L'art. 12 del D.Lgs. 231/2001 individua i casi in cui la sanzione pecuniaria a carico dell'ente è ridotta, prevedendo un sistema graduato di sconti in funzione della tipologia di attenuante. La riduzione è della metà (e con massimo di lire 200 milioni, circa 103.000 euro) quando il reato è stato commesso prevalentemente nell'interesse personale del reo e l'ente non ha ricavato vantaggio, oppure quando il danno patrimoniale è di particolare tenuità. La riduzione è invece da un terzo alla metà quando, prima dell'apertura del dibattimento di primo grado, l'ente ha integralmente risarcito il danno ed eliminato le conseguenze dannose, oppure ha adottato e reso operativo un MOG idoneo a prevenire reati della specie di quello commesso. Se concorrono entrambe le condizioni del comma 2, la riduzione va dalla metà ai due terzi. In ogni caso la sanzione non può scendere sotto lire 20 milioni (circa 10.329 euro). L'art. 12 crea un potente incentivo per gli enti a reagire tempestivamente: adottare il MOG e risarcire il danno prima del dibattimento può dimezzare o ridurre di due terzi la sanzione, premiando la compliance ex post.
Testo dell'articoloVigente
Art. 12 D.Lgs. 231/2001 Responsabilita Enti — Casi di riduzione della sanzione pecuniaria
In vigore dal 04/07/2001
1. La sanzione pecuniaria è ridotta della metà e non può comunque essere superiore a lire duecento milioni se: a) l'autore del reato ha commesso il fatto nel prevalente interesse proprio o di terzi e l'ente non ne ha ricavato vantaggio o ne ha ricavato un vantaggio minimo; b) il danno patrimoniale cagionato è di particolare tenuità;
2. La sanzione è ridotta da un terzo alla metà se, prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado: a) l'ente ha risarcito integralmente il danno e ha eliminato le conseguenze dannose o pericolose del reato ovvero si è comunque efficacemente adoperato in tal senso; b) è stato adottato e reso operativo un modello organizzativo idoneo a prevenire reati della specie di quello verificatosi.
3. Nel caso in cui concorrono entrambe le condizioni previste dalle lettere del precedente comma, la sanzione è ridotta dalla metà ai due terzi.
4. In ogni caso, la sanzione pecuniaria non può essere inferiore a lire venti milioni.
Commento
L'art. 12 del D.Lgs. 231/2001 è una delle disposizioni più strategiche del sistema sanzionatorio degli enti: introduce un meccanismo di «premio» per i comportamenti riparativi e preventivi posti in essere dall'ente dopo la commissione del reato. La struttura è volutamente differenziata: le attenuanti del comma 1 riguardano la scarsa connessione tra il reato e l'interesse dell'ente (il reo ha agito prevalentemente per sé) o il ridotto danno economico, mentre le attenuanti del comma 2 premiamo una condotta attiva e costruttiva dell'ente nel processo di riparazione e prevenzione.
Le condizioni del comma 2 meritano particolare attenzione sul piano della compliance. L'integrale risarcimento del danno prima dell'apertura del dibattimento richiede un'azione rapida e coordinata tra la funzione legale, la direzione finanziaria e l'OdV. L'adozione e la messa in operatività di un MOG idoneo — la seconda condizione — impone che il modello non sia solo formalmente approvato dal consiglio di amministrazione, ma concretamente operativo: OdV nominato, procedure attuate, personale formato, canali di segnalazione attivi. Le linee guida di Confindustria specificano che un MOG «di facciata», non seguito da effettiva implementazione, non consente di beneficiare dell'attenuante.
Il D.Lgs. 24/2023 sul whistleblowing ha rafforzato ulteriormente questo quadro: i canali interni di segnalazione sono ora obbligatori per gli enti con almeno 50 dipendenti e la loro corretta implementazione è uno degli elementi che i giudici 231 considerano per valutare l'idoneità del MOG ai fini dell'attenuante del comma 2. Il piano della sanzione minima (circa 10.329 euro) garantisce che le riduzioni non svuotino completamente il carattere afflittivo della sanzione. Per pianificare una strategia di risposta ottimale a un procedimento 231 è indispensabile rivolgersi a un professionista legale qualificato.
Casi pratici
Caso 1: MOG adottato post-reato: riduzione da un terzo alla metà
Una S.r.l. scopre che un proprio dipendente ha commesso un reato di truffa aggravata ai danni della pubblica amministrazione nell'interesse dell'ente. Immediatamente dopo la notifica del procedimento 231, il CdA adotta un MOG completo (mappatura rischi, protocolli decisionali, OdV nominato, canali whistleblowing ex D.Lgs. 24/2023 attivi) e lo rende operativo nei tre mesi successivi, prima dell'udienza preliminare. Il giudice applica la riduzione da un terzo alla metà: la sanzione scende da 300.000 a circa 180.000 euro.
Caso 2: Risarcimento del danno + MOG: riduzione da metà a due terzi
Un ente risponde per un reato di corruzione in atti giudiziari. Prima dell'udienza dibattimentale, risarcisce integralmente il danno alle parti civili e adotta un MOG idoneo, certificato da un revisore esterno. Concorrendo entrambe le condizioni del comma 2, il giudice applica la riduzione da metà a due terzi: una sanzione che sarebbe stata di 500.000 euro si riduce a circa 167.000 euro. Il risparmio economico è significativo ma il beneficio principale è la riduzione del rischio di sanzioni interdittive.
Domande frequenti
Quando la sanzione pecuniaria viene ridotta della metà ai sensi dell'art. 12?
La riduzione della metà si applica in due casi: quando l'autore del reato ha agito prevalentemente nel proprio interesse personale e l'ente non ha ricavato vantaggio significativo, oppure quando il danno patrimoniale cagionato è di particolare tenuità. In questi casi si applica anche il tetto massimo di circa 103.000 euro.
L'adozione del MOG dopo il reato consente di ridurre la sanzione?
Sì, ma solo se il MOG viene adottato e reso operativo prima dell'apertura del dibattimento di primo grado. In tal caso la riduzione va da un terzo alla metà. Se l'ente ha anche risarcito integralmente il danno, le due attenuanti concorrenti portano la riduzione da metà a due terzi.
Esiste un importo minimo della sanzione pecuniaria anche dopo le riduzioni?
Sì. L'art. 12, comma 4, stabilisce che in ogni caso la sanzione pecuniaria non può essere inferiore a circa 10.329 euro (lire 20 milioni). Questo floor garantisce che il sistema sanzionatorio mantenga carattere afflittivo anche nelle ipotesi più attenuate.
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Commento
L'art. 12 del D.Lgs. 231/2001 è una delle disposizioni più strategiche del sistema sanzionatorio degli enti: introduce un meccanismo di «premio» per i comportamenti riparativi e preventivi posti in essere dall'ente dopo la commissione del reato. La struttura è volutamente differenziata: le attenuanti del comma 1 riguardano la scarsa connessione tra il reato e l'interesse dell'ente (il reo ha agito prevalentemente per sé) o il ridotto danno economico, mentre le attenuanti del comma 2 premiamo una condotta attiva e costruttiva dell'ente nel processo di riparazione e prevenzione.
Le condizioni del comma 2 meritano particolare attenzione sul piano della compliance. L'integrale risarcimento del danno prima dell'apertura del dibattimento richiede un'azione rapida e coordinata tra la funzione legale, la direzione finanziaria e l'OdV. L'adozione e la messa in operatività di un MOG idoneo — la seconda condizione — impone che il modello non sia solo formalmente approvato dal consiglio di amministrazione, ma concretamente operativo: OdV nominato, procedure attuate, personale formato, canali di segnalazione attivi. Le linee guida di Confindustria specificano che un MOG «di facciata», non seguito da effettiva implementazione, non consente di beneficiare dell'attenuante.
Il D.Lgs. 24/2023 sul whistleblowing ha rafforzato ulteriormente questo quadro: i canali interni di segnalazione sono ora obbligatori per gli enti con almeno 50 dipendenti e la loro corretta implementazione è uno degli elementi che i giudici 231 considerano per valutare l'idoneità del MOG ai fini dell'attenuante del comma 2. Il piano della sanzione minima (circa 10.329 euro) garantisce che le riduzioni non svuotino completamente il carattere afflittivo della sanzione. Per pianificare una strategia di risposta ottimale a un procedimento 231 è indispensabile rivolgersi a un professionista legale qualificato.
Casi pratici
Caso 1: MOG adottato post-reato: riduzione da un terzo alla metà
Una S.r.l. scopre che un proprio dipendente ha commesso un reato di truffa aggravata ai danni della pubblica amministrazione nell'interesse dell'ente. Immediatamente dopo la notifica del procedimento 231, il CdA adotta un MOG completo (mappatura rischi, protocolli decisionali, OdV nominato, canali whistleblowing ex D.Lgs. 24/2023 attivi) e lo rende operativo nei tre mesi successivi, prima dell'udienza preliminare. Il giudice applica la riduzione da un terzo alla metà: la sanzione scende da 300.000 a circa 180.000 euro.
Caso 2: Risarcimento del danno + MOG: riduzione da metà a due terzi
Un ente risponde per un reato di corruzione in atti giudiziari. Prima dell'udienza dibattimentale, risarcisce integralmente il danno alle parti civili e adotta un MOG idoneo, certificato da un revisore esterno. Concorrendo entrambe le condizioni del comma 2, il giudice applica la riduzione da metà a due terzi: una sanzione che sarebbe stata di 500.000 euro si riduce a circa 167.000 euro. Il risparmio economico è significativo ma il beneficio principale è la riduzione del rischio di sanzioni interdittive.
Domande frequenti
Quando la sanzione pecuniaria viene ridotta della metà ai sensi dell'art. 12?
La riduzione della metà si applica in due casi: quando l'autore del reato ha agito prevalentemente nel proprio interesse personale e l'ente non ha ricavato vantaggio significativo, oppure quando il danno patrimoniale cagionato è di particolare tenuità. In questi casi si applica anche il tetto massimo di circa 103.000 euro.
L'adozione del MOG dopo il reato consente di ridurre la sanzione?
Sì, ma solo se il MOG viene adottato e reso operativo prima dell'apertura del dibattimento di primo grado. In tal caso la riduzione va da un terzo alla metà. Se l'ente ha anche risarcito integralmente il danno, le due attenuanti concorrenti portano la riduzione da metà a due terzi.
Esiste un importo minimo della sanzione pecuniaria anche dopo le riduzioni?
Sì. L'art. 12, comma 4, stabilisce che in ogni caso la sanzione pecuniaria non può essere inferiore a circa 10.329 euro (lire 20 milioni). Questo floor garantisce che il sistema sanzionatorio mantenga carattere afflittivo anche nelle ipotesi più attenuate.
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