Indice
  1. La guida
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

La guida

CCNL Pesca

Provvedimenti disciplinari e sanzioni nel CCNL Pesca Marittima

A bordo di un peschereccio la disciplina non è una formalità: è una condizione di sicurezza. Per questo le sanzioni seguono regole precise e garanzie inderogabili, ma con un occhio particolare alla vita di mare.

In sintesi

Il potere disciplinare nella pesca segue la procedura di garanzia dell’art. 7 dello Statuto dei lavoratori: codice disciplinare affisso, contestazione scritta, diritto di difesa, proporzionalità. Si applica anche a bordo, dove la disciplina è essenziale per la sicurezza. Le sanzioni vanno dal richiamo al licenziamento per giusta causa. L’art. 13 del CCNL non contiene un elenco di infrazioni né di sanzioni: prevede provvedimenti disciplinari in relazione alla gravità dell’infrazione e in base alle disposizioni di legge, annotati sul giornale di bordo e comunicati all’interessato.

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Dati contrattuali

CCNL
Pesca marittima — personale imbarcato (imprese)
Parti firmatarie
Federpesca · Coldiretti Impresa Pesca · Fai-CISL · Flai-CGIL · Uila Pesca
Decorrenza
CCNL del 23 settembre 2022: in vigore dal 1° gennaio 2022 al 31 dicembre 2025 (art. 64, che prevede il rinnovo tacito di anno in anno in assenza di disdetta); minimi aggiornati dal verbale del 19 gennaio 2024; a settembre 2025 i sindacati hanno approvato la piattaforma per il rinnovo 2026-2029
Riferimento di legge
Art. 7 legge 300/1970 (Statuto dei lavoratori); Codice della navigazione
Fonte
Testo del CCNL 19 marzo 2019 (Federpesca, Fai-Cisl, Flai-Cgil, Uila-Pesca); rinnovi del 23 settembre 2022 (testo integrale pubblicato da Federpesca) e del 19 gennaio 2024

Il potere disciplinare e i suoi limiti

Il datore di lavoro può sanzionare le mancanze del lavoratore, ma non in modo arbitrario. Il potere disciplinare incontra i limiti dell’art. 7 dello Statuto dei lavoratori (legge 300/1970), che impone una procedura di garanzia inderogabile. Questi limiti valgono anche per il marittimo imbarcato: la specificità del lavoro a bordo non sospende le tutele del lavoratore.

La scala delle sanzioni

Le sanzioni disciplinari seguono in genere una scala di gravità crescente, in modo che la risposta sia proporzionata alla mancanza:

Sanzioni disciplinari in ordine di gravità
Sanzione Quando si applica Effetti
Richiamo verbale Mancanze lievi Ammonizione, nessun effetto economico
Richiamo scritto (ammonizione) Mancanze lievi reiterate Annotazione formale
Multa Mancanze di media gravità Trattenuta entro i limiti di legge
Sospensione dal lavoro e dalla retribuzione Mancanze gravi Sospensione per un periodo limitato
Licenziamento (giustificato motivo o giusta causa) Mancanze gravissime Cessazione del rapporto

Nota: il CCNL (art. 13) non fissa un elenco di infrazioni, un importo massimo delle multe o una durata massima della sospensione: rinvia alle disposizioni di legge. I provvedimenti adottati dal Comandante vanno annotati sul giornale di bordo e comunicati all’interessato, che può fare reclamo all’armatore e all’Autorità preposta, anche tramite il sindacato.

La procedura di garanzia (art. 7)

Prima di applicare una sanzione più grave del richiamo verbale, il datore deve rispettare alcuni passaggi:

  1. Codice disciplinare: le norme sulle infrazioni e sulle sanzioni devono essere portate a conoscenza dei lavoratori (affissione o equivalente);
  2. Contestazione: l’addebito deve essere contestato per iscritto, in modo specifico e tempestivo;
  3. Difesa: il lavoratore ha diritto a presentare le proprie giustificazioni entro un termine (di norma cinque giorni), anche con l’assistenza del sindacato;
  4. Proporzionalità: la sanzione deve essere proporzionata alla gravità del fatto.

La violazione di questi passaggi rende la sanzione illegittima e impugnabile.

Disciplina e sicurezza a bordo

Nel settore della pesca la disciplina assume un rilievo particolare perché è una condizione di sicurezza. Comportamenti come il rifiuto di eseguire ordini essenziali alla sicurezza, l’abbandono del posto durante manovre critiche o l’ubriachezza in servizio possono mettere a rischio l’intero equipaggio e la nave. Per questo tali condotte sono valutate con maggiore severità e possono integrare, nei casi più gravi, la giusta causa di licenziamento. Restano comunque ferme le garanzie procedurali.

Impugnazione della sanzione

Il lavoratore può impugnare la sanzione ritenuta illegittima nelle sedi previste: la procedura sindacale, il collegio di conciliazione e arbitrato o il Giudice del Lavoro. Può farlo con l’assistenza del sindacato di categoria. Se la sanzione non è proporzionata o la procedura non è stata rispettata, può essere annullata.

Casi pratici

Tizio — Richiamo scritto per ritardo
Tizio, marinaio, arriva ripetutamente in ritardo alle partenze, ritardando le battute. Il datore gli contesta per iscritto l’addebito; Tizio presenta le sue giustificazioni nel termine. Valutata la lievità del fatto, viene applicato un richiamo scritto, proporzionato alla mancanza.
Caio — Sospensione per mancanza grave
Caio commette una mancanza grave nell’esecuzione delle operazioni di bordo. Dopo contestazione e difesa, gli viene applicata una sospensione dal lavoro e dalla retribuzione per il periodo stabilito nei limiti di legge: una sanzione intermedia, più grave della multa ma meno del licenziamento.
Sempronio — Condotta pericolosa per la sicurezza
Sempronio si rifiuta di eseguire un ordine essenziale alla sicurezza durante una manovra critica, mettendo a rischio l’equipaggio. La condotta, particolarmente grave a bordo, può integrare la giusta causa di licenziamento; il datore deve comunque contestare l’addebito e consentire la difesa.
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Domande frequenti

Quali sanzioni disciplinari sono previste nella pesca?

In genere una scala crescente: richiamo verbale, richiamo scritto, multa, sospensione dal lavoro e dalla retribuzione, fino al licenziamento per giustificato motivo o giusta causa. Il CCNL (art. 13) non elenca infrazioni né sanzioni: rinvia alle disposizioni di legge.

Anche a bordo vale la procedura dell'art. 7 dello Statuto?

Sì. Il potere disciplinare deve rispettare le garanzie dell'art. 7 della legge 300/1970: codice disciplinare affisso, contestazione scritta e specifica, diritto di difesa entro un termine, proporzionalità. Si applicano anche al marittimo imbarcato.

Perché la disciplina è più rigorosa a bordo?

Perché a bordo la disciplina è una condizione di sicurezza. Rifiuto di ordini essenziali alla sicurezza, abbandono del posto durante manovre critiche o ubriachezza in servizio possono mettere a rischio l'equipaggio e la nave, e sono valutati con particolare severità.

Posso oppormi a una sanzione disciplinare?

Sì. Si possono presentare le giustificazioni nel termine della contestazione e impugnare la sanzione illegittima, anche con il sindacato, nelle sedi previste (procedura sindacale, collegio di conciliazione e arbitrato, Giudice del Lavoro). La sanzione deve essere proporzionata e rispettare la procedura.

La sospensione disciplinare comporta la perdita della retribuzione?

Sì, per il periodo della sospensione viene sospesa anche la retribuzione, entro i limiti di legge. È una sanzione intermedia, più grave della multa ma meno del licenziamento. Durata massima e importo delle multe sono fissati dal contratto.

Ultimo aggiornamento redazionale: 21 giugno 2026
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. È un progetto individuale: la selezione delle fonti, la stesura dei commenti e la revisione sono curate direttamente dall’autore. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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