Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Domande frequenti
  4. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Risposta in chiaro

L’art. 2900 c.c. disciplina l’azione surrogatoria: il creditore può esercitare i diritti e le azioni patrimoniali che il debitore trascura, per assicurare la soddisfazione o conservazione delle proprie ragioni, esclusi i diritti strettamente personali. Se agisce in giudizio, deve citare anche il debitore.

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 2900 c.c. Condizioni, modalità ed effetti

In vigore dal 19/04/1942

Il creditore, per assicurare che siano soddisfatte o conservate le sue ragioni, può esercitare i diritti e le azioni che spettano verso i terzi al proprio debitore e che questi trascura di esercitare, purché i diritti e le azioni abbiano contenuto patrimoniale e non si tratti di diritti o di azioni che, per loro natura o per disposizione di legge, non possono essere esercitati se non dal loro titolare.

Il creditore, qualora agisca giudizialmente, deve citare anche il debitore al quale intende surrogarsi.

In sintesi

  • L'azione surrogatoria (art. 2900 c.c.) consente al creditore di esercitare i diritti e le azioni patrimoniali che il debitore trascura.
  • Presupposti: credito certo e attuale (o anche condizionato/a termine), inerzia del debitore, natura patrimoniale del diritto.
  • Sono esclusi i diritti strettamente personali o non cedibili per legge.
  • In caso di azione giudiziale, il debitore deve essere citato in giudizio.
  • Strumento di conservazione della garanzia patrimoniale generica ex art. 2740 c.c.

Commento all'art. 2900 c.c., Azione surrogatoria

L'azione surrogatoria è uno strumento di conservazione della garanzia patrimoniale generica (art. 2740 c.c.) che consente al creditore di «subentrare» nelle scarpe del debitore inerte per esercitarne i diritti patrimoniali verso terzi. Non si tratta di un rimedio esecutivo diretto, ma di uno strumento conservativo: il suo scopo è impedire che l'inattività del debitore deteriori il patrimonio sul quale il creditore potrà soddisfarsi.

Presupposti applicativi

Perché l'azione sia esperibile occorre: (a) un credito del surrogante, anche se soggetto a condizione o termine, purché attuale nella sua esistenza giuridica; (b) l'inerzia del debitore, intesa come omissione ingiustificata nell'esercizio di un suo diritto patrimoniale; (c) la patrimonialità del diritto da esercitare; (d) l'assenza di carattere personalissimo (es. diritti della personalità, azioni di stato, facoltà di recesso da contratti intuitu personae).

Meccanismo e litisconsorzio necessario

Quando l'azione è esercitata in giudizio, il debitore al quale il creditore si surroga deve essere citato: la norma impone così un litisconsorzio necessario che garantisce il diritto di difesa del debitore e rende la sentenza a lui opponibile. Gli effetti dell'azione ricadono però nel patrimonio del debitore e, quindi, a beneficio di tutti i creditori (a differenza dell'azione revocatoria, che produce effetti solo per il creditore agente).

Rapporto con gli altri mezzi conservativi

L'azione surrogatoria si affianca alla revocatoria ordinaria (artt. 2901-2903 c.c.) e al sequestro conservativo. Mentre la revocatoria aggredisce atti dispositivi già compiuti, la surrogatoria si attiva sull'inerzia: il creditore non impugna un atto, ma ne compie uno in vece del debitore. Con l'introduzione dell'art. 2929-bis c.c. (opposizione all'esecuzione su beni oggetto di vincoli di destinazione), il sistema dei mezzi conservativi si è ulteriormente arricchito di uno strumento più diretto.

Domande frequenti

Quali diritti può esercitare il creditore con l'azione surrogatoria?

Solo diritti e azioni a contenuto patrimoniale che spettano al debitore verso terzi e che il debitore trascura di esercitare. Sono esclusi i diritti personalissimi (es. azioni di stato, diritti della personalità) o quelli non esercitabili da altri per disposizione di legge.

Il creditore deve avere un credito certo per agire in surrogatoria?

No. L'art. 2900 c.c. ammette l'azione anche quando il credito è soggetto a condizione o a termine, purché esista giuridicamente. Non occorre una sentenza di condanna preventiva.

Cosa succede ai beni recuperati con l'azione surrogatoria?

I beni o i diritti rientrano nel patrimonio del debitore e restano a garanzia di tutti i creditori (par condicio creditorum), non solo di chi ha agito. Questo distingue la surrogatoria dalla revocatoria, i cui effetti sono relativi al solo creditore agente.

È necessario citare il debitore in giudizio?

Sì, se l'azione è giudiziale. Il debitore è litisconsorte necessario: deve essere chiamato in causa affinché la sentenza gli sia opponibile e possa difendersi.

Qual è la differenza tra azione surrogatoria e azione revocatoria?

La surrogatoria opera sull'inerzia del debitore (il creditore esercita un diritto che il debitore non esercita); la revocatoria impugna atti dispositivi compiuti dal debitore a danno dei creditori. Sono strumenti complementari nell'ambito dei mezzi di conservazione della garanzia patrimoniale (artt. 2900-2906 c.c.).

Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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