Testo dell'articoloVigente
Art. 2447 NOVIES c.c. Rendiconto finale
In vigore
Quando si realizza ovvero è divenuto impossibile l’affare cui è stato destinato un patrimonio ai sensi della lettera a) del primo comma dell’articolo 2447-bis, gli amministratori […] (1) redigono un rendiconto finale che, accompagnato da una relazione dei sindaci e del soggetto incaricato della revisione legale dei conti (2), deve essere depositato presso l’ufficio del registro delle imprese. Nel caso in cui non siano state integralmente soddisfatte le obbligazioni contratte per lo svolgimento dello specifico affare cui era destinato il patrimonio, i relativi creditori possono chiederne la liquidazione mediante lettera raccomandata da inviare alla società entro novanta giorni dal deposito di cui al comma precedente.
In tale caso, si applicano esclusivamente le disposizioni sulla liquidazione delle società di cui al capo VIII del presente titolo, in quanto compatibili. (3) Sono comunque salvi, con riferimento ai beni e rapporti compresi nel patrimonio destinato, i diritti dei creditori previsti dall’articolo 2447-quinquies. La deliberazione costitutiva del patrimonio destinato può prevedere anche altri casi di cessazione della destinazione del patrimonio allo specifico affare. In tali ipotesi ed in quella di fallimento della società si applicano le disposizioni del presente articolo.
In sintesi
Indice dei contenuti
L'art. 2447-novies del codice civile riguarda la fase finale dei patrimoni destinati a uno specifico affare, cioè quelli costituiti ai sensi della lettera a) del primo comma dell'articolo 2447-bis. La norma stabilisce che cosa si deve fare quando l'affare «si realizza ovvero è divenuto impossibile» e quali strumenti hanno i creditori legati a quell'affare.
Il rendiconto finale e il deposito
Al verificarsi di una delle due ipotesi, cioè la realizzazione o la sopravvenuta impossibilità dell'affare, gli amministratori redigono un rendiconto finale. Il documento non resta da solo: deve essere accompagnato da una relazione dei sindaci e del soggetto incaricato della revisione legale dei conti. Il rendiconto così accompagnato deve essere depositato presso l'ufficio del registro delle imprese. Questo deposito è importante perché da esso decorre il termine concesso ai creditori.
Esempio: una società ha destinato un patrimonio alla costruzione di un impianto e l'opera viene completata. Gli amministratori Tizio e Caio redigono il rendiconto finale, che, con le relazioni dei sindaci e del revisore, viene depositato presso il registro delle imprese.
La richiesta di liquidazione da parte dei creditori
Può accadere che le obbligazioni contratte per lo svolgimento dello specifico affare non siano state integralmente soddisfatte. In questo caso i relativi creditori possono chiedere la liquidazione del patrimonio. La norma indica sia la forma sia il termine: la richiesta va fatta «mediante lettera raccomandata da inviare alla società entro novanta giorni dal deposito di cui al comma precedente», cioè dal deposito del rendiconto finale presso il registro delle imprese.
Esempio: Sempronio, fornitore dell'affare, non è stato pagato del tutto. Entro novanta giorni dal deposito del rendiconto finale può inviare alla società una lettera raccomandata per chiedere la liquidazione del patrimonio destinato.
Se la liquidazione viene chiesta, si applicano esclusivamente le disposizioni sulla liquidazione delle società di cui al capo VIII del titolo, «in quanto compatibili». Restano comunque salvi, con riferimento ai beni e rapporti compresi nel patrimonio destinato, i diritti dei creditori previsti dall'articolo 2447-quinquies.
Altri casi di cessazione e fallimento della società
La deliberazione costitutiva del patrimonio destinato può prevedere anche altri casi di cessazione della destinazione del patrimonio allo specifico affare. In tali ipotesi, come nel caso di fallimento della società, si applicano le stesse disposizioni dell'articolo: rendiconto finale, deposito e possibile richiesta di liquidazione da parte dei creditori.
Domande frequenti
Quando gli amministratori devono redigere il rendiconto finale previsto dall'art. 2447-novies c.c.?
Quando si realizza oppure diventa impossibile l'affare cui è stato destinato il patrimonio ai sensi della lettera a) del primo comma dell'art. 2447-bis. Lo stesso vale per gli altri casi di cessazione previsti dalla deliberazione costitutiva e per il fallimento della società.
Da quali documenti deve essere accompagnato il rendiconto finale?
Da una relazione dei sindaci e del soggetto incaricato della revisione legale dei conti. Il rendiconto deve poi essere depositato presso l'ufficio del registro delle imprese.
Entro quando i creditori possono chiedere la liquidazione del patrimonio destinato?
Entro novanta giorni dal deposito del rendiconto finale presso l'ufficio del registro delle imprese, con lettera raccomandata da inviare alla società. La possibilità riguarda i creditori delle obbligazioni contratte per lo specifico affare che non sono state integralmente soddisfatte.
Quali regole si applicano alla liquidazione del patrimonio destinato?
Si applicano esclusivamente le disposizioni sulla liquidazione delle società di cui al capo VIII del titolo, in quanto compatibili. Restano salvi, per i beni e rapporti compresi nel patrimonio destinato, i diritti dei creditori previsti dall'art. 2447-quinquies.
La destinazione del patrimonio può cessare per motivi diversi dalla realizzazione o dall'impossibilità dell'affare?
Sì, se lo prevede la deliberazione costitutiva del patrimonio destinato. In questi casi si applicano le disposizioni dell'art. 2447-novies.