← Torna a Regolamento di esecuzione del Codice della Strada (DPR 495/1992)
Ultimo aggiornamento: 21 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Le aree di fermata di autobus, filobus, tram e scuolabus devono essere segnalate sia con segnaletica orizzontale sia con segnaletica verticale; l'apposizione è a cura del gestore del servizio, previa intesa con l'ente proprietario della strada.
  • Sulle strade extraurbane a doppio senso di marcia, le fermate opposte devono distare almeno 50 metri l'una dall'altra, posizionate a sfalsamento rispetto al rispettivo senso di marcia.
  • Nei centri abitati e sulle strade extraurbane le fermate in prossimità di intersezioni vanno collocate di norma dopo l'intersezione, a non meno di 20 metri da essa.
  • Lungo le strade extraurbane dove la fermata costituisce pericolo, devono essere previste piazzole fuori dalla carreggiata, con larghezza minima di 3 metri, lunghezza minima di 12 metri e raccordi di almeno 30 metri.
  • Le fermate devono essere effettuate nelle zone indicate per evitare che i passeggeri occupino la carreggiata; nelle piazzole extraurbane deve essere presente un marciapiede o un'isola rialzata per i passeggeri in attesa.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 352 DPR 495/1992 — Fermata degli autoveicoli in servizio pubblico di linea per trasporto di persone

Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 — Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada

1. La parte della carreggiata appositamente indicata con la segnaletica orizzontale, destinata alla fermata degli autobus, dei filobus, dei tram e degli scuolabus per la salita e la discesa dei passeggeri, nonché per i capilinea dei medesimi, deve essere sempre segnalata con l'apposita segnaletica verticale. L'apposizione è a cura del gestore del servizio, previa intesa con l'ente proprietario della strada.

2. Nelle strade extraurbane ad unica carreggiata e a doppio senso di marcia, le aree di fermata devono essere ubicate in posizione tale che distino tra loro almeno 50 m, in posizione posticipata l'una rispetto all'altra, secondo il rispettivo senso di marcia.

3. Nei centri abitati e sulle strade extraurbane le fermate dei veicoli di cui al comma 1, situate in corrispondenza delle aree di intersezione, sono poste, di massima, dopo l'area di intersezione, ad una distanza non minore di 20 m. Se il numero delle linee e la frequenza delle corse causa accumulo dei mezzi in modo da costituire intralcio per l'area di intersezione, la fermata deve essere anticipata ad almeno 10 m dalla soglia dell'intersezione.

4. Quando è necessario predisporre una fermata nel tratto immediatamente seguente o precedente una curva, salvo il caso di ubicazione dell'area di fermata in apposita piazzola di sosta esterna alla carreggiata, l'ente proprietario della strada dovrà determinare, caso per caso e con molta cura, la distanza più opportuna della fermata dalla curva stessa, così da evitare che il sorpasso di un autobus fermo risulti pericoloso.

5. Nei centri abitati le aree di fermata non devono essere collocate a fianco di quelle tranviarie provviste di salvagente a meno che lo spazio tra i bordi contigui del salvagente e dei marciapiedi sia di almeno 6 m. In ogni caso, le aree di fermata, ove possibile, devono essere collocate in spazi esterni alla carreggiata, dotati di agevoli raccordi di entrata e uscita.

6. Lungo le strade extraurbane, dove le fermate degli autobus, dei filobus e degli scuolabus possono costituire intralcio o pericolo per la circolazione, per la ristrettezza della carreggiata stradale, si devono prevedere, di massima, apposite piazzole di fermata fuori della carreggiata. Le piazzole di fermata devono avere una larghezza minima di 3 m in corrispondenza della fermata e una lunghezza minima di 12 m. Inoltre, dovranno essere provviste di raccordi di entrata e uscita di lunghezza minima di 30 m (fig.V.2). Le piazzole di fermata devono essere completate da un marciapiede o apposita isola rialzata, opportunamente attrezzati, per la sosta dei passeggeri in attesa.

7. Le fermate degli autobus di cui al presente articolo devono essere effettuate esclusivamente nelle zone indicate nei commi che precedono, in modo da evitare che i passeggeri in salita o in discesa dai mezzi impegnino la carreggiata, diminuendo la capacità della strada ed intralciando il traffico sulla stessa.

In sintesi

  • Le aree di fermata di autobus, filobus, tram e scuolabus devono essere segnalate sia con segnaletica orizzontale sia con segnaletica verticale; l'apposizione è a cura del gestore del servizio, previa intesa con l'ente proprietario della strada.
  • Sulle strade extraurbane a doppio senso di marcia, le fermate opposte devono distare almeno 50 metri l'una dall'altra, posizionate a sfalsamento rispetto al rispettivo senso di marcia.
  • Nei centri abitati e sulle strade extraurbane le fermate in prossimità di intersezioni vanno collocate di norma dopo l'intersezione, a non meno di 20 metri da essa.
  • Lungo le strade extraurbane dove la fermata costituisce pericolo, devono essere previste piazzole fuori dalla carreggiata, con larghezza minima di 3 metri, lunghezza minima di 12 metri e raccordi di almeno 30 metri.
  • Le fermate devono essere effettuate nelle zone indicate per evitare che i passeggeri occupino la carreggiata; nelle piazzole extraurbane deve essere presente un marciapiede o un'isola rialzata per i passeggeri in attesa.
Indice dei contenuti

La norma nel contesto del trasporto pubblico locale

L'art. 352 del DPR 495/1992 disciplina in modo sistematico le fermate degli autoveicoli in servizio pubblico di linea — autobus, filobus, tram, scuolabus — definendo le regole tecniche e di posizionamento che devono essere rispettate per garantire la sicurezza dei passeggeri e degli altri utenti della strada. La norma attua i princìpi del Codice della Strada (D.Lgs. 285/1992) in materia di segnaletica e organizzazione della circolazione nelle aree di fermata, che devono bilanciare le esigenze del servizio pubblico con la sicurezza della circolazione generale.

La competenza per l'apposizione della segnaletica è attribuita al gestore del servizio (l'azienda di trasporto pubblico), ma non in modo autonomo: l'ente proprietario della strada deve essere coinvolto e deve prestare la propria intesa. Questo meccanismo bilaterale serve a garantire che la localizzazione delle fermate sia compatibile con le caratteristiche della strada e con gli altri elementi della segnaletica esistente.

Le fermate nelle strade extraurbane a doppio senso: lo sfalsamento

Il comma 2 fissa una regola specifica per le strade extraurbane a unica carreggiata e doppio senso di marcia: le aree di fermata dei due sensi di marcia devono essere separate da almeno 50 metri e posizionate «in posizione posticipata l'una rispetto all'altra, secondo il rispettivo senso di marcia». Il concetto di posizione posticipata significa che la fermata del senso A è collocata più avanti (rispetto alla direzione A) di quella del senso B, e viceversa. Questo sfalsamento evita che i due autobus fermi contemporaneamente si trovino uno di fronte all'altro, bloccando la carreggiata in entrambe le direzioni e creando un collo di bottiglia pericoloso.

La scelta della distanza minima di 50 metri tiene conto della lunghezza degli autobus (tipicamente 12-18 metri) e dello spazio di frenata e ripartenza necessario per i veicoli che li sorpassano. Su strade dove la visibilità è ridotta — curve, alberature dense — questa distanza può rivelarsi insufficiente e gli enti proprietari devono valutare maggiorazioni.

Le fermate alle intersezioni: posizionamento dopo l'area di incrocio

Il comma 3 stabilisce la regola generale per le fermate in prossimità di intersezioni: vanno collocate, «di massima», dopo l'area di intersezione, a una distanza non minore di 20 metri. Il posizionamento dopo l'intersezione è preferito per due ragioni pratiche: innanzitutto, i passeggeri che scendono non devono attraversare la zona dell'incrocio (più pericolosa); secondariamente, i veicoli che si accodano all'autobus fermo non intralciano l'intersezione stessa.

La norma prevede però un'inversione dell'ordine — la fermata può essere anticipata a prima dell'intersezione, ad almeno 10 metri dalla sua soglia — quando l'accumulo di mezzi pubblici in sosta post-intersezione costituisca esso stesso un intralcio all'area di incrocio. Questa scelta è riservata ai casi in cui la frequenza delle corse sia elevata e il numero di linee che convergono sull'intersezione sia tale da creare code significative.

Fermate in curva: la valutazione caso per caso

Il comma 4 affronta una delle situazioni più delicate in materia di fermate: il posizionamento in tratti curvilinei. La regola è che la fermata non dovrebbe trovarsi nella curva stessa, perché il sorpasso di un autobus fermo in curva è manovra estremamente pericolosa (visibilità ridotta, larghezza della carreggiata spesso limitata). Se la piazzola esterna alla carreggiata non è disponibile, l'ente proprietario deve determinare «caso per caso e con molta cura» la distanza più opportuna della fermata dalla curva, per evitare che il sorpasso diventi rischioso. La formulazione della norma («molta cura») segnala la sensibilità del regolatore per questa specifica situazione di rischio.

Le piazzole di fermata extraurbane: dimensioni e requisiti

Il comma 6 disciplina in dettaglio le piazzole di fermata fuori dalla carreggiata, obbligatorie lungo le strade extraurbane dove la sosta in carreggiata costituisce intralcio o pericolo. Le dimensioni minime prescritte sono:

  • Larghezza: almeno 3 metri in corrispondenza della zona di fermata.
  • Lunghezza: almeno 12 metri nella zona di sosta del mezzo.
  • Raccordi di entrata e uscita: almeno 30 metri ciascuno, per consentire all'autobus di rallentare e accelerare gradualmente senza intralciare il traffico di attraversamento.
  • Marciapiede o isola rialzata: la piazzola deve essere completata da uno spazio attrezzato per i passeggeri in attesa, separato dalla zona di transito dei veicoli.

Queste dimensioni sono standard minimi: le piazzole realizzate per autobus a pianale ribassato o per scuolabus di grandi dimensioni devono essere proporzionalmente più ampie. La fig. V.2 del regolamento illustra graficamente la configurazione geometrica raccomandata.

Il divieto di sosta nelle aree di fermata e le responsabilità

Le aree di fermata dei mezzi pubblici sono segnalate con segnaletica orizzontale (pittogramma autobus dipinto sull'asfalto) e verticale (cartello di fermata). La sosta di veicoli privati in queste aree è vietata e sanzionata dal Codice della Strada (art. 158 CdS). Il gestore del servizio e l'ente proprietario della strada hanno l'obbligo di mantenere la segnaletica in buono stato di conservazione e visibilità. La mancanza o il deterioramento della segnaletica non esonera il gestore dal rispettare le regole di posizionamento delle fermate, ma può rilevare ai fini della responsabilità in caso di incidente occorso in prossimità di una fermata non correttamente segnalata.

Casi pratici

Caso 1:

Caso 2:

Caso 3:

Domande frequenti

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 100 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.