- Le barriere e semibarriere dei passaggi a livello devono avere la faccia rivolta verso la strada a strisce alternate bianche e rosse, con superficie non inferiore a 0,20 m² per ogni metro lineare di barriera.
- Se la barriera è dotata di più luci rosse, la superficie striata può essere ridotta alla metà; la stessa riduzione si applica ai passaggi a livello su strade normalmente non percorse da autoveicoli.
- Il margine superiore delle strisce deve trovarsi a un'altezza compresa tra 0,90 m e 1,30 m rispetto al punto più alto della carreggiata, per garantire la visibilità ai conducenti di veicoli di vario tipo.
- Le strisce devono essere inclinate di 45° rispetto all'orizzontale con larghezza compresa tra 15 e 20 cm, garantendo la massima percezione visiva della barriera abbassata.
- Le strisce bianche e rosse devono essere retroriflettenti, realizzate con pellicola ad elevata efficienza (classe 2), per garantire la visibilità notturna e in condizioni di scarsa illuminazione.
Testo dell'articoloVigente
Art. 185 DPR 495/1992 — Caratteristiche delle strisce bianche e rosse delle barriere
Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 — Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada
1. La superficie delle barriere o semibarriere dei passaggi a livello rivolta verso la strada deve essere a strisce alternate bianche e rosse, deve essere non inferiore a 0,20 m(Elevato al Quadrato) per ogni metro lineare di barriera o semibarriera; valutata sul piano verticale parallelo alla barriera o semibarriera medesima, almeno per la metà della larghezza della carreggiata sbarrata dalle barriere o semibarriere.
2. Qualora le barriere siano provviste di più luci rosse, tale superficie potrà essere ridotta alla metà. Analoga riduzione potrà essere apportata se trattasi di passaggi a livello situati su strade o mulattiere non atte, di regola, al transito di autoveicoli.
3. Detta superficie deve avere il margine superiore orizzontale ad una altezza, rispetto al punto più alto della carreggiata, non inferiore a 0,90 m e non superiore a 1,30 m.
4. Le strisce bianche e rosse devono essere inclinate, rispetto all'orizzontale, di 45 e devono avere ciascuna una larghezza compresa tra 15 e 20 cm.
5. Le strisce bianche e rosse devono essere rifrangenti e realizzate con pellicola ad elevata efficienza (classe 2).
Stesso numero, altri codici
- Art. 185 Cod. Amb.: Esclusioni dall'ambito di applicazione
- Art. 185 D.Lgs. 209/2005 — (Documentazione informativa)
- Art. 185 Codice Civile: Amministrazione dei beni personali del
- Articolo 185 Codice della Crisi d'Impresa e dell’Insolvenza
- Art. 185 C.d.S.: Circolazione e sosta delle auto-caravan
- Articolo 185 Codice di Procedura Civile: Tentativo di conciliazione
In sintesi
Indice dei contenuti
Contesto e finalità della norma
L'art. 185 del DPR 495/1992 disciplina le caratteristiche visive delle barriere e semibarriere dei passaggi a livello: quelle strutture che, abbassandosi, sbarrano la carreggiata stradale in corrispondenza dell'attraversamento di una linea ferroviaria. Si tratta di una norma di dettaglio tecnico che attua le disposizioni del Codice della Strada (D.Lgs. 285/1992) in materia di sicurezza della circolazione in prossimità di intersezioni con binari ferroviari.
Il passaggio a livello è uno dei punti della viabilità ad altissimo rischio: la collisione tra un veicolo e un convoglio ferroviario comporta quasi sempre conseguenze gravissime. La corretta segnalazione visiva della barriera abbassata è una delle prime linee di difesa contro questo tipo di incidente: una barriera ben visibile — di giorno e di notte — riduce il rischio che un conducente distratto o in condizioni di scarsa visibilità non la percepisca come ostacolo.
La superficie striata: dimensioni e requisiti minimi
Il comma 1 stabilisce che la faccia della barriera o semibarriera rivolta verso la strada deve presentare strisce alternate bianche e rosse con una superficie non inferiore a 0,20 m² per ogni metro lineare di barriera, misurata sul piano verticale parallelo alla barriera stessa. Questa soglia dimensionale garantisce che la porzione colorata della barriera sia percepibile anche a distanza e non si riduca a una semplice striscia decorativa.
Il requisito si applica almeno per la metà della larghezza della carreggiata sbarrata: non è dunque necessario che l'intera lunghezza della barriera sia striata con la superficie minima indicata, ma la norma assicura che la parte visibile verso il lato sinistro del conducente sia adeguatamente segnalata.
Riduzioni ammesse: luci rosse e strade minori
Il comma 2 introduce due casi in cui la superficie striata può essere ridotta alla metà rispetto al minimo di legge:
Il primo caso riguarda le barriere dotate di più luci rosse. Quando la barriera è equipaggiata con segnalazione luminosa multipla, la presenza delle luci sostituisce in parte la funzione di avviso affidata alla colorazione: l'utente percepisce il segnale di pericolo attraverso due canali distinti (visivo-cromatico e luminoso), rendendo accettabile una riduzione della superficie striata.
Il secondo caso riguarda i passaggi a livello su strade o mulattiere non normalmente percorse da autoveicoli. Su queste viabilità minori, dove il traffico è prevalentemente pedonale, ciclabile o di mezzi agricoli lenti, il rischio connesso a una barriera con superficie striata ridotta è proporzionalmente inferiore rispetto alle strade trafficate.
Altezza del margine superiore
Il comma 3 fissa l'altezza del margine superiore orizzontale delle strisce in una fascia compresa tra 0,90 m e 1,30 m rispetto al punto più alto della carreggiata. Questo intervallo non è casuale: è calibrato per garantire che la barriera abbassata sia visibile dall'abitacolo di un'autovettura, di un furgone, di un camion e anche da parte di un ciclista o di un pedone. Un margine superiore troppo basso rischierebbe di non essere percepito dai conducenti di veicoli con seduta alta; un margine troppo elevato potrebbe invece creare problemi di ingombro al transito di veicoli speciali.
Inclinazione e larghezza delle strisce
Il comma 4 prescrive che le strisce bianche e rosse siano inclinate di 45° rispetto all'orizzontale, con larghezza compresa tra 15 e 20 cm. L'inclinazione a 45° è una scelta tecnica consolidata nella segnaletica: le bande diagonali bianche e rosse — o bianche e nere nelle strisce di pericolo generiche — massimizzano la percezione visiva dell'ostacolo, creando un segnale ad alta leggibilità anche a distanza e in condizioni di luce non ottimale. La larghezza tra 15 e 20 cm garantisce un'adeguata alternanza cromatica senza che le strisce diventino così sottili da perdere efficacia o così larghe da rendere la colorazione confusa.
Retroriflettenza e classe di pellicola
Il comma 5 introduce il requisito più rilevante dal punto di vista della sicurezza notturna: le strisce bianche e rosse devono essere retroriflettenti, realizzate con pellicola ad elevata efficienza (classe 2). La retroriflettenza è la proprietà dei materiali di restituire la luce dei fari dei veicoli verso la sorgente luminosa, rendendo la barriera brillante e visibile anche in assenza di illuminazione stradale.
La «classe 2» si riferisce alla classificazione europea delle pellicole retroriflettenti secondo le norme tecniche armonizzate (UNI EN): è la classe ad alta prestazione, superiore alla classe 1 (prestazione standard), e garantisce un coefficiente di retroriflessione significativamente più elevato. L'impiego della classe 2 per le barriere ferroviarie riflette la criticità della situazione: un passaggio a livello è un punto dove il ritardo nella percezione di un ostacolo può avere conseguenze irreversibili.
Casi pratici
Caso 1:
Caso 2:
Caso 3:
Domande frequenti