Testo dell'articoloVigente
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 1085 c.c. Tempo d’esercizio della servitù
In vigore
Il diritto alla presa d’acqua si esercita per l’acqua estiva, dall’equinozio di primavera a quello d’autunno; per l’acqua iemale, dall’equinozio d’autunno a quello di primavera. La distribuzione d’acqua per giorni e per notti si riferisce al giorno e alla notte naturali. L’uso delle acque nei giorni festivi è regolato dalle feste di precetto vigenti al tempo in cui l’uso fu convenuto o in cui si è incominciato a possedere.
Vedi anche
→Cod. civ. art. 1084 - Articolo 1084 Codice Civile: Norme regolatrici della servitù→Cod. civ. art. 1086 - Articolo 1086 Codice Civile: Distribuzione per ruota→Cod. proc. civ. art. 1 - Articolo 1 Codice di Procedura Civile - Giurisdizione dei giudici…→Imp. successioni art. 1 - Art. 1 D.Lgs. 346/1990 - Oggetto dell’imposta→Cost. art. 2 - Diritti inviolabili→Articolo 1083 Codice Civile: Determinazione della quantità d’acqua→Articolo 1087 Codice Civile: Acque sorgenti o sfuggite→Art. 1082 c.c.: Forma della bocca e dell’edificio derivatore→Articolo 1088 Codice Civile: Variazione del turno tra gli utenti→Articolo 1081 Codice Civile: Modulo d’acqua→Articolo 1089 Codice Civile: Acqua impiegata come forza motrice→Articolo 1080 Codice Civile: Presa d’acqua continua
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
In sintesi
Commento all'art. 1085 c.c., Tempo d'esercizio della servitù
L'art. 1085 c.c. regola la dimensione temporale dell'esercizio della servitù di presa d'acqua, disciplinando le tre principali variabili: la stagione, il momento della giornata e i giorni festivi. La norma si applica in via suppletiva, secondo la gerarchia stabilita dall'art. 1084 c.c., e riflette un'organizzazione agraria e idrologica risalente ma ancora oggi rilevante.
Acqua estiva e iemale. La distinzione tra acqua estiva e iemale corrisponde alle diverse portate dei corsi d'acqua nelle due stagioni e alle differenti esigenze irrigue. L'acqua estiva, dal 21 marzo circa al 23 settembre, è tipicamente destinata all'irrigazione agricola; l'acqua iemale copre il semestre invernale, spesso utilizzata per scopi industriali o molitòri. Gli equinozi costituiscono un criterio oggettivo e stabile di demarcazione.
Giorno e notte naturali. La norma specifica che la distribuzione per giorni e notti segue il giorno e la notte naturali, non l'orario civile. Ciò significa che la durata del turno diurno e notturno varia nel corso dell'anno in funzione del fotoperiodo, con conseguenze pratiche sulla quantità d'acqua effettivamente prelevabile in ciascun turno.
Giorni festivi. Il criterio storico-convenzionale per i giorni festivi, feste di precetto vigenti al momento della convenzione o dell'inizio del possesso, ancòra la disciplina al contesto religioso e culturale in cui la servitù è nata. Questo può creare difficoltà interpretative quando il calendario festivo è cambiato nel tempo, rendendo necessario un accertamento storico.
Applicazione suppletiva. Come tutte le norme degli artt. 1085-1087 c.c., anche questa cede di fronte al titolo e agli usi locali (art. 1084 c.c.). La norma trova applicazione tipicamente nelle servitù costituite senza precise indicazioni temporali.
Domande frequenti
Quando si esercita il diritto alla presa d'acqua estiva?
Dall'equinozio di primavera a quello d'autunno; l'acqua iemale dall'equinozio d'autunno a quello di primavera (art. 1085 c.c.).
La distribuzione per giorni e notti come si calcola?
In base al giorno e alla notte naturali, non all'orario civile: la durata dei turni varia col fotoperiodo.
Come sono regolati i giorni festivi?
In base alle feste di precetto vigenti al tempo in cui l'uso fu convenuto o in cui è iniziato il possesso.
Questa disciplina è inderogabile?
No: si applica in via suppletiva, secondo la gerarchia dell'art. 1084 c.c. (titolo, possesso, usi locali, poi norme legali).
Perché si distingue acqua estiva e iemale?
Per le diverse portate dei corsi d'acqua nelle due stagioni e le differenti esigenze, irrigue d'estate e spesso industriali d'inverno.