Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 1087 c.c. – Acque sorgenti o sfuggite

Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

Nei canali soggetti a distribuzioni per ruota le acque sorgenti o sfuggite, ma contenute nell’alveo del canale, non possono trattenersi o derivarsi da un utente che al tempo del suo turno.

In sintesi

  • La norma disciplina i canali soggetti a distribuzione per ruota, cioe' a turni di utilizzazione delle acque tra più utenti.
  • Le acque sorgenti o sfuggite, ma contenute nell'alveo del canale, seguono il regime della ruota e non possono essere trattenute o derivate fuori turno.
  • La regola tutela l'ordine dei turni e l'eguaglianza tra gli utenti del canale comune.
  • Si colloca nella disciplina civilistica delle acque e dei rapporti tra fondi, in coordinamento con la normativa pubblicistica sulle acque.
  • L'utente che deroga al turno realizza un illecito di derivazione abusiva, fonte di responsabilita' e di azioni di tutela.
Indice dei contenuti

L'art. 1087 c.c. appartiene alla disciplina codicistica delle acque, e in particolare regola un'ipotesi tecnica ma frequente nei sistemi irrigui tradizionali: il canale soggetto a distribuzione per ruota. Quando più utenti attingono dallo stesso canale secondo turni prestabiliti, si pone il problema di stabilire a chi spettino le acque che si formano o si liberano all'interno dell'alveo al di fuori del normale flusso assegnato. La norma risolve la questione assoggettando anche tali acque al regime della ruota, così impedendo appropriazioni fuori turno. La disposizione, di taglio spiccatamente tecnico, presuppone una conoscenza del funzionamento dei sistemi irrigui tradizionali, nei quali la risorsa idrica e' bene scarso e prezioso e la sua ripartizione tra più fondi avviene secondo regole consuetudinarie consolidate nel tempo. In questo contesto, anche una quantita' d'acqua apparentemente marginale, come quella sorgente o sfuggita, assume valore economico per gli utenti, e proprio per questo il legislatore ha avvertito l'esigenza di disciplinarne espressamente la spettanza, evitando che divenisse oggetto di contese e di appropriazioni unilaterali lesive dell'equilibrio del riparto.

Il sistema della distribuzione per ruota

La ruota e' un meccanismo storico di ripartizione delle acque irrigue: il canale comune serve a turno i diversi utenti, ciascuno dei quali ha diritto di derivare l'acqua per un periodo determinato. Si tratta di un assetto che mira a conciliare la scarsita' della risorsa con la pluralita' delle utenze, garantendo a ognuno una quota temporale di accesso. L'equilibrio del sistema riposa sul rigoroso rispetto dell'ordine dei turni: qualsiasi anticipazione o trattenuta indebita altera la ripartizione e pregiudica gli altri aventi diritto.

Acque sorgenti o sfuggite: la fattispecie

La norma considera due fenomeni specifici. Le acque sorgenti sono quelle che affiorano spontaneamente all'interno dell'alveo del canale; le acque sfuggite sono quelle che, per varie cause, si liberano dal normale percorso ma restano comunque contenute nel canale. In entrambi i casi il legislatore stabilisce che tali acque, in quanto contenute nell'alveo, non costituiscono una risorsa libera e disponibile per il primo che le intercetta, ma restano soggette alla disciplina dei turni.

Il divieto di trattenuta e derivazione fuori turno

Il cuore precettivo dell'art. 1087 c.c. e' il divieto, per l'utente, di trattenere o derivare tali acque al di fuori del proprio turno. La regola e' coerente con la funzione del sistema: se ciascun utente potesse appropriarsi delle acque sorgenti o sfuggite incontrate durante il decorso del canale, l'ordine della ruota verrebbe vanificato. Il rispetto del turno e' dunque condizione di legittimita' di ogni prelievo, anche di quello che riguardi acque non originariamente computate nella portata assegnata.

Coordinamento con la disciplina pubblicistica delle acque

La regola civilistica si inserisce in un quadro più ampio in cui le acque pubbliche sono governate dalla normativa speciale di settore e dal sistema concessorio. L'art. 1087 c.c. opera nei rapporti interni tra gli utenti del canale, definendo la spettanza relativa delle acque incontrate nell'alveo; resta impregiudicata la disciplina pubblicistica che presiede alle grandi e piccole derivazioni e ai titoli concessori. Il professionista deve coordinare i due piani, distinguendo la dimensione privatistica del turno da quella amministrativa del titolo di derivazione.

Tutela dell'utente leso

L'utente che subisce la sottrazione delle acque a opera di chi opera fuori turno dispone delle ordinarie azioni a tutela del proprio diritto. può agire per far cessare la condotta abusiva e per ottenere il ristoro del pregiudizio subito, secondo i principi generali della responsabilita'. La presenza di un assetto regolamentare di ruota agevola la prova del diritto al turno e dell'alterazione provocata dalla condotta illecita.

La nozione di alveo del canale come criterio di delimitazione

Il discrimine tracciato dalla norma ruota attorno al concetto di acque contenute nell'alveo del canale. L'alveo e' lo spazio entro cui scorrono le acque del canale comune: finché le acque sorgenti o sfuggite restano in tale spazio, esse partecipano della destinazione del canale e seguono la disciplina dei turni. La precisazione e' tecnicamente significativa, perché delimita l'ambito del divieto: la regola riguarda le acque che, pur formandosi o liberandosi in modo incidentale, non hanno abbandonato l'alveo. ciò impedisce di considerarle res nullius o risorsa liberamente appropriabile dal primo utente che le intercetti, e ne afferma invece l'appartenenza funzionale al sistema della ruota.

Inquadramento sistematico tra le norme sulle acque

L'art. 1087 c.c. si inserisce nel più ampio corpo delle disposizioni codicistiche dedicate alle acque e ai rapporti tra fondi finitimi. Tali norme regolano il deflusso, la raccolta e l'utilizzazione delle acque, contemperando gli interessi dei diversi proprietari e utenti. La disposizione in esame specifica, per il caso particolare dei canali a ruota, il principio generale per cui l'utilizzazione della risorsa idrica deve avvenire nel rispetto dei diritti altrui e dell'assetto distributivo costituito. La sua collocazione sistematica conferma che il bene tutelato non e' solo l'interesse del singolo utente, ma l'integrita' dell'ordine di riparto che governa il canale comune.

Rilievo pratico nei comprensori irrigui

Nei comprensori serviti da consorzi di bonifica e irrigazione, l'art. 1087 c.c. conserva attualita' applicativa ogni volta che il riparto avvenga ancora secondo turni. La norma fornisce il criterio per assegnare le acque incidentali contenute nel canale, evitando contenziosi tra utenti confinanti. La sua corretta applicazione presuppone la ricostruzione dell'assetto della ruota, dei turni vigenti e della portata teorica, elementi spesso documentati nei regolamenti consortili e nei titoli di derivazione che disciplinano il funzionamento del comprensorio.

Casi pratici

Caso 1: trattenuta abusiva di acqua sorgente

Tizio e Caio sono utenti di un canale irriguo a ruota, con turni alternati. Durante il turno di Caio, Tizio, accortosi che nell'alveo era affiorata dell'acqua sorgente, la deriva sul proprio fondo prima dell'inizio del turno a lui spettante. La condotta viola l'art. 1087 c.c.: l'acqua sorgente contenuta nell'alveo segue il regime della ruota e Tizio non poteva trattenerla fuori turno. Caio può agire per la cessazione e per il danno.

Caso 2: acqua sfuggita e rispetto dell'ordine dei turni

In un comprensorio servito da un consorzio, durante il decorso del canale una quota d'acqua sfugge dal percorso ordinario ma resta nell'alveo. Sempronio, utente non in turno, sostiene di poterla utilizzare in quanto risorsa incidentale. La regola dell'art. 1087 c.c. lo esclude: anche le acque sfuggite, se contenute nel canale, restano assoggettate alla ruota e spettano all'utente in turno secondo l'ordine prestabilito.

Domande frequenti

Cosa si intende per distribuzione per ruota?

E' un sistema di ripartizione delle acque irrigue in cui piu' utenti attingono dallo stesso canale a turni prestabiliti. Ciascuno ha diritto di derivare l'acqua per un determinato periodo, secondo un ordine fissato.

A chi spettano le acque sorgenti o sfuggite trovate nel canale?

Restano soggette al regime della ruota: non possono essere trattenute o derivate da un utente al di fuori del proprio turno, anche se affiorano o si liberano all'interno dell'alveo.

Un utente puo' appropriarsi delle acque che incontra fuori turno?

No. L'art. 1087 c.c. vieta espressamente di trattenere o derivare tali acque fuori turno. Farlo costituisce una derivazione abusiva, lesiva del diritto degli altri utenti.

La norma riguarda anche le concessioni pubbliche di derivazione?

No direttamente. L'art. 1087 c.c. regola i rapporti interni tra gli utenti del canale. La disciplina dei titoli concessori sulle acque pubbliche resta governata dalla normativa speciale di settore.

Quale tutela ha l'utente danneggiato da un prelievo fuori turno?

Puo' agire per far cessare la condotta abusiva e per ottenere il risarcimento del pregiudizio subito, secondo i principi generali in materia di responsabilita' e di tutela dei diritti.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-20
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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