Testo dell'articoloVigente
Art. 15 D.Lgs. 231/2001 Responsabilita Enti — Commissario giudiziale
In vigore dal 04/07/2001
1. Se sussistono i presupposti per l'applicazione di una sanzione interdittiva che determina l'interruzione dell'attività dell'ente, il giudice, in luogo dell'applicazione della sanzione, dispone la prosecuzione dell'attività dell'ente da parte di un commissario per un periodo pari alla durata della pena interdittiva che sarebbe stata applicata, quando ricorre almeno una delle seguenti condizioni: a) l'ente svolge un pubblico servizio o un servizio di pubblica necessità la cui interruzione può provocare un grave pregiudizio alla collettività; b) l'interruzione dell'attività dell'ente può provocare, tenuto conto delle sue dimensioni e delle condizioni economiche del territorio in cui è situato, rilevanti ripercussioni sull'occupazione. (( b-bis) l'attività è svolta in stabilimenti industriali o parti di essi dichiarati di interesse strategico nazionale ai sensi dell' articolo 1 del decreto-legge 3 dicembre 2012, n. 207 , convertito, con modificazioni, dalla legge 24 dicembre 2012, n. 231 . In caso di imprese che dopo il verificarsi dei reati che danno luogo all'applicazione della sanzione sono state ammesse all'amministrazione straordinaria, anche in via temporanea ai sensi dell' articolo 1 del decreto-legge 5 dicembre 2022, n. 187 , la prosecuzione dell'attività è affidata al commissario già nominato nell'ambito della procedura di amministrazione straordinaria. ))
2. Con la sentenza che dispone la prosecuzione dell'attività, il giudice indica i compiti ed i poteri del commissario, tenendo conto della specifica attività in cui è stato posto in essere l'illecito da parte dell'ente.
3. Nell'ambito dei compiti e dei poteri indicati dal giudice, il commissario cura l'adozione e l'efficace attuazione dei modelli di organizzazione e di controllo idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi. Non può compiere atti di straordinaria amministrazione senza autorizzazione del giudice.
4. Il profitto derivante dalla prosecuzione dell'attività viene confiscato.
5. La prosecuzione dell'attività da parte del commissario non può essere disposta quando l'interruzione dell'attività consegue all'applicazione in via definitiva di una sanzione interdittiva.
Commento
L'art. 15 del D.Lgs. 231/2001 introduce nel sistema sanzionatorio degli enti una soluzione di equilibrio tra le esigenze punitive nei confronti dell'ente e la tutela di interessi collettivi — occupazionali, di continuità dei servizi, di rilevanza strategica — che l'interruzione brutale dell'attività metterebbe a rischio. Il commissario giudiziale non è un commissario liquidatore: la sua funzione è conservativa e risanatrice, non estintiva. Egli subentra nella gestione dell'ente per il periodo corrispondente alla durata dell'interdizione «sospesa» e ha il compito precipuo di adottare e rendere efficace il MOG che l'ente avrebbe dovuto già avere.
Le tre condizioni di applicabilità — pubblico servizio, rilevanza occupazionale, interesse strategico nazionale — delimitano l'istituto a situazioni in cui la sanzione interdittiva produrrebbe un danno collaterale sproporzionato rispetto agli obiettivi punitivi. La giurisprudenza ha interpretato con una certa larghezza il requisito occupazionale, valorizzando le dimensioni dell'ente e le caratteristiche del tessuto economico locale. Il comma 3 attribuisce al commissario poteri di adozione del MOG che vanno al di là della semplice gestione corrente: l'ente è, per così dire, «messo in cura» dal punto di vista organizzativo, con l'obiettivo di restituire al mercato un soggetto dotato di struttura di compliance funzionante.
La previsione del comma 3-bis — introdotto per le imprese ammesse all'amministrazione straordinaria — evidenzia il raccordo tra il sistema 231 e le procedure concorsuali. Le linee guida di Confindustria raccomandano che gli enti soggetti a rischio-commissariamento investano preventivamente in un MOG solido, poiché un commissario giudiziale ben operante può restituire all'ente una struttura di compliance che esso stesso non aveva saputo costruire. Il D.Lgs. 24/2023 sul whistleblowing, richiedendo canali interni stabili, facilita il lavoro del commissario nella fase di risk assessment e nella costruzione del nuovo assetto organizzativo. Per valutare il rischio di commissariamento e strutturare preventivi presidi di compliance, è opportuno consultare un professionista legale qualificato.
Casi pratici
Caso 1: Commissario giudiziale per un'azienda ospedaliera privata
Una clinica privata convenzionata risponde ex 231 per una serie di truffe ai danni del SSN commesse dal direttore amministrativo. L'applicazione dell'interdizione dall'esercizio dell'attività interromperebbe i servizi sanitari per circa 2.000 pazienti. Il giudice, riconoscendo la natura di pubblica necessità del servizio, nomina un commissario ex art. 15 per 18 mesi. Il commissario adotta il MOG, sostituisce il direttore amministrativo e introduce protocolli di controllo sulla fatturazione al SSN. I proventi del periodo di commissariamento sono parzialmente confiscati.
Caso 2: Industria strategica: commissariamento per garantire l'occupazione
Un'acciaieria con 800 dipendenti, localizzata in un'area con elevata disoccupazione, viene coinvolta in un procedimento 231 per reati ambientali. L'interdizione dall'attività produttiva avrebbe conseguenze occupazionali devastanti per il territorio. Il giudice, richiamando l'art. 15, comma 1, lett. b), nomina un commissario per 12 mesi incaricato di adottare il MOG ambientale e di portare gli impianti a conformità normativa. Al termine del commissariamento l'ente riprende l'attività con un sistema di compliance ambientale certificato.
Domande frequenti
Quando il giudice può nominare un commissario giudiziale invece di applicare l'interdizione?
Il commissario giudiziale è applicabile in tre casi: quando l'ente eroga un pubblico servizio la cui interruzione causerebbe grave pregiudizio collettivo; quando l'interruzione avrebbe rilevanti ripercussioni occupazionali; quando l'attività è svolta in stabilimenti di interesse strategico nazionale.
Quali sono i compiti del commissario giudiziale ex art. 15?
Il commissario gestisce l'attività dell'ente per il periodo corrispondente alla durata dell'interdizione che sarebbe stata applicata e cura l'adozione e l'efficace attuazione del MOG idoneo a prevenire reati della specie di quelli commessi. Non è un commissario liquidatore.
Cosa succede ai profitti realizzati durante il commissariamento?
I proventi dell'attività svolta durante il commissariamento sono confiscati, fatta salva la quota destinata al risarcimento del danno in favore della parte civile. Questa previsione impedisce che l'ente benefici economicamente del periodo di commissariamento.
Vedi anche