Testo dell'articoloVigente
Art. 149 Cod. Amb. – piano d’ambito
D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 – testo aggiornato
1. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della parte terza del presente decreto, l’ente di governo dell’ambito provvede alla predisposizione e/o aggiornamento del piano d’ambito. Il piano d’ambito è costituito dai seguenti atti: a) ricognizione delle infrastrutture; b) programma degli interventi; c) modello gestionale ed organizzativo; d) piano economico finanziario.
2. La ricognizione, anche sulla base di informazioni asseverate dagli enti locali ricadenti nell’ambito territoriale ottimale, individua lo stato di consistenza delle infrastrutture da affidare al gestore del servizio idrico integrato, precisandone lo stato di funzionamento.
3. Il programma degli interventi individua le opere di manutenzione straordinaria e le nuove opere da realizzare, compresi gli interventi di adeguamento di infrastrutture già esistenti, necessarie al raggiungimento almeno dei livelli minimi di servizio, nonché al soddisfacimento della complessiva domanda dell’utenza, tenuto conto di quella collocata nelle zone montane o con minore densità di popolazione . Il programma degli interventi, commisurato all’intera gestione, specifica gli obiettivi da realizzare, indicando le infrastrutture a tal fine programmate e i tempi di realizzazione.
4. Il piano economico finanziario, articolato nello stato patrimoniale, nel conto economico e nel rendiconto finanziario, prevede, con cadenza annuale, l’andamento dei costi di gestione e di investimento al netto di eventuali finanziamenti pubblici a fondo perduto. Esso è integrato dalla previsione annuale dei proventi da tariffa, estesa a tutto il periodo di affidamento. Il piano, così come redatto, dovrà garantire il raggiungimento dell’equilibrio economico finanziario e, in ogni caso, il rispetto dei principi di efficacia, efficienza ed economicità della gestione, anche in relazione agli investimenti programmati.
5. Il modello gestionale ed organizzativo definisce la struttura operativa mediante la quale il gestore assicura il servizio all’utenza e la realizzazione del programma degli interventi.
6. Il piano d’ambito è trasmesso entro dieci giorni dalla delibera di approvazione alla regione competente, all’Autorità di vigilanza sulle risorse idriche e sui rifiuti e al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. L’Autorità di vigilanza sulle risorse idriche e sui rifiuti può notificare all’ente di governo dell’ambito , entro novanta giorni decorrenti dal ricevimento del piano, i propri rilievi od osservazioni, dettando, ove necessario, prescrizioni concernenti: il programma degli interventi, con particolare riferimento all’adeguatezza degli investimenti programmati in relazione ai livelli minimi di servizio individuati quali obiettivi della gestione; il piano finanziario, con particolare riferimento alla capacità dell’evoluzione tariffaria di garantire l’equilibrio economico finanziario della gestione, anche in relazione agli investimenti programmati.
In sintesi
Indice dei contenuti
L'art. 149 del Codice dell'ambiente disciplina il piano d'ambito, cioè il documento con cui si programma il servizio idrico integrato nell'ambito territoriale ottimale. Il comma 1 affida all'ente di governo dell'ambito la «predisposizione e/o aggiornamento» del piano, da compiere entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della parte terza del decreto.
Gli atti che compongono il piano
Il piano d'ambito è costituito da quattro atti. La ricognizione delle infrastrutture individua lo stato di consistenza delle infrastrutture da affidare al gestore del servizio idrico integrato e ne precisa lo stato di funzionamento. Può basarsi anche su informazioni asseverate dagli enti locali che ricadono nell'ambito territoriale ottimale.
Il programma degli interventi individua le opere di manutenzione straordinaria e le nuove opere da realizzare, compresi gli interventi di adeguamento delle infrastrutture già esistenti. Queste opere servono a raggiungere almeno i livelli minimi di servizio e a soddisfare la complessiva domanda dell'utenza, tenendo conto anche di quella collocata nelle zone montane o con minore densità di popolazione. Il programma è «commisurato all'intera gestione» e specifica gli obiettivi da realizzare, le infrastrutture programmate e i tempi di realizzazione.
Il piano economico finanziario è articolato nello stato patrimoniale, nel conto economico e nel rendiconto finanziario. Prevede, con cadenza annuale, l'andamento dei costi di gestione e di investimento al netto di eventuali finanziamenti pubblici a fondo perduto. È integrato dalla previsione annuale dei proventi da tariffa per tutto il periodo di affidamento. Deve garantire l'equilibrio economico finanziario e, in ogni caso, il rispetto dei principi di efficacia, efficienza ed economicità della gestione, anche in relazione agli investimenti programmati.
Il modello gestionale ed organizzativo definisce la struttura operativa con cui il gestore assicura il servizio all'utenza e realizza il programma degli interventi.
Trasmissione e rilievi dell'Autorità
Il piano è trasmesso entro dieci giorni dalla delibera di approvazione alla regione competente, all'Autorità di vigilanza sulle risorse idriche e sui rifiuti e al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. L'Autorità può notificare all'ente di governo dell'ambito i propri rilievi od osservazioni entro novanta giorni decorrenti dal ricevimento del piano. Ove necessario, può dettare prescrizioni sul programma degli interventi, con riguardo all'adeguatezza degli investimenti rispetto ai livelli minimi di servizio, e sul piano finanziario, con riguardo alla capacità dell'evoluzione tariffaria di garantire l'equilibrio economico finanziario della gestione.
Un esempio
Tizio, che rappresenta l'ente di governo dell'ambito, fa approvare il piano d'ambito con una delibera. Da quella delibera decorrono i dieci giorni per trasmettere il piano a regione, Autorità e Ministero. Per l'Autorità, invece, i novanta giorni per notificare eventuali rilievi decorrono dal ricevimento del piano.
Domande frequenti
Chi predispone il piano d'ambito?
Secondo il comma 1, è l'ente di governo dell'ambito a provvedere alla predisposizione e/o all'aggiornamento del piano d'ambito.
Da quali atti è composto il piano d'ambito?
Il piano comprende quattro atti: la ricognizione delle infrastrutture, il programma degli interventi, il modello gestionale ed organizzativo e il piano economico finanziario.
Che cosa deve garantire il piano economico finanziario?
Deve garantire il raggiungimento dell'equilibrio economico finanziario e, in ogni caso, il rispetto dei principi di efficacia, efficienza ed economicità della gestione, anche in relazione agli investimenti programmati.
A chi va trasmesso il piano d'ambito e in quale termine?
Va trasmesso entro dieci giorni dalla delibera di approvazione alla regione competente, all'Autorità di vigilanza sulle risorse idriche e sui rifiuti e al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.
Che cosa può fare l'Autorità di vigilanza dopo aver ricevuto il piano?
Entro novanta giorni decorrenti dal ricevimento del piano, può notificare all'ente di governo dell'ambito rilievi od osservazioni e, ove necessario, dettare prescrizioni sul programma degli interventi e sul piano finanziario.