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Ultimo aggiornamento: 27 Aprile 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • I margini della carreggiata sono delimitati da strisce bianche, continue o discontinue a seconda del contesto stradale.
  • Le strisce continue compaiono in corrispondenza di corsie di emergenza, banchine e tratti con divieto di sosta.
  • Le strisce discontinue segnalano punti di accesso: strade con precedenza, diramazioni, corsie di accelerazione/decelerazione, piazzole di sosta e passi carrabili.
  • La larghezza minima varia da 12 cm (strade locali) a 25 cm (autostrade e strade extraurbane principali).
  • Nelle zone a nebbia frequente su autostrade e strade principali, le strisce possono essere dotate di elementi in rilievo che generano effetto sonoro o vibrazione per allertare il conducente.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 141 DPR 495/1992 — Strisce di margine della carreggiata

Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 — Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada

1. I margini della carreggiata sono segnalati con strisce di colore bianco.

2. Le strisce di margine sono continue in corrispondenza delle corsie di emergenza e delle banchine; esse possono essere realizzate nei tratti di strada in cui vige il divieto di sosta.

3. Le strisce di margine sono discontinue in corrispondenza di una strada con obbligo di dare precedenza, di diramazioni, di corsie di accelerazione e decelerazione, di piazzole o zone di sosta e di passi carrabili (fig. II.428/a, II.428/b, II.428/c). 4. La larghezza minima delle strisce di margine è di 25 cm per le autostrade e le strade extraurbane principali, ad eccezione delle rampe, di 15 cm per le rampe delle autostrade e delle strade extraurbane principali, per le strade extraurbane secondarie, urbane di scorrimento ed urbane di quartiere e di 12 cm per le strade locali.

5. Le strisce di margine delle autostrade e delle strade extraurbane principali, nelle zone di nebbia o in quelle in cui si verificano frequenti condizioni atmosferiche avverse, possono essere dotate di elementi in rilievo che producono un effetto sonoro o inducono una vibrazione sul veicolo, per avvertire il conducente della sua posizione rispetto al margine della carreggiata; tale accorgimento può essere adottato tutte le volte che sia ritenuto necessario. In tale caso lo spessore della striscia, compresi gli elementi in rilievo, può raggiungere 6 mm. Sia i materiali da utilizzare per la costruzione degli elementi a rilievo, che il profilo degli stessi, sono soggetti ad approvazione da parte del Ministero dei lavori pubblici – Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza stradale.

Commento

La funzione delle strisce di margine nel sistema della segnaletica orizzontale

Le strisce di margine della carreggiata costituiscono uno degli elementi fondamentali della segnaletica orizzontale disciplinata dal DPR 495/1992. Il loro scopo primario è quello di delimitare fisicamente i confini laterali della sede stradale percorribile dai veicoli, fornendo al conducente un riferimento visivo continuo — specialmente in condizioni di scarsa visibilità, pioggia, nebbia o nelle ore notturne. L'art. 141 fissa le regole tecniche per la loro apposizione, integrandosi con le disposizioni del Codice della Strada sulla circolazione e sul corretto uso delle corsie. Una striscia di margine correttamente posizionata e mantenuta riduce significativamente il rischio di uscite di carreggiata, che costituiscono una delle principali cause di incidente stradale grave.

Strisce continue e discontinue: quando si usano

Il sistema previsto dall'art. 141 distingue due configurazioni in base alla funzione del tratto di carreggiata interessato. Le strisce continue (comma 2) sono usate in corrispondenza delle corsie di emergenza — quelle strisce laterali delle autostrade destinate alla sosta di emergenza e al transito dei veicoli di soccorso — e delle banchine. Sono altresì ammesse nei tratti dove vige il divieto di sosta, comunicando visivamente al conducente che il margine non è una zona di fermata. Le strisce discontinue (comma 3), invece, segnalano interruzioni funzionali del margine: la presenza di una strada con obbligo di dare precedenza che si innesta, di una diramazione, di una corsia di accelerazione o decelerazione, di piazzole o zone di sosta e di passi carrabili. La discontinuità indica al conducente che in quel punto è presente un accesso laterale o una variazione del profilo della carreggiata, invitando a una maggiore attenzione. Le figure II.428/a, II.428/b e II.428/c illustrano le configurazioni tipo previste dal Regolamento.

Larghezze minime: la differenziazione per tipo di strada

Il comma 4 dell'art. 141 stabilisce le larghezze minime delle strisce di margine in funzione della categoria stradale, con una logica di proporzionalità: più alta è la velocità di progetto della strada, più visibile deve essere la striscia. Per le autostrade e le strade extraurbane principali (escluse le rampe) la larghezza minima è di 25 cm, una dimensione che garantisce percettibilità anche a velocità elevate. Per le rampe delle autostrade e delle strade extraurbane principali, per le strade extraurbane secondarie, per le strade urbane di scorrimento e per le strade urbane di quartiere, la larghezza scende a 15 cm. Per le strade locali — categoria che comprende la gran parte delle strade comunali urbane ed extraurbane — la larghezza minima è di 12 cm. Queste misure rappresentano il valore soglia al di sotto del quale la striscia non assolve efficacemente la propria funzione segnaletica, e la loro inosservanza da parte degli enti stradali può rilevare ai fini della responsabilità in caso di sinistri.

Strisce sonore e vibranti: la tecnologia al servizio della sicurezza

Il comma 5 introduce una previsione di carattere tecnologico particolarmente rilevante per la sicurezza stradale: nelle zone a nebbia frequente o soggette ad avverse condizioni atmosferiche ricorrenti, le strisce di margine delle autostrade e delle strade extraurbane principali possono essere dotate di elementi in rilievo capaci di produrre un effetto sonoro o una vibrazione sul veicolo quando il pneumatico vi transita sopra. Questo dispositivo — noto come «striscia rumorosa» o «rumble strip» nel gergo tecnico internazionale — funge da allarme tattile e acustico per il conducente che, distratto o sonnolento, stia derivando involontariamente verso il margine della carreggiata. Lo spessore della striscia, compresi gli elementi a rilievo, può raggiungere 6 mm, misura che garantisce l'effetto senza creare ostacoli significativi per i ciclisti o le motociclette. La norma specifica che sia i materiali sia il profilo degli elementi a rilievo devono essere approvati dal Ministero dei lavori pubblici (oggi Ministero delle infrastrutture e dei trasporti) — Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza stradale, a garanzia dell'uniformità tecnica e della compatibilità con tutti i tipi di veicolo.

Manutenzione delle strisce di margine: obblighi dell'ente stradale

La segnaletica orizzontale è soggetta a usura nel tempo per effetto del traffico, delle intemperie e degli interventi di manutenzione del manto stradale. L'art. 37 del Regolamento impone agli enti proprietari di strade di mantenere la segnaletica in condizioni di piena efficienza e leggibilità. Una striscia di margine sbiadita o abrasa non assolve la propria funzione protettiva e può costituire un fattore causale in caso di sinistro da uscita di carreggiata. Gli enti stradali sono pertanto tenuti a programmare interventi di ripristino prima che la striscia diventi illeggibile, e la giurisprudenza ha in varie occasioni riconosciuto la responsabilità degli enti per danni causati da inadeguata manutenzione della segnaletica orizzontale.

Casi pratici

Caso 1:

Caso 2:

Caso 3:

Domande frequenti

Quando la striscia di margine deve essere continua e quando discontinua?

Deve essere continua in corrispondenza delle corsie di emergenza, delle banchine e dei tratti con divieto di sosta. Diventa discontinua dove si innesta una strada con obbligo di dare la precedenza, in corrispondenza di diramazioni, corsie di accelerazione e decelerazione, piazzole di sosta e passi carrabili.

Qual è la larghezza minima della striscia di margine in autostrada?

Per le autostrade e le strade extraurbane principali (escluse le rampe) la larghezza minima è di 25 cm. Per le rampe delle stesse strade e per le strade extraurbane secondarie e urbane di scorrimento la misura scende a 15 cm, mentre per le strade locali è sufficiente 12 cm.

Cosa sono le strisce di margine vibranti e dove vengono usate?

Sono strisce di margine dotate di elementi in rilievo che producono un suono e una vibrazione quando il pneumatico vi transita sopra. Sono previste dall'art. 141, comma 5 per le autostrade e le strade extraurbane principali nelle zone soggette a nebbia frequente o condizioni atmosferiche avverse ricorrenti. Lo spessore massimo degli elementi a rilievo è di 6 mm.

Chi deve approvare i materiali delle strisce di margine con elementi in rilievo?

Sia i materiali sia il profilo degli elementi in rilievo devono essere approvati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (già Ministero dei lavori pubblici) - Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza stradale, per garantire uniformità tecnica e compatibilità con tutti i veicoli.

Se la striscia di margine è sbiadita e causa un incidente, l'ente stradale ne risponde?

La mancata manutenzione della segnaletica orizzontale può fondare la responsabilità dell'ente proprietario della strada. La giurisprudenza ha riconosciuto tale responsabilità quando l'illeggibilità della striscia ha contribuito causalmente al sinistro, applicando i principi della responsabilità per custodia di cose in base all'art. 2051 del codice civile.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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