← Torna a Dogane — D.Lgs. 141/2024
Ultimo aggiornamento: 25 Aprile 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • L'art. 90 definisce i presupposti per la dichiarazione di delinquenza abituale in contrabbando, qualificazione che aggrava significativamente il trattamento penale dell'autore.
  • La dichiarazione richiede una condanna per delitto di contrabbando successiva a tre condanne definitive per contrabbando, commesse entro dieci anni e non contestualmente.
  • Elemento aggiuntivo: i diritti sottratti o tentati di sottrarre nelle violazioni pregresse devono essere complessivamente non inferiori a 30.000 euro.
  • I tre requisiti — anteriorità delle tre condanne definitive, arco temporale di dieci anni, soglia di 30.000 euro — devono concorrere simultaneamente.
  • La qualifica di delinquente abituale produce effetti penali rilevanti: misure di sicurezza, applicazione di aggravanti, incidenza sulla liberazione condizionale e sulla sospensione condizionale della pena.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 90 D.Lgs. 141/2024 — Contrabbando abituale

Disposizioni nazionali complementari al codice doganale dell’Unione (D.Lgs. 26 settembre 2024, n. 141)

1. È dichiarato delinquente abituale in contrabbando chi riporta una condanna per delitto di contrabbando, dopo essere stato condannato in via definitiva per tre contrabbandi, commessi entro dieci anni e non contestualmente, e relativi a violazioni per le quali i diritti sottratti o che si tentava di sottrarre non siano inferiori complessivamente a euro 30.000.

Commento

La recidiva specifica e l'abitualità nel contrabbando doganale

L'articolo 90 del D.Lgs. 141/2024 codifica la fattispecie del contrabbando abituale, ovvero la situazione in cui un soggetto, già condannato più volte per delitti di contrabbando, riceve una nuova condanna che lo fa dichiarare delinquente abituale. L'istituto della delinquenza abituale è regolato nel sistema penale generale dagli artt. 102-104 del codice penale, ma il D.Lgs. 141/2024 lo specifica per il settore doganale, introducendo requisiti propri — in particolare la soglia di 30.000 euro di diritti evasi — che si aggiungono ai requisiti generali del codice penale.

La ratio della norma è deterrente: il contrabbando sistematico, realizzato da soggetti che reiterano le condotte fraudolente nonostante le condanne subite, richiede un trattamento penale aggravato rispetto al singolo episodio. La dichiarazione di delinquenza abituale non è una pena aggiuntiva in senso stretto, ma una qualificazione giuridica che il giudice deve pronunciare in sentenza quando ne ricorrono i presupposti, e che produce effetti di diritto su tutte le conseguenze penali dell'autore.

I presupposti della dichiarazione di delinquenza abituale

L'art. 90 elenca tre condizioni cumulative che devono concorrere:

  • Quattro condanne per contrabbando (tre precedenti definitive più quella attuale): la norma richiede che il soggetto sia già stato «condannato in via definitiva per tre contrabbandi» prima della condanna attuale, che è la quarta. Le condanne precedenti devono essere definitive, ovvero passate in giudicato.
  • Arco temporale di dieci anni: i tre contrabbandi precedenti (non la condanna attuale) devono essere stati commessi entro un arco di dieci anni. I fatti devono essere temporalmente prossimi tra loro, a dimostrazione di una tendenza delinquenziale stabile e non di episodi isolati distanziati nel tempo.
  • Non contestualità: i tre contrabbandi precedenti non devono essere stati commessi «contestualmente», ovvero non devono essere stati unificati sotto il vincolo della continuazione o commessi in un'unica azione. La contestualità escluderebbe la reiterazione che giustifica la dichiarazione di abitualità.
  • Soglia di 30.000 euro: i diritti di confine sottratti o che si tentava di sottrarre nelle violazioni precedenti devono ammontare complessivamente a non meno di 30.000 euro. La soglia ha funzione selettiva: esclude dall'ambito dell'abitualità i contrabbandieri «minori» le cui condotte riguardano importi modesti, concentrando l'istituto sui casi di contrabbando di rilevanza economica significativa.
Il calcolo della soglia dei 30.000 euro

La soglia di 30.000 euro si calcola sui diritti sottratti o che si tentava di sottrarre nelle violazioni precedenti, non nella condanna attuale. La norma usa la locuzione «non siano inferiori complessivamente», il che implica un calcolo aggregato su tutti e tre i contrabbandi precedenti. Rientrano nel computo:

  • I dazi doganali evasi o tentati di evadere.
  • Le accise doganali (es. tabacchi, prodotti petroliferi) ove applicabili.
  • L'IVA all'importazione, se inclusa nei «diritti di confine» sottratti.

L'accertamento dell'importo spetta al giudice penale, che deve fare riferimento agli importi accertati nelle condanne definitive precedenti. Non rilevano i diritti evasi in condotte per le quali non vi sia stata condanna definitiva.

Effetti giuridici della dichiarazione di delinquenza abituale

La dichiarazione di delinquenza abituale produce effetti rilevanti nel sistema penale:

  • Misure di sicurezza: il delinquente abituale è soggetto alla libertà vigilata per un periodo non inferiore a tre anni (art. 229 c.p.), da eseguire dopo la pena detentiva.
  • Sospensione condizionale: il delinquente abituale dichiarato tale non può beneficiare della sospensione condizionale della pena (art. 164 c.p.).
  • Liberazione condizionale: la dichiarazione di abitualità incide sui presupposti e sui termini per la liberazione condizionale.
  • Recidiva aggravata: in combinazione con la recidiva reiterata (art. 99 c.p.), la dichiarazione di abitualità può determinare un significativo inasprimento del trattamento sanzionatorio in caso di ulteriori reati.
Raccordo con il codice penale e con il sistema del contrabbando

L'art. 90 si inserisce nel sistema del contrabbando doganale come norma autonoma rispetto alle aggravanti previste per il contrabbando aggravato (disciplinate altrove nel medesimo decreto). Mentre le aggravanti operano sulla pena del singolo episodio, la dichiarazione di abitualità attiene alla qualificazione soggettiva dell'autore e produce effetti che si protraggono nel tempo, influenzando le condanne future.

La specificità della norma rispetto all'abitualità generale del codice penale (art. 102) è data dalla soglia pecuniaria di 30.000 euro: l'art. 102 c.p. richiede solo che il soggetto sia autore di tre delitti non colposi della stessa indole entro dieci anni. L'art. 90 del D.Lgs. 141/2024 aggiunge il requisito economico, selezionando i casi di abitualità nel contrabbando in ragione della loro rilevanza per l'erario.

Profili difensivi e considerazioni per l'operatore

Per un operatore economico — o il suo legale — confrontato con una contestazione di contrabbando che potrebbe portare alla dichiarazione di abitualità, sono rilevanti le seguenti considerazioni:

  • Verificare che le tre condanne precedenti siano definitive: se una o più sono ancora sub judice, il presupposto non è integrato.
  • Contestare il calcolo della soglia dei 30.000 euro: verificare quali diritti di confine sono stati effettivamente accertati nelle condanne precedenti e se il computo aggregato superi la soglia.
  • Verificare l'arco temporale: se uno dei tre contrabbandi precedenti è stato commesso oltre il decennio antecedente rispetto ai rimanenti, potrebbe non rientrare nel computo.
  • Verificare la non contestualità: se i contrabbandi precedenti erano unificati sotto il vincolo della continuazione, potrebbe non sussistere la reiterazione richiesta.

Casi pratici

Caso 1:

Caso 2:

Caso 3:

Domande frequenti

Quando viene dichiarato delinquente abituale in contrabbando?

Quando un soggetto, già condannato in via definitiva per tre contrabbandi commessi entro dieci anni e non contestualmente, riporta una nuova condanna per delitto di contrabbando, e i diritti di confine sottratti o tentati di sottrarre nelle violazioni precedenti ammontano complessivamente ad almeno 30.000 euro.

Come si calcola la soglia dei 30.000 euro?

La soglia si calcola aggregando i diritti di confine (dazi, accise, IVA all'importazione) sottratti o tentati di sottrarre nelle tre condanne definitive precedenti. Non si considera la condanna attuale. Il calcolo si basa sugli importi accertati nelle sentenze definitive.

Cosa succede dopo la dichiarazione di delinquenza abituale in contrabbando?

Il delinquente abituale è soggetto alla libertà vigilata per almeno tre anni dopo la pena detentiva, non può beneficiare della sospensione condizionale della pena e subisce effetti negativi anche sulla liberazione condizionale. La dichiarazione incide inoltre sulle condanne future in caso di ulteriori reati.

Se due dei tre contrabbandi precedenti sono stati commessi contestualmente, si integra l'abitualità?

No. La norma richiede espressamente che i tre contrabbandi precedenti non siano stati commessi 'contestualmente'. Se due o più episodi erano unificati sotto il vincolo della continuazione o commessi in un'unica azione, non si integra il requisito della reiterazione necessario per la dichiarazione di abitualità.

La dichiarazione di abitualità dell'art. 90 coincide con quella dell'art. 102 del codice penale?

No. L'art. 90 è una norma speciale che si aggiunge ai requisiti dell'art. 102 c.p., aggiungendo la soglia pecuniaria di 30.000 euro di diritti evasi. L'art. 102 c.p. non prevede tale soglia economica e si applica a qualsiasi reiterazione di delitti della stessa indole.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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