← Torna a TULPS — Pubblica Sicurezza (R.D. 773/1931)
Ultimo aggiornamento: 29 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • L'assegnato al confino ha l'obbligo di darsi a stabile lavoro, sia in caso di confino in un comune del Regno sia in caso di confino in una colonia.
  • Le modalità del lavoro sono stabilite dall'autorità di pubblica sicurezza preposta alla sorveglianza, tenuto conto delle necessità locali e dei lavori pubblici da eseguire.
  • Il confinato deve osservare tutte le altre prescrizioni imposte dall'autorità di pubblica sicurezza nella sede di confino.
  • Le prescrizioni sono trascritte su una carta di permanenza consegnata al confinato, della cui consegna è redatto processo verbale.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 185 TULPS

R.D. 18 giugno 1931, n. 773 — Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza

Tanto nel caso di confino in un comune del Regno, quanto nel caso di confino in una colonia, il confinato ha l'obbligo di darsi a stabile lavoro nei modi stabiliti dall'autorità di pubblica sicurezza preposta alla sua sorveglianza.

L'autorità predetta, nel prescrivere al confinato di darsi a stabile lavoro, terrà conto delle necessità locali e della natura dei lavori pubblici da eseguire, secondo le determinazioni delle competenti autorità.

L'assegnato al confino deve, inoltre, osservare tutte le altre prescrizioni dell'autorità di pubblica sicurezza.

Le prescrizioni predette sono trascritte sopra una carta di permanenza che è consegnata al confinato.

Della consegna è redatto processo verbale.

Commento

Ratio e funzione della disposizione

L'art. 185 TULPS disciplina il contenuto degli obblighi gravanti sul confinato durante l'esecuzione della misura del confino di polizia. La norma rivela la doppia natura del confino nel sistema del 1931: da un lato misura di prevenzione volta ad allontanare il soggetto pericoloso dal proprio ambiente di origine; dall'altro strumento di rieducazione forzata attraverso il lavoro, in linea con l'ideologia fascista che identificava nel lavoro un valore sociale coercibile dallo Stato. L'obbligo di darsi a stabile lavoro trasforma il confino da mera limitazione della libertà di circolazione in una misura che incide profondamente sull'autonomia personale del confinato.

L'obbligo di stabile lavoro

La norma impone al confinato l'obbligo di darsi a stabile lavoro, senza distinzione tra confino in un comune del Regno e confino in una colonia. Si tratta di un obbligo di carattere positivo — non già una mera astensione da comportamenti vietati — che impone al soggetto di svolgere un'attività lavorativa continuativa. L'autorità di pubblica sicurezza preposta alla sorveglianza ha ampia discrezionalità nel determinare le modalità concrete di adempimento di tale obbligo, dovendo tenere conto delle necessità locali — ossia della domanda di lavoro nel comune di confino — e della natura dei lavori pubblici da eseguire, come determinata dalle competenti autorità. In questo modo, il confinato poteva essere di fatto impiegato in opere di pubblica utilità, con caratteristiche analoghe ai lavori forzati.

Le ulteriori prescrizioni dell'autorità di sorveglianza

Oltre all'obbligo lavorativo, il confinato è tenuto a osservare tutte le altre prescrizioni dell'autorità di pubblica sicurezza preposta alla sua sorveglianza nel luogo di confino. Queste prescrizioni — elencate in modo esemplificativo dall'art. 186 — possono riguardare gli orari di rientro e uscita dall'abitazione, il divieto di portare armi, il divieto di frequentare determinati luoghi pubblici, l'obbligo di presentarsi periodicamente all'autorità e di esibire la carta di permanenza. L'art. 185 costituisce la norma generale di riferimento, mentre l'art. 186 specifica il catalogo tipico delle prescrizioni adottabili.

La carta di permanenza

Le prescrizioni imposte al confinato sono trascritte su un apposito documento denominato carta di permanenza, che viene consegnata al confinato. La consegna non è un atto informale: la norma prevede che ne sia redatto processo verbale, conferendo all'atto valore giuridico documentale. La carta di permanenza assolve a una duplice funzione: da un lato costituisce il titolo che attesta la posizione giuridica del confinato e le limitazioni cui è soggetto; dall'altro funge da documento di identificazione e controllo, che il confinato è tenuto a portare con sé e a esibire su richiesta (come preciserà l'art. 186, n. 8). L'obbligo di redigere processo verbale della consegna garantisce, almeno formalmente, la tracciabilità dell'avvenuta notifica delle prescrizioni al confinato.

Contesto storico e confronto con le misure di prevenzione attuali

Il regime delle prescrizioni previsto dagli artt. 185 e 186 TULPS ha lasciato una traccia nell'ordinamento successivo. Le misure di prevenzione personali previste dal D.Lgs. 159/2011 (sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo o divieto di soggiorno) prevedono anch'esse un catalogo di prescrizioni che il tribunale può imporre al sottoposto, tra cui l'obbligo di non allontanarsi dalla residenza senza autorizzazione, di presentarsi periodicamente all'autorità di polizia e di non frequentare determinati luoghi. La differenza fondamentale rispetto al sistema TULPS risiede nella natura giurisdizionale dell'organo che le dispone (il Tribunale, anziché l'autorità amministrativa) e nella possibilità di impugnazione dinanzi ai giudici ordinari.

Casi pratici

Caso 1: Assegnazione al lavoro nei cantieri pubblici locali

Tizio, assegnato al confino in un comune dell'Italia meridionale, viene convocato dall'autorità di pubblica sicurezza locale che gli comunica l'obbligo di darsi a stabile lavoro. Tenuto conto che nel comune sono in corso lavori di costruzione di un acquedotto pubblico, l'autorità prescrive a Tizio di presentarsi ogni giorno al cantiere per svolgere le mansioni assegnate dal responsabile dei lavori. Le prescrizioni, compreso l'orario di lavoro e l'obbligo di presentazione, sono trascritte sulla carta di permanenza consegnata a Tizio, della cui ricezione è redatto processo verbale.

Caso 2: Violazione dell'obbligo lavorativo e conseguenze

Caia, confinata in un comune della Sicilia, riceve dalla locale autorità di pubblica sicurezza la prescrizione di darsi a stabile lavoro in un'azienda agricola, in conformità alle necessità locali. Nei giorni seguenti, Caia si rifiuta di presentarsi al lavoro, adducendo motivi di salute non documentati. L'autorità preposta alla sorveglianza verifica l'inadempimento e redige un rapporto all'autorità superiore per le conseguenti misure disciplinari e le eventuali sanzioni previste dall'ordinamento per la violazione delle prescrizioni del confino.

Caso 3: Carta di permanenza e verifica dell'identità

Sempronio, confinato in un comune del Nord Italia, riceve la carta di permanenza nella quale sono trascritte tutte le prescrizioni cui è soggetto: l'obbligo di stabile lavoro, gli orari di rientro, l'obbligo di presentarsi all'autorità nei giorni stabiliti e quello di portare la carta con sé. Durante un controllo di routine degli agenti di polizia locale, Sempronio esibisce la carta di permanenza, che consente agli agenti di verificare immediatamente le prescrizioni in vigore e l'identità del confinato, senza necessità di ulteriori accertamenti.

Domande frequenti

Il confinato di polizia è obbligato a lavorare?

Sì. L'art. 185 TULPS impone al confinato l'obbligo di darsi a stabile lavoro, sia in comune del Regno sia in colonia. Le modalità sono stabilite dall'autorità di pubblica sicurezza locale tenendo conto delle necessità del territorio e dei lavori pubblici da eseguire.

Chi determina il tipo di lavoro che il confinato deve svolgere?

L'autorità di pubblica sicurezza preposta alla sorveglianza del confinato, che tiene conto delle necessità locali e della natura dei lavori pubblici disponibili, secondo le determinazioni delle competenti autorità locali.

Cosa contiene la carta di permanenza?

La carta di permanenza contiene tutte le prescrizioni imposte al confinato dall'autorità di pubblica sicurezza. Viene consegnata al confinato e della consegna è redatto processo verbale. Il confinato deve tenerla con sé ed esibirla su richiesta.

L'obbligo di lavorare si applica anche al confino nelle colonie?

Sì. L'art. 185 prevede espressamente che l'obbligo di stabile lavoro vale 'tanto nel caso di confino in un comune del Regno, quanto nel caso di confino in una colonia', senza distinzione tra i due tipi di confino.

Cosa succede se il confinato non rispetta le prescrizioni dell'autorità di sorveglianza?

Il confinato che viola le prescrizioni imposte dall'autorità di pubblica sicurezza si espone a misure disciplinari e sanzioni previste dalle norme TULPS applicabili. Le violazioni possono essere oggetto di rapporto all'autorità superiore e rilevare anche ai fini della valutazione della condotta per un'eventuale liberazione condizionale ex art. 187.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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