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Ultimo aggiornamento: 24 Aprile 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • I segnali stradali di indicazione di maggiore importanza possono essere illuminati per trasparenza, così da essere leggibili anche di notte o in condizioni di scarsa visibilità.
  • L'illuminazione per trasparenza è ammessa a condizione che colori, dimensioni e forme del segnale rispettino esattamente le prescrizioni previste per i normali segnali verticali.
  • È richiesta l'uniformità di illuminazione sull'intera superficie del segnale, per garantire la piena leggibilità di tutti gli elementi grafici e testuali.
  • L'illuminazione non deve produrre abbagliamento per gli utenti della strada, a tutela della sicurezza della circolazione.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 157 DPR 495/1992 — Segnali luminosi di indicazione

Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 — Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada

1. I segnali stradali di indicazione di maggiore importanza possono essere illuminati per trasparenza, purché colori, dimensioni e forme siano quelli prescritti per i normali segnali verticali, ne venga assicurata l'uniformità di illuminazione e non producano abbagliamento.

Commento

I segnali luminosi di indicazione: funzione e ambito di applicazione

L'art. 157 del DPR 495/1992 disciplina una modalità tecnica specifica di realizzazione dei segnali stradali di indicazione: l'illuminazione per trasparenza. Per comprendere il senso di questa norma occorre inquadrarla nel sistema dei segnali di indicazione previsti dal Codice della Strada e dal regolamento. I segnali di indicazione forniscono agli utenti informazioni su destinazioni, distanze, servizi, corsie e percorsi. Includono, tra gli altri, i cartelli di presegnalazione delle uscite autostradali, i pannelli di direzione verso centri abitati, le indicazioni di parcheggi e servizi, i segnali di conferma di itinerario. Nelle situazioni di traffico intenso — autostrade, tangenziali, strade di grande comunicazione — questi segnali devono essere leggibili sia di giorno sia di notte, in qualsiasi condizione meteorologica.

La tecnica dell'illuminazione per trasparenza consiste nel posizionare una fonte luminosa dietro il pannello del segnale, in modo che la luce filtri attraverso il materiale del segnale stesso, rendendolo visibile anche in assenza di illuminazione esterna. È la stessa tecnologia che si ritrova nelle insegne retroilluminate dei negozi e nelle lightbox pubblicitarie. Applicata ai segnali stradali, garantisce una visibilità notturna superiore a quella ottenibile con la semplice rifrangenza o con l'illuminazione frontale.

Le condizioni tecniche per l'illuminazione per trasparenza

Il comma 1 dell'art. 157 pone tre condizioni cumulative che devono essere rispettate affinché l'illuminazione per trasparenza sia ammissibile. La prima condizione riguarda la fedeltà al modello: colori, dimensioni e forme del segnale devono essere «quelli prescritti per i normali segnali verticali». Questa prescrizione mira a evitare che la retroilluminazione alteri la percezione cromatica del segnale, modificando ad esempio la resa del verde caratteristico dei segnali autostradali o del blu dei segnali di indicazione generali. La norma impone che il segnale illuminato sia percepito dal conducente esattamente come il suo equivalente non illuminato, senza variazioni che potrebbero indurre incertezza o confusione. La seconda condizione riguarda l'uniformità di illuminazione: l'intera superficie del segnale deve essere illuminata in modo uniforme, senza zone d'ombra, aloni luminosi concentrati o sfumature che rendano illeggibili alcune parti del testo o dei simboli. Un cartello in cui la parola di destinazione fosse parzialmente oscurata da un'illuminazione non uniforme perderebbe la sua funzione informativa proprio nel momento — la notte — in cui l'illuminazione dovrebbe essere più utile. La terza condizione è la tutela dalla abbagliamento: l'illuminazione non deve creare fenomeni di abbagliamento per i conducenti. Un segnale eccessivamente luminoso, in una notte buia, potrebbe distogliere l'attenzione del conducente o ridurre temporaneamente la sua capacità visiva, con effetti controproducenti sulla sicurezza.

Il rapporto con le norme tecniche sui segnali verticali

L'art. 157 va letto in combinato disposto con le disposizioni del regolamento che fissano le caratteristiche tecniche dei segnali verticali di indicazione (artt. 128 e seguenti del regolamento). Quelle norme stabiliscono i colori di fondo (blu per i segnali di indicazione generali, verde per i segnali autostradali, bianco per i segnali di indicazione in centri abitati), le dimensioni minime in relazione alla velocità di percorrenza della strada e le caratteristiche tipografiche dei testi. L'art. 157 presuppone che tutte queste caratteristiche siano rispettate anche nella versione retroilluminata: la luce non è un'opzione che deroga alle norme tecniche, ma un'aggiunta che deve essere compatibile con esse. In particolare, la resa cromatica dei materiali retroilluminati deve essere verificata in sede di omologazione, per garantire che i colori percepiti dal conducente corrispondano a quelli standard.

Applicazioni pratiche e contesti di utilizzo

Nella pratica, i segnali retroilluminati si trovano prevalentemente sulle infrastrutture autostradali e sulle strade extraurbane principali, dove la velocità di percorrenza è elevata e la leggibilità notturna dei segnali è essenziale per consentire ai conducenti di prendere le decisioni di svolta con sufficiente anticipo. Le uscite autostradali, i caselli, le aree di servizio e le stazioni di rifornimento utilizzano frequentemente questa tecnologia. Nei centri abitati, dove l'illuminazione pubblica garantisce già una buona visibilità, l'illuminazione per trasparenza è meno comune, ma può essere impiegata in punti particolarmente critici come i segnali di indicazione degli ospedali o dei servizi di emergenza, che devono essere leggibili in qualsiasi ora e condizione.

Casi pratici

Caso 1:

Caso 2:

Caso 3:

Domande frequenti

Tutti i segnali stradali di indicazione possono essere retroilluminati?

No. L'art. 157 ammette l'illuminazione per trasparenza solo per i segnali di indicazione di "maggiore importanza". Nella pratica, questo riguarda prevalentemente i segnali presegnalatori autostradali, i cartelli di indicazione su strade a scorrimento veloce e i segnali di servizi essenziali come ospedali e pronto soccorso.

Un segnale retroilluminato può avere colori diversi da quelli standard?

No. L'art. 157 richiede espressamente che colori, dimensioni e forme siano quelli prescritti per i normali segnali verticali. La retroilluminazione non modifica la codifica cromatica: verde per le autostrade, blu per le indicazioni generali, bianco per i segnali in centri abitati.

Cosa si intende per "uniformità di illuminazione" richiesta dall'art. 157?

Significa che la fonte di luce deve illuminare in modo omogeneo l'intera superficie del segnale, senza zone più scure o più chiare che rendano parzialmente illeggibili testi o simboli. Un'illuminazione non uniforme può compromettere la leggibilità del segnale proprio nelle condizioni notturne in cui dovrebbe essere più utile.

Perché il regolamento vieta l'abbagliamento?

Un segnale retroilluminato eccessivamente luminoso può abbagliare temporaneamente i conducenti, riducendo la loro capacità visiva nei secondi immediatamente successivi alla visione del cartello. Questo effetto, su una strada percorsa a velocità sostenuta, può aumentare il rischio di incidente. Il divieto di abbagliamento è quindi una misura diretta di tutela della sicurezza stradale.

I segnali nei centri abitati possono essere retroilluminati?

Tecnicamente sì, purché rispettino le condizioni dell'art. 157. In pratica, nei centri abitati l'illuminazione pubblica rende meno necessaria la retroilluminazione dei segnali, per cui questa soluzione è adottata soprattutto dove la sicurezza notturna è critica, come negli accessi agli ospedali o nei punti di indicazione di servizi di emergenza.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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