In sintesi
- Le ordinanze di assegnazione al confino di polizia emesse dalla Commissione provinciale vengono trasmesse al Ministero dell'interno, che detiene il potere di designazione del luogo di confino.
- Spetta al Ministero dell'interno — e non alla Commissione provinciale — designare il comune o la colonia dove il confinato dovrà scontare la misura.
- Il Ministero provvede anche alla traduzione del confinato nel luogo assegnato, gestendo la fase esecutiva della misura restrittiva.
- L'articolo evidenzia la centralizzazione ministeriale del potere decisorio sulla scelta del luogo, separando la fase di adozione dell'ordinanza da quella esecutiva.
Testo dell'articoloVigente
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 183 TULPS
R.D. 18 giugno 1931, n. 773 — Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza
Le ordinanze della Commissione sono trasmesse al Ministero dell'interno per la designazione del luogo in cui deve essere scontato il confino e per la traduzione del confinato.
Stesso numero, altri codici
- Art. 183 Cod. Amb.: Definizioni
- Art. 183 D.Lgs. 209/2005 — Regole di comportamento
- Art. 183 D.Lgs. 42/2004 — Disposizioni finali
- Art. 183 Codice Civile: Esclusione dall'amministrazione
- Articolo 183 Codice della Crisi d'Impresa e dell’Insolvenza
- Art. 183 C.d.S.: Circolazione dei veicoli a trazione animale
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
In sintesi
Ratio e funzione della disposizione
L'art. 183 TULPS disciplina la fase esecutiva successiva all'ordinanza di assegnazione al confino di polizia, stabilendo il raccordo procedimentale tra la Commissione provinciale — organo deliberante — e il Ministero dell'interno — organo che gestisce l'esecuzione della misura. La norma risponde a un'esigenza di coordinamento centralizzato: la scelta del luogo di confino, che poteva ricadere su qualsiasi comune del Regno ovvero su una colonia dell'impero coloniale italiano, richiedeva una valutazione di ordine superiore che la sola amministrazione provinciale non poteva adeguatamente effettuare.
La distinzione tra fase deliberativa ed esecutiva
Il TULPS del 1931 costruisce il procedimento di confino su una netta separazione tra competenze. La Commissione provinciale (art. 166 TULPS) ha il potere di deliberare l'assegnazione e determinarne la durata, ma non può scegliere autonomamente il luogo. L'art. 183 rimette questa scelta al Ministero dell'interno, che dispone di una visione complessiva dei luoghi di confino disponibili sul territorio nazionale e nelle colonie, può distribuire i confinati in modo da garantire l'ordine pubblico, e gestisce le risorse necessarie per la traduzione e il collocamento.
La trasmissione dell'ordinanza al Ministero è dunque un atto obbligatorio e consequenziale all'adozione dell'ordinanza stessa: la Commissione non dispone di poteri esecutivi propri in questa materia, ma funge da organo istruttorio e deliberante, demandando l'esecuzione all'autorità centrale.
La designazione del luogo di confino
La designazione del luogo di confino da parte del Ministero dell'interno era discrezionale: il luogo poteva essere un comune del Regno — preferibilmente distante dalla residenza abituale del confinato e dalle aree di sua influenza — oppure una colonia, come Lipari, Ponza, Ventotene o le colonie africane, destinate ai casi di maggiore pericolosità o a esponenti dell'opposizione politica. La discrezionalità ministeriale sulla scelta del luogo non era soggetta a sindacato giurisdizionale nel sistema del 1931.
La traduzione del confinato
Oltre alla designazione del luogo, il Ministero provvedeva alla traduzione del confinato, ossia all'accompagnamento forzato dal luogo di detenzione o di residenza al comune o alla colonia assegnata. La traduzione era curata dalle forze di polizia sotto la direzione del Ministero, e il confinato non aveva titolo per opporvisi o scegliere modalità di trasferimento alternative.
Contesto storico e superamento della norma
L'art. 183 riflette la struttura centralistica e gerarchica dell'amministrazione dello Stato fascista, in cui il Ministero dell'interno esercitava un controllo capillare sulle misure di polizia e sull'ordine pubblico. Con l'avvento della Repubblica e l'entrata in vigore della Costituzione del 1948, il sistema del confino di polizia è stato progressivamente smantellato. Le misure di prevenzione personali sono oggi regolate dal D.Lgs. 159/2011, che prevede la sorveglianza speciale di pubblica sicurezza e l'obbligo di soggiorno, ma con garanzie giurisdizionali radicalmente diverse: è il Tribunale (sezione misure di prevenzione) a decidere, con possibilità di impugnazione dinanzi alla Corte d'appello e alla Corte di cassazione.
Casi pratici
Caso 1: Trasmissione dell'ordinanza e attesa della designazione ministeriale
La Commissione provinciale emette ordinanza di assegnazione al confino di polizia nei confronti di Tizio, con durata di tre anni. Ai sensi dell'art. 183, l'ordinanza è immediatamente trasmessa al Ministero dell'interno. Tizio rimane in stato di arresto cautelare in attesa che il Ministero designi il luogo di confino e organizzi la traduzione. Il Ministero, valutata la pericolosità del soggetto e la disponibilità dei luoghi di confino, designa un comune di un'isola e dispone la traduzione a cura delle forze di polizia.
Caso 2: Designazione di luogo diverso dalla provincia di residenza
Caia, assegnata al confino dalla Commissione provinciale della sua città di residenza, attende che il Ministero dell'interno individui il luogo di esecuzione. Il Ministero, per ragioni di ordine pubblico e per recidere i legami della confinata con l'ambiente locale, designa un comune situato in una regione geograficamente lontana. La traduzione avviene sotto scorta delle forze dell'ordine, senza che Caia possa opporsi alla scelta del luogo.
Caso 3: Ritardo nella designazione ministeriale e permanenza in arresto
Sempronio, arrestato cautelarmente dalla Commissione provinciale ai sensi dell'art. 182 TULPS, rimane detenuto in attesa che il Ministero dell'interno riceva l'ordinanza, designi il luogo di confino e organizzi la traduzione. Il difensore di Sempronio rappresenta alla Commissione il protrarsi dello stato di arresto in attesa delle determinazioni ministeriali, senza tuttavia poter ottenere rimedi efficaci nel sistema procedurale del TULPS del 1931, che non prevedeva termini perentori per l'esecuzione.
Domande frequenti
Cosa succede dopo che la Commissione provinciale emette l'ordinanza di confino?
Ai sensi dell'art. 183 TULPS, l'ordinanza è trasmessa al Ministero dell'interno, al quale spetta designare il luogo dove il confinato deve scontare la misura e organizzare la traduzione del soggetto in quel luogo.
Chi sceglie il luogo in cui deve essere eseguito il confino di polizia?
Non la Commissione provinciale, ma il Ministero dell'interno. L'art. 183 rimette espressamente al Ministero la designazione del comune — nel territorio nazionale o nelle colonie — dove il confinato deve risiedere.
Il confinato può opporsi alla scelta del luogo designato dal Ministero?
Nel sistema del TULPS del 1931, la designazione ministeriale del luogo era discrezionale e non era previsto uno specifico rimedio avverso tale scelta al di fuori del ricorso alla Commissione d'appello sull'ordinanza di confino (art. 184 TULPS).
Cosa si intende per 'traduzione del confinato'?
La traduzione è il trasferimento forzato del confinato dal luogo in cui si trova (domicilio o luogo di detenzione cautelare) al comune o alla colonia designata dal Ministero per l'esecuzione del confino, curato dalle forze di polizia.
Il sistema dell'art. 183 TULPS è ancora vigente?
Le misure di prevenzione del confino di polizia sono state storicamente superate. L'attuale sistema delle misure di prevenzione personali, regolato dal D.Lgs. 159/2011, prevede la competenza del Tribunale (sezione misure di prevenzione) e garanzie giurisdizionali incompatibili con il vecchio sistema ministeriale.