servizio) i diritti spettano all'autore della parte coreografica o pantomimica. Nelle riviste musicali e opere simili - dove conta soprattutto il filo narrativo e i testi - spettano all'autore della parte letteraria. In entrambi i casi si tratta dell'esercizio dei diritti sull'opera composta, non della titolarità sulle singole parti, che resta in capo a ciascun autore.

"Salvo patto contrario": la libertà delle parti

La regola è dispositiva: vale solo se gli autori non hanno pattuito diversamente. In pratica i contratti di produzione (di un balletto, di una rivista) ridistribuiscono spesso i diritti in modo diverso, ad esempio attribuendoli al produttore o ripartendoli per quote. L'art. 37 interviene come regola di default per riempire i silenzi del contratto.

Rapporto con l'art. 33

Questo articolo va letto in coppia con l'art. 33, che disciplina l'ipotesi opposta - l'opera musicale con parole, dove la musica è prevalente. Insieme, le due norme costruiscono un sistema: la legge guarda alla componente dominante per individuare l'autore legittimato a gestire economicamente l'opera unitaria, lasciando comunque a ciascun coautore i diritti sulla parte da lui creata.

Casi pratici

Gli esempi che seguono sono scenari illustrativi a scopo divulgativo, non sentenze reali.

Esempio 1 - Il balletto

Tizio compone le musiche di accompagnamento per un balletto coreografato da Caio; le musiche hanno funzione di mero supporto ritmico. Una compagnia vuole rappresentare l'opera. In assenza di accordi diversi, l'esercizio dei diritti economici sull'opera coreografica spetta a Caio, autore della coreografia, perché la musica non ha qui valore principale; Tizio conserva i diritti sulla propria composizione musicale considerata in sé.

Esempio 2 - La rivista musicale

Sempronio scrive testi e sketch di una rivista musicale, mentre Tizio ne compone i brani, che restano sullo sfondo della narrazione. Per l'allestimento, i diritti di utilizzazione economica dell'opera spettano - salvo patto contrario - a Sempronio, autore della parte letteraria.

Domande frequenti

A chi spettano i diritti se la musica non è la parte principale dell'opera?

Salvo patto contrario, all'autore della parte coreografica o pantomimica; nelle riviste musicali, all'autore della parte letteraria.

L'art. 37 toglie i diritti al compositore?

No. Disciplina l'esercizio dei diritti sull'opera composta unitaria; ogni autore conserva i diritti sulla propria parte considerata autonomamente.

La regola si può derogare?

Sì. È espressamente una regola "salvo patto contrario": gli autori possono accordarsi diversamente, ad esempio in sede di contratto di produzione.

Che differenza c'è con l'art. 33?

L'art. 33 riguarda l'opera in cui la musica è prevalente; l'art. 37 quella in cui la musica non è principale. Cambia l'autore legittimato a gestire l'opera unitaria.

Cosa si intende per "riviste musicali"?

Spettacoli di varietà composti da numeri, testi e brani in cui la struttura narrativa e letteraria prevale sulla musica di accompagnamento.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-06
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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