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Ultimo aggiornamento: 11 Giugno 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Massime giurisprudenziali
  4. Pronunce Corte Costituzionale
  5. Prassi e linee guida
  6. Casi pratici
  7. Domande frequenti
  8. Vedi anche
In sintesi
  • Riguarda le opere composte di musica, parola e danza (o mimica) in cui la musica non ha funzione o valore principale.
  • L'esercizio dei diritti economici spetta, salvo patto contrario, all'autore della parte coreografica o pantomimica.
  • Nelle riviste musicali spetta all'autore della parte letteraria.
  • È la regola "speculare" rispetto all'art. 33, che disciplina invece le opere dove la musica è prevalente.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 37 L. 633/1941

Testo vigente verificato su Normattiva. Scheda in arricchimento editoriale.

Nelle opere coreografiche o pantomimiche e nelle altre composte di musica, di parola e di danze o di mimica, quali le riviste musicali ed opere simili, in cui la parte musicale non ha funzione o valore principale, l'esercizio dei diritti di utilizzazione economica, salvo patto contrario, spetta all'autore della parte coreografica o pantomimica e, nelle riviste musicali, all'autore della parte letteraria.

Con le modificazioni richieste dalle norme del comma precedente sono applicabili a queste opere le disposizioni degli articoli 35 e 36.

Fonte: Normattiva.it.

In sintesi

  • Riguarda le opere composte di musica, parola e danza (o mimica) in cui la musica non ha funzione o valore principale.
  • L'esercizio dei diritti economici spetta, salvo patto contrario, all'autore della parte coreografica o pantomimica.
  • Nelle riviste musicali spetta all'autore della parte letteraria.
  • È la regola "speculare" rispetto all'art. 33, che disciplina invece le opere dove la musica è prevalente.
Indice dei contenuti

Quando in un'opera che unisce musica, parola e danza la parte musicale non è quella principale, i diritti economici spettano - salvo patto contrario - all'autore della coreografia o, nelle riviste musicali, all'autore del testo letterario.

Il criterio: chi guida l'opera?

L'art. 37 risolve un problema pratico ricorrente nelle opere che mescolano più linguaggi - musica, testo, danza, mimica. La legge non si limita a dire che ognuno è autore della propria parte: stabilisce a chi spetta l'esercizio unitario dei diritti di utilizzazione economica sull'opera nel suo insieme. Il criterio è quello della prevalenza: se la musica non ha funzione o valore principale, il "baricentro" dell'opera si sposta sulla componente che la caratterizza davvero.

Le due ipotesi previste

La norma distingue due casi. Nelle opere di danza o mimica (balletti, pantomime con accompagnamento musicale di servizio) i diritti spettano all'autore della parte coreografica o pantomimica. Nelle riviste musicali e opere simili - dove conta soprattutto il filo narrativo e i testi - spettano all'autore della parte letteraria. In entrambi i casi si tratta dell'esercizio dei diritti sull'opera composta, non della titolarità sulle singole parti, che resta in capo a ciascun autore.

"Salvo patto contrario": la libertà delle parti

La regola è dispositiva: vale solo se gli autori non hanno pattuito diversamente. In pratica i contratti di produzione (di un balletto, di una rivista) ridistribuiscono spesso i diritti in modo diverso, ad esempio attribuendoli al produttore o ripartendoli per quote. L'art. 37 interviene come regola di default per riempire i silenzi del contratto.

Rapporto con l'art. 33

Questo articolo va letto in coppia con l'art. 33, che disciplina l'ipotesi opposta - l'opera musicale con parole, dove la musica è prevalente. Insieme, le due norme costruiscono un sistema: la legge guarda alla componente dominante per individuare l'autore legittimato a gestire economicamente l'opera unitaria, lasciando comunque a ciascun coautore i diritti sulla parte da lui creata.

Domande frequenti

A chi spettano i diritti se la musica non è la parte principale dell'opera?

Salvo patto contrario, all'autore della parte coreografica o pantomimica; nelle riviste musicali, all'autore della parte letteraria.

L'art. 37 toglie i diritti al compositore?

No. Disciplina l'esercizio dei diritti sull'opera composta unitaria; ogni autore conserva i diritti sulla propria parte considerata autonomamente.

La regola si può derogare?

Sì. È espressamente una regola "salvo patto contrario": gli autori possono accordarsi diversamente, ad esempio in sede di contratto di produzione.

Che differenza c'è con l'art. 33?

L'art. 33 riguarda l'opera in cui la musica è prevalente; l'art. 37 quella in cui la musica non è principale. Cambia l'autore legittimato a gestire l'opera unitaria.

Cosa si intende per "riviste musicali"?

Spettacoli di varietà composti da numeri, testi e brani in cui la struttura narrativa e letteraria prevale sulla musica di accompagnamento.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-06
A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 100 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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