← Torna a Regolamento di esecuzione del Codice della Strada (DPR 495/1992)
Ultimo aggiornamento: 22 Aprile 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Le strisce longitudinali servono a separare i sensi di marcia, delimitare le corsie, definire il margine della carreggiata e incanalare i veicoli verso determinate direzioni di marcia.
  • La larghezza minima varia in funzione del tipo di strada: 15 cm per autostrade e strade extraurbane principali, 12 cm per strade extraurbane secondarie e urbane di scorrimento, 10 cm per le strade locali.
  • Le strisce si suddividono in cinque categorie: separazione sensi di marcia, di corsia, di margine, di raccordo e di guida sulle intersezioni.
  • Possono essere continue o discontinue; le strisce discontinue seguono tabelle precise di tratto e intervallo in funzione della velocità di progetto della strada.
  • Il tracciamento è obbligatorio su tutte le strade pavimentate, salvo quelle non idonee alla posa, ed è facoltativo sulle strade locali.
  • In curva gli intervalli delle strisce discontinue possono essere ridotti in funzione dei raggi di curvatura, fino a rendere le strisce continue.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 138 DPR 495/1992

Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 — Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada

1. Le strisce longitudinali servono per separare i sensi di marcia o le corsie di marcia, per delimitare la carreggiata ovvero per incanalare i veicoli verso determinate direzioni; la larghezza minima della strisce longitudinali, escluse quelle di margine, è di 15 cm per le autostrade e per le strade extraurbane principali, di 12 cm per le strade extraurbane secondarie, urbane di scorrimento ed urbane di quartiere e 10 cm per le strade locali.

2. 2. Le strisce longitudinali si suddividono in: a) strisce di separazione dei sensi di marcia; b) strisce di corsia; c) strisce di margine della carreggiata; d) strisce di raccordo; e) strisce di guida sulle intersezioni.

3. Le strisce longitudinali possono essere continue o discontinue (fig. II.415); le lunghezze dei tratti e degli intervalli delle strisce discontinue, nei rettilinei, sono stabilite nella seguente tabella: _____________________________________________________________________ Tipo di Tratto Intervallo Ambito di applicazione striscia m m _____________________________________________________________________ a 4,5 7,5 Per separazione dei sensi di marcia e delle corsie di marcia nei tratti con velocità di progetto superiore a 110 km/h _____________________________________________________________________ b 3,0 4,5 Per separazione dei sensi di marcia e delle corsie di marcia nei tratti con velocità di progetto tra 50 e 110 km/h _____________________________________________________________________ c 3,0 3,0 Per separazione dei sensi di marcia e delle corsie di marcia nei tratti con velocità non superiore a 50 km/h o in galleria _____________________________________________________________________ d 4,5 1,5 Per strisce di preavviso dello approssimarsi di una striscia continua _____________________________________________________________________ e 3,0 3,0 Per delimitare le corsie di accele- razione e decelerazione _____________________________________________________________________ f 1,0 1,0 Per strisce di margine, per inter- ruzione di linee continue in cor- rispondenza di accessi laterali o di passi carrabili _____________________________________________________________________ g 1,0 1,5 Per strisce di guida sulle inter- sezioni _____________________________________________________________________ h 4,5 3 Per strisce di separazione delle corsie reversibili _____________________________________________________________________

4. In curva, gli intervalli delle strisce di tipo "a" e "b", di cui alla tabella del comma 3, possono essere ridotti in funzione dei raggi di curvatura fino alla lunghezza del tratto. Particolare cura deve essere posta nella riverniciatura delle linee discontinue affinchè i nuovi segmenti coincidano il più possibile con quelli vecchi, in modo da apparire chiari e nitidi, senza possibilità di errore.

5. L'estesa di una striscia continua non deve essere inferiore a 30 m, salvo il caso in cui due intersezioni successive siano così ravvicinate da non consentire tale lunghezza… o in caso di raccordo con le linee di arresto.

6. Il tracciamento delle strisce longitudinali è obbligatorio su tutti i tipi di strade, ad eccezione delle strade non dotate di pavimentazione idonea alla posa delle strisce, mentre è facoltativo su quelle locali.

In sintesi

  • Le strisce longitudinali servono a separare i sensi di marcia, delimitare le corsie, definire il margine della carreggiata e incanalare i veicoli verso determinate direzioni di marcia.
  • La larghezza minima varia in funzione del tipo di strada: 15 cm per autostrade e strade extraurbane principali, 12 cm per strade extraurbane secondarie e urbane di scorrimento, 10 cm per le strade locali.
  • Le strisce si suddividono in cinque categorie: separazione sensi di marcia, di corsia, di margine, di raccordo e di guida sulle intersezioni.
  • Possono essere continue o discontinue; le strisce discontinue seguono tabelle precise di tratto e intervallo in funzione della velocità di progetto della strada.
  • Il tracciamento è obbligatorio su tutte le strade pavimentate, salvo quelle non idonee alla posa, ed è facoltativo sulle strade locali.
  • In curva gli intervalli delle strisce discontinue possono essere ridotti in funzione dei raggi di curvatura, fino a rendere le strisce continue.
Indice dei contenuti

Ruolo delle strisce longitudinali nel sistema della segnaletica orizzontale

Le strisce longitudinali costituiscono l'ossatura visiva della carreggiata stradale: guidano fisicamente il flusso del traffico, separano le correnti veicolari che si muovono in senso opposto o affiancate, e comunicano al conducente informazioni essenziali sulla geometria della strada e sui comportamenti consentiti. L'articolo 138 del DPR 495/1992 ne disciplina le caratteristiche tecniche fondamentali, inserendosi nel corpus della segnaletica orizzontale del Codice della Strada e del suo regolamento di esecuzione.

Dal punto di vista funzionale, le strisce longitudinali operano su due livelli: uno organizzativo (separano e incanalano le correnti di traffico) e uno regolativo (le strisce continue, a differenza di quelle discontinue, vietano il sorpasso e l'attraversamento). La distinzione tra striscia continua e discontinua è pertanto non solo tecnica ma giuridicamente rilevante ai fini del comportamento del conducente.

Larghezze minime e classificazione per tipo di strada

Il comma 1 fissa le larghezze minime delle strisce longitudinali in funzione della classificazione funzionale della strada. Le autostrade e le strade extraurbane principali — caratterizzate da velocità elevate e traffico intenso — richiedono strisce di almeno 15 cm, che garantiscono una percepibilità adeguata anche alle velocità di percorrenza tipiche di queste arterie. Le strade extraurbane secondarie, le strade urbane di scorrimento e le strade urbane di quartiere prevedono una larghezza minima di 12 cm. Le strade locali, con le minori velocità e i traffici più contenuti, si accontentano di 10 cm.

Queste misure minime non escludono larghezze maggiori, adottabili per migliorare la percezione della segnaletica in condizioni di scarsa visibilità o su strade con traffico pesante. Il rispetto delle larghezze minime è condizione essenziale per la validità tecnica della segnaletica e per la responsabilità dell'ente gestore nella manutenzione del manto stradale segnalato.

Le cinque categorie di strisce longitudinali

Il comma 2 elenca le cinque tipologie di strisce longitudinali:

a) Strisce di separazione dei sensi di marcia: collocate sull'asse della carreggiata (o in prossimità di esso) nelle strade a doppio senso, separano le correnti veicolari che si muovono in direzioni opposte. Possono essere continue — vietando il sorpasso — o discontinue — consentendolo nei tratti dove la visibilità e la geometria lo permettono.

b) Strisce di corsia: dividono le corsie di marcia che si muovono nella stessa direzione. Sono generalmente discontinue, salvo nei tratti dove ragioni di sicurezza ne impongono la continuità (avvicinamento a intersezioni, corsie riservate).

c) Strisce di margine della carreggiata: delimitano il bordo della parte percorribile della strada, separandola dalla banchina o dalla corsia di emergenza. Hanno larghezza e caratteristiche specifiche che le distinguono dalle altre tipologie.

d) Strisce di raccordo: collegano strisce di tipo diverso o indicano la transizione tra sezioni stradali con geometrie differenti. Hanno funzione di continuità visiva per il conducente.

e) Strisce di guida sulle intersezioni: materializzano i percorsi che i veicoli devono seguire all'interno delle intersezioni complesse, riducendo la possibilità di manovre errate o incidentali.

Strisce continue e discontinue: la tabella del comma 3

Il comma 3 introduce la distinzione cruciale tra strisce continue e discontinue, con la relativa tabella tecnica che determina le dimensioni dei tratti e degli intervalli per le strisce discontinue. La tabella è strutturata in funzione della velocità di progetto della strada:

Per i tratti con velocità di progetto superiore a 110 km/h (tipicamente autostrade e superstrade), i tratti misurano 4,5 m e gli intervalli 7,5 m (tipo «a»): la striscia copre i tre quinti del ciclo, conferendo un segnale marcatamente visibile. Per le strade con velocità compresa tra 50 e 110 km/h, i tratti sono di 3 m e gli intervalli di 4,5 m (tipo «b»): un equilibrio tra percepibilità e risparmio di materiale. Per le strade a velocità non superiore a 50 km/h o in galleria, sia tratti sia intervalli misurano 3 m (tipo «c»): la simmetria rende la striscia equamente discontinua.

I tipi «d» (4,5/1,5) e «h» (4,5/3) servono rispettivamente per le strisce di preavviso dell'approssimarsi di una striscia continua e per le corsie reversibili: entrambe comunicano al conducente una condizione di attenzione aumentata o di regime speciale. I tipi «e» (3/3) e «f» (1/1) e «g» (1/1,5) rispondono a esigenze specifiche di corsie di accelerazione/decelerazione, interruzioni di linee continue e guida sulle intersezioni.

Curva, riverniciatura e durata minima della striscia continua

Il comma 4 consente la riduzione degli intervalli delle strisce discontinue nelle curve, in funzione dei raggi di curvatura, fino all'eliminazione totale degli intervalli (striscia continua). Questo meccanismo è coerente con il principio generale che impone maggiore prudenza nei tratti curvilinei: avvicinando i tratti o rendendoli continui, si aumenta la visibilità della segnaletica e si riduce la tentazione di manovre di sorpasso in condizioni di visibilità ridotta.

Il comma 4 richiama anche il principio della cura nella riverniciatura: i nuovi segmenti devono coincidere il più possibile con quelli vecchi per evitare ambiguità. Un asfalto sul quale coesistono tracce di vecchia segnaletica e nuova può indurre in errore il conducente, con rischi per la sicurezza.

Il comma 5 fissa la lunghezza minima di una striscia continua in 30 m, salvo il caso di intersezioni ravvicinate o di raccordo con linee di arresto. Questa soglia minima garantisce che il messaggio di divieto di sorpasso sia percepibile con sufficiente anticipo anche alle velocità più elevate.

Obbligatorietà del tracciamento e responsabilità dell'ente

Il comma 6 stabilisce che il tracciamento delle strisce longitudinali è obbligatorio su tutti i tipi di strade dotate di pavimentazione idonea, mentre è facoltativo sulle strade locali. La strade «non dotate di pavimentazione idonea» sono le strade in terra, ghiaia o materiali non compatibili con la posa di vernice segnaletica tradizionale.

L'obbligatorietà del tracciamento implica responsabilità dell'ente gestore sia nell'installazione originaria della segnaletica, sia nel suo mantenimento nel tempo. La segnaletica orizzontale deteriorata o assente in contesti dove è obbligatoria può configurare una condizione di insidia stradale, con possibile responsabilità dell'ente per danni a cose o persone derivanti dall'assenza di indicazioni visive sulla carreggiata.

Casi pratici

Caso 1:

Caso 2:

Caso 3:

Domande frequenti

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 100 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.