Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 124 DPR 495/1992 – Generalità dei segnali di indicazione

Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 – Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada

1. Si definiscono "segnali di indicazione" quei segnali che forniscono agli utenti della strada informazioni necessarie per la corretta e sicura circolazione, nonché per l'individuazione di itinerari, località, servizi ed impianti stradali.

2. L'insieme dei segnali di indicazione contemplati nel progetto di cui all'articolo 77, comma 2, deve avere i seguenti requisiti: a) congruenza: la qualità e la quantità della segnaletica deve essere adeguata alla situazione stradale in modo da consentirne la corretta percezione; b) coerenza: sul medesimo itinerario, si devono trovare le stesse indicazioni; c) omogeneità: sul medesimo itinerario, dall'inizio alla fine, la segnaletica di indicazione deve essere realizzata con la stessa grafica, simbologia, colori e distanza di leggibilità.

3. La segnaletica di indicazione, nel rispetto dell'ambiente circostante e nell'armonizzarsi con esso, deve comunque essere realizzata e collocata in modo da essere facilmente avvistabile e riconoscibile.

4. Per la sua rilevanza funzionale, la segnaletica stradale di indicazione deve essere sottoposta a periodiche verifiche di valutazione della rispondenza alle esigenze del traffico e delle necessità degli utenti, nonché alla verifica sullo stato di conservazione. Le verifiche sono compiute dall'ente proprietario della strada o dall'ente concessionario, in accordo con l'ente proprietario.

5. Nella progettazione e nelle verifiche di cui al comma 4, va posta particolare attenzione alla scelta dei messaggi da inserire che devono rispondere al criterio della essenzialità, sempre ai fini della sicurezza e fluidità della circolazione.

6. Nella progettazione, nella verifica e nella esecuzione della segnaletica di indicazione relativa alle intersezioni stradali, devono essere adottati i seguenti criteri fondamentali di informazione all'utente: a) segnalare prima delle intersezioni la località raggiungibile tramite ciascun ramo in modo da realizzare un'adeguata preselezione e canalizzazione delle diverse correnti veicolari; b) confermare nelle intersezioni le direzioni da prendere per raggiungere le località indicate dai segnali di cui alla precedente lettera a); c) segnalare le manovre consentite nelle intersezioni; d) confermare, dopo l'intersezione, le destinazioni raggiungibili.

7. La segnaletica di indicazione posta sulle autostrade, sulle strade extraurbane, sulle strade urbane di scorrimento con velocità di esercizio superiore a quella stabilita dall'articolo 142, comma 1, del codice, sugli itinerari di ingresso ed uscita dai centri abitati, ad eccezione delle intersezioni con strade locali non asfaltate o di scarsa importanza, è obbligatoria e deve essere conforme ai criteri di cui al comma

6. 8. Secondo quanto prescritto nei successivi articoli, in alcuni tipi di segnali di indicazione, si inseriscono, quando occorre, zone o inserti rettangolari, di colore diverso, rappresentativi della natura della destinazione o del tipo di viabilità da percorrere per raggiungerla.

9. Se i segnali contengono una o più indicazioni della stessa natura, il colore di fondo è quello proprio della o delle destinazioni cui esse indirizzano.

In sintesi

  • I segnali di indicazione forniscono agli utenti le informazioni necessarie per orientarsi in sicurezza: itinerari, località, servizi e impianti stradali.
  • La segnaletica di indicazione deve rispettare tre criteri qualitativi: congruenza (quantità adeguata alla situazione), coerenza (stesse indicazioni sull'intero itinerario), omogeneità (stessa grafica, colori e distanze di leggibilità dall'inizio alla fine).
  • I segnali devono essere facilmente avvistabili e riconoscibili, rispettando l'ambiente circostante, e vengono sottoposti a periodiche verifiche di stato e rispondenza al traffico a cura dell'ente proprietario.
  • Nelle intersezioni la segnaletica deve presegnalare le destinazioni prima dell'incrocio, confermarle nell'intersezione e ribadirle dopo il passaggio, guidando la preselezione dei veicoli.
  • Sulle autostrade, strade extraurbane e strade urbane di scorrimento la segnaletica di indicazione è obbligatoria e deve rispettare i criteri tecnici prescritti dall'articolo.
Indice dei contenuti

Cosa sono i segnali di indicazione e a cosa servono

L'articolo 124 del Regolamento di esecuzione del Codice della Strada (DPR 495/1992) introduce e definisce i «segnali di indicazione», una delle quattro grandi categorie in cui il sistema della segnaletica stradale si articola (accanto ai segnali di pericolo, di prescrizione e complementari). Questi segnali hanno una funzione informativa e orientativa: non impongono divieti né obblighi di comportamento immediato, ma forniscono all'utente della strada le informazioni necessarie per muoversi in modo corretto e sicuro. Rientrano in questa categoria le indicazioni di direzione per raggiungere una città, i cartelli di svincolo autostradale, i pannelli che segnalano la presenza di un ospedale o di un'area di servizio, le indicazioni di numero chilometrico e di tipo di strada. La norma si collega all'art. 39 del Codice della Strada, che fissa i principi generali sulla segnaletica stradale e attribuisce al regolamento il compito di disciplinarne le caratteristiche tecniche in dettaglio.

I tre criteri qualitativi: congruenza, coerenza, omogeneità

Il comma 2 enuncia tre criteri qualitativi cui deve rispondere l'insieme della segnaletica di indicazione inserita in un progetto di segnalamento stradale. La congruenza riguarda la proporzione tra la quantità di segnali e la complessità della situazione stradale: una strada semplice con pochi incroci non deve essere «appesantita» da cartelli ridondanti, mentre un nodo viario complesso richiede un'informazione più ricca. Cartelli in eccesso distraggono l'utente e riducono la sicurezza. La coerenza impone che sullo stesso itinerario si trovino sempre le stesse indicazioni: se un segnale indica «Roma 45 km» in un punto, il segnale successivo non deve indicare «Roma 50 km» o usare una denominazione diversa per la stessa destinazione. La mancanza di coerenza genera confusione e può portare a manovre improvvise. L'omogeneità richiede che, dall'inizio alla fine di un itinerario, la segnaletica sia realizzata con la stessa grafica, la stessa simbologia, gli stessi colori e le stesse distanze di leggibilità. Questo principio è particolarmente importante nei lavori di manutenzione: sostituire solo alcuni segnali con un nuovo formato crea una discontinuità visiva che può disorientare il conducente.

Avvistabilità, riconoscibilità e manutenzione periodica

Il comma 3 prescrive che i segnali siano facilmente avvistabili e riconoscibili, «nel rispetto dell'ambiente circostante». Questo bilanciamento tra sicurezza stradale e tutela paesaggistica è un tema ricorrente nella normativa di settore: un segnale che si mimetizza nell'ambiente circostante è un segnale inefficace. Il comma 4 introduce l'obbligo di verifiche periodiche sulla segnaletica di indicazione. Queste verifiche hanno un duplice oggetto: la rispondenza alle esigenze del traffico e delle necessità degli utenti (ossia se i cartelli forniscono ancora le informazioni giuste, se nel frattempo sono cambiati gli itinerari, i numeri civici, la denominazione delle località) e lo stato di conservazione (segnali illeggibili per vetustà, rotture, vandalismi o oscuramento da vegetazione). La competenza per le verifiche spetta all'ente proprietario della strada o all'ente concessionario, d'accordo con il proprietario.

Il principio di essenzialità nella scelta dei messaggi

Il comma 5 introduce un principio fondamentale nella progettazione della segnaletica: l'essenzialità dei messaggi. Ogni inserimento di informazione su un segnale deve essere giustificato dalla necessità di garantire sicurezza e fluidità della circolazione. Un cartello che indica troppe destinazioni o riporta troppi dati è un segnale inefficace: il conducente, soprattutto a velocità elevata, ha pochi secondi per leggere e processare un'informazione. Gli studi di psicologia della guida indicano che un conducente che viaggia a 90 km/h copre 25 metri in un secondo: la leggibilità e l'immediatezza del messaggio sono requisiti tecnici non negoziabili.

La segnaletica alle intersezioni: preselezione e conferma

Il comma 6 stabilisce quattro criteri fondamentali per la segnaletica di indicazione alle intersezioni stradali. Primo, i segnali devono essere posti prima dell'intersezione per indicare le destinazioni raggiungibili da ciascun ramo: questo consente al conducente di posizionarsi nella corsia giusta con anticipo. Secondo, nell'intersezione stessa devono confermare le direzioni. Terzo, devono segnalare le manovre consentite. Quarto, dopo aver superato l'intersezione, devono confermare le destinazioni raggiungibili: questo ultimo passaggio riduce il rischio che un conducente che si è immesso in una direzione errata si renda conto dell'errore solo quando è troppo tardi per correggere in sicurezza. Questo sistema a tre fasi (presegnalazione, conferma, post-conferma) è la struttura logica di ogni buon sistema di segnalamento direzionale.

Obbligatorietà sulle strade a scorrimento veloce

Il comma 7 rende obbligatoria la segnaletica di indicazione conforme ai criteri del comma 6 sulle autostrade, sulle strade extraurbane, sulle strade urbane di scorrimento con velocità di esercizio superiore a quella prevista dall'art. 142, comma 1, del Codice della Strada, e sugli itinerari di ingresso e uscita dai centri abitati. Sono escluse le intersezioni con strade locali non asfaltate o di scarsa importanza. Sulle strade ad alta velocità l'obbligo è assoluto: un conducente che viaggia a 130 km/h in autostrada non può permettersi di cercare un cartello o di chiedersi se la direzione che sta seguendo sia quella giusta. La segnaletica deve essere presente, corretta e leggibile a sufficiente distanza per consentire una manovra sicura.

I colori di fondo e le zone di colore diverso

I commi 8 e 9 introducono la logica cromatica della segnaletica di indicazione italiana. In alcuni segnali possono essere inserite zone o inserti rettangolari di colore diverso che rappresentano la natura della destinazione o il tipo di viabilità. In Italia il sistema si basa su una codifica cromatica che distingue tra autostrade (sfondo verde), strade statali e provinciali (sfondo blu), strade comunali (sfondo bianco) e aree di servizio o punti di interesse (sfondo marrone per i beni culturali, pannelli specifici per ospedali, aeroporti, ecc.). Se un segnale contiene più indicazioni dello stesso tipo, il colore di fondo è unico e corrisponde alla natura di quella destinazione: un segnale che indica due uscite autostradali avrà fondo verde, anche se su altri segnali dello stesso complesso ci sono indicazioni per strade statali su fondo blu.

Casi pratici

Caso 1:

Caso 2:

Caso 3:

Domande frequenti

Cosa distingue un segnale di indicazione da un segnale di pericolo?

I segnali di pericolo avvertono l'utente della presenza di una situazione pericolosa imminente (curva pericolosa, passaggio a livello) e richiedono una modifica del comportamento di guida. I segnali di indicazione forniscono informazioni orientative e logistiche - destinazioni, distanze, servizi - senza imporre un obbligo immediato di condotta.

Chi è responsabile della manutenzione e verifica dei segnali di indicazione?

L'art. 124, comma 4, attribuisce la responsabilità delle verifiche periodiche all'ente proprietario della strada o all'ente concessionario, d'accordo con il proprietario. Sulle autostrade spetta alla concessionaria autostradale; sulle strade statali ad ANAS; su provinciali e comunali agli enti locali rispettivi.

I segnali di indicazione sono obbligatori su tutte le strade?

No. Il comma 7 prevede l'obbligo solo per autostrade, strade extraurbane, strade urbane di scorrimento con velocità superiore al limite ordinario e itinerari di ingresso/uscita dai centri abitati. Sulle strade locali di scarsa importanza e non asfaltate la segnaletica di indicazione non è obbligatoria.

Cosa significa il principio di coerenza nella segnaletica di indicazione?

Significa che su uno stesso itinerario le indicazioni di destinazione devono essere costanti e uniformi dall'inizio alla fine. Non si può indicare una città con un nome su un cartello e con un nome diverso (o con una distanza incongruente) su un cartello successivo dello stesso percorso.

Perché i cartelli autostradali hanno il fondo verde e quelli sulle strade statali il fondo blu?

Il sistema cromatico della segnaletica di indicazione italiana codifica la tipologia di viabilità: verde per le autostrade, blu per le strade statali e provinciali, bianco per le strade comunali. I commi 8 e 9 dell'art. 124 stabiliscono che il colore di fondo deve corrispondere alla natura della destinazione, garantendo così una lettura immediata del tipo di rete stradale da percorrere.

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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