In sintesi
L'articolo 33 del D.Lgs. 231/2001 disciplina la responsabilità dell'ente in caso di cessione d'azienda, stabilendo una forma di responsabilità solidale del cessionario per le sanzioni pecuniarie derivanti da reati commessi nell'ambito dell'attività aziendale ceduta. La ratio è evitare che la cessione diventi uno strumento per eludere le conseguenze sanzionatorie previste dal decreto. Il cessionario risponde in via solidale, ma gode del beneficio della preventiva escussione del cedente: solo se quest'ultimo non adempie, la sanzione può essere esatta nei confronti del cessionario. La responsabilità del cessionario è inoltre circoscritta al valore dell'azienda acquisita e, sul piano soggettivo, è limitata alle sanzioni pecuniarie risultanti dai libri contabili obbligatori oppure a quelle relative a illeciti di cui il cessionario era comunque a conoscenza. Il comma 3 estende le stesse regole al conferimento d'azienda, operazione economicamente analoga alla cessione. In sede di due diligence pre-acquisizione, la verifica dei libri contabili e la conoscenza dei precedenti procedimenti a carico dell'ente cedente costituiscono momenti essenziali per delimitare l'esposizione del cessionario. La norma si coordina con l'art. 31 che regolamenta le trasformazioni societarie, formando un sistema coerente di continuità della responsabilità dell'ente nelle vicende modificative.
Testo dell'articoloVigente
Art. 33 D.Lgs. 231/2001 Responsabilita Enti — Cessione di azienda
In vigore dal 04/07/2001
1. Nel caso di cessione dell'azienda nella cui attività è stato commesso il reato, il cessionario è solidalmente obbligato, salvo il beneficio della preventiva escussione dell'ente cedente e nei limiti del valore dell'azienda, al pagamento della sanzione pecuniaria.
2. L'obbligazione del cessionario è limitata alle sanzioni pecuniarie che risultano dai libri contabili obbligatori, ovvero dovute per illeciti amministrativi dei quali egli era comunque a conoscenza.
3. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche nel caso di conferimento di azienda.
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Commento
L'articolo 33 affronta una delle questioni più delicate nella prassi delle operazioni straordinarie d'impresa: la sorte delle sanzioni pecuniarie irrogate all'ente cedente quando l'azienda nella cui attività è stato commesso il reato-presupposto viene trasferita a terzi. Il legislatore ha optato per un regime di responsabilità solidale del cessionario, temperato da due limitatori fondamentali: il beneficio della preventiva escussione e il limite del valore dell'azienda.
Sul piano operativo, il beneficio della preventiva escussione impone alle autorità di riscossione di tentare prima il recupero nei confronti dell'ente cedente; solo in caso di infruttuosità o incapienza si può aggredire il patrimonio del cessionario. Quest'ultimo è ulteriormente tutelato dall'ancoraggio al valore dell'azienda acquisita: l'esposizione non può eccedere quanto corrisposto o ricevuto in sede di trasferimento. Il comma 2 aggiunge un elemento soggettivo: il cessionario risponde solo per sanzioni risultanti dai libri contabili obbligatori — quindi documentate e potenzialmente conoscibili — o per illeciti di cui aveva comunque contezza. Questo profilo soggettivo rende strategica la fase di due diligence 231, nella quale l'acquirente è tenuto a esaminare i precedenti procedimentali, i libri contabili e l'eventuale stato di attuazione del Modello Organizzativo e di Gestione. Una due diligence carente o omessa può tradursi nell'impossibilità di invocare l'ignoranza incolpevole. Il conferimento d'azienda riceve lo stesso trattamento per ragioni di coerenza sistematica: l'operazione ha effetti economici analoghi alla cessione e non può costituire un percorso alternativo per neutralizzare la responsabilità dell'ente. Chi intende acquisire un'azienda o rami d'azienda deve pertanto coinvolgere sin dalla fase preliminare un professionista legale qualificato in diritto penale d'impresa.
La norma si inserisce nel più ampio sistema di «continuità della responsabilità» delineato dagli artt. 28-33, che seguono l'ente attraverso fusioni, scissioni, trasformazioni e cessioni, impedendo che le vicende societarie fungano da schermo per la responsabilità amministrativa da reato.
Casi pratici
Caso 1: Acquisizione di una PMI con procedimento 231 in corso
Caso 2: Conferimento di ramo d'azienda con illecito 231 non rilevato
Domande frequenti
Il cessionario di un'azienda risponde sempre delle sanzioni del cedente?
No. Il cessionario risponde in via solidale ma solo previo tentativo di escussione del cedente (beneficio di preventiva escussione), nei limiti del valore dell'azienda acquisita e soltanto per sanzioni risultanti dai libri contabili obbligatori o per illeciti di cui era comunque a conoscenza. Chi acquisisce un'azienda deve eseguire una due diligence 231 approfondita per limitare la propria esposizione.
Come si delimita la responsabilità del cessionario sul piano soggettivo?
Il cessionario risponde solo per le sanzioni pecuniarie che risultano dai libri contabili obbligatori oppure per quelle relative a illeciti amministrativi di cui era comunque a conoscenza. L'ignoranza incolpevole, sostenuta da una due diligence documentata, può escludere la responsabilità per illeciti non rilevabili dalla documentazione contabile.
Il conferimento d'azienda è equiparato alla cessione ai fini dell'art. 33?
Sì. Il comma 3 estende espressamente le disposizioni dell'art. 33 al conferimento d'azienda. Il legislatore ha voluto evitare che questa operazione, economicamente analoga alla cessione, consentisse di aggirare il regime di solidarietà previsto dalla norma.
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