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Ultimo aggiornamento: 12 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • L'art. 91 disciplina la dichiarazione di delinquente professionale in contrabbando, una qualifica personale che aggrava significativamente la posizione del condannato.
  • La dichiarazione richiede almeno quattro condanne definitive per delitto di contrabbando precedenti, più una quinta condanna per un ulteriore delitto di contrabbando.
  • È altresì necessario che — valutati la condotta, il genere di vita e le circostanze indicate dall'art. 133, comma 2, c.p. — il soggetto risulti vivere abitualmente, anche solo in parte, dei proventi del reato.
  • La qualifica di delinquente professionale è prevista dall'art. 105 del codice penale e comporta l'applicazione delle misure di sicurezza patrimoniali e detentive previste dalla legge, oltre all'inasprimento delle pene per eventuali condanne successive.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 91 D.Lgs. 141/2024 — Contrabbando professionale

Disposizioni nazionali complementari al codice doganale dell’Unione (D.Lgs. 26 settembre 2024, n. 141)

1. Chi, dopo avere riportato quattro condanne in via definitiva per delitto di contrabbando, riporta una condanna per un altro delitto di contrabbando è dichiarato delinquente professionale in contrabbando, qualora, avuto riguardo alla condotta e al genere di vita del colpevole e alle altre circostanze indicate nell’ articolo 133, secondo comma, del codice penale, debba ritenersi che egli viva abitualmente, anche in parte soltanto, dei proventi del reato.

Commento

La delinquenza abituale e professionale nel diritto penale italiano

L'art. 91 del D.Lgs. 141/2024 richiama e applica al settore del contrabbando doganale l'istituto del delinquente professionale, disciplinato in via generale dall'art. 105 del codice penale. Si tratta di una delle figure soggettive speciali che il legislatore penale ha elaborato per rispondere al fenomeno della criminalità di professione — persone che fanno del reato una vera e propria attività economica sistematica.

Il codice penale distingue, tra i soggetti pericolosi, il delinquente abituale (art. 102 c.p.), il delinquente professionale (art. 105 c.p.) e il delinquente per tendenza (art. 108 c.p.). Il delinquente professionale è colui che, oltre a commettere reati in modo reiterato, trae dai reati una fonte sistematica di reddito. L'art. 91 del D.Lgs. 141/2024 specifica le condizioni per applicare questa qualifica nell'ambito del contrabbando doganale.

I presupposti della dichiarazione: le condanne precedenti

Il primo presupposto è di natura quantitativa: il soggetto deve aver «riportato quattro condanne in via definitiva per delitto di contrabbando». Alcune precisazioni:

  • Le condanne devono essere definitive (passate in giudicato), non semplicemente pronunciate in primo o secondo grado.
  • Devono riguardare specificamente delitti di contrabbando, non semplici violazioni amministrative doganali. I delitti di contrabbando sono quelli disciplinati dagli artt. 70 e seguenti del D.Lgs. 141/2024 (contrabbando nelle importazioni, esportazioni, tabacchi, ecc.).
  • La quinta condanna — quella che «fa scattare» la valutazione per la dichiarazione di professionalità — deve anch'essa riguardare un delitto di contrabbando.
  • Non è rilevante il tempo trascorso tra le condanne, a meno che non siano intervenute cause estintive del reato o della pena che abbiano eliminato le condanne precedenti dal casellario.
Il presupposto qualitativo: il tenore di vita criminale

Il semplice cumulo di condanne non è sufficiente: è necessario altresì che, valutati la condotta e il genere di vita del colpevole e le altre circostanze indicate dall'art. 133, comma 2, del codice penale, il soggetto «debba ritenersi che egli viva abitualmente, anche in parte soltanto, dei proventi del reato».

Il rinvio all'art. 133, comma 2, c.p. richiama un elenco di circostanze rilevanti per la valutazione della capacità a delinquere: i motivi a delinquere, il carattere del reo, i precedenti penali e giudiziari, la condotta antecedente al reato, la vita individuale, familiare e sociale, la condotta contemporanea o susseguente al reato, le condizioni di vita individuale, familiare e sociale del reo. Il giudice deve compiere una valutazione globale e concreta della personalità del condannato.

L'espressione «anche in parte soltanto» è significativa: non occorre che il contrabbando sia l'unica o la principale fonte di reddito. È sufficiente che costituisca una fonte di sostentamento sistematica, anche se integrata da altri redditi leciti. Questo abbassa la soglia di applicazione della norma rispetto a un'interpretazione restrittiva.

Le conseguenze della dichiarazione di professionalità

La dichiarazione di delinquente professionale non è una pena aggiuntiva in senso tecnico, ma una qualifica personale che comporta l'applicazione di misure di sicurezza ai sensi del codice penale. In particolare:

  • L'art. 105 c.p., richiamato implicitamente dall'art. 91, prevede che il delinquente professionale sia sottoposto a misure di sicurezza anche non detentive.
  • La dichiarazione di professionalità comporta l'applicazione della libertà vigilata come misura di sicurezza personale (art. 228 c.p.), che impone al soggetto obblighi di residenza e di vigilanza da parte dell'autorità di pubblica sicurezza.
  • Per i delitti successivi, la qualifica di delinquente professionale funge da aggravante e può comportare un inasprimento della pena base.
  • Nei casi più gravi, il giudice può disporre misure di sicurezza patrimoniali, inclusa la confisca dei beni riconducibili all'attività criminale.
Raccordo con il diritto doganale unionale e il sistema sanzionatorio

La fattispecie dell'art. 91 è una norma di diritto penale sostanziale di carattere puramente nazionale: il Reg. UE 952/2013 e la normativa doganale unionale non disciplinano le sanzioni penali, che restano di competenza degli Stati membri. La norma riflette la scelta del legislatore italiano di reprimere severamente il contrabbando sistematico, in linea con le raccomandazioni dell'Organizzazione mondiale delle dogane (OMD) e con i programmi dell'OLAF (Ufficio europeo per la lotta antifrode) che puntano al contrasto delle organizzazioni criminali specializzate nel traffico illecito di merci.

Il contrabbando professionale si associa spesso ad altri fenomeni criminali: riciclaggio di denaro, traffico di tabacchi lavorati esteri (TLE), contrabbando di valuta, frodi IVA nel commercio estero. La qualifica di delinquente professionale in contrabbando può quindi innestarsi in procedimenti penali più ampi e coordinati tra ADM, Guardia di finanza e procura della Repubblica.

La posizione del soggetto condannato

Per chi si trova a fronteggiare un procedimento che potrebbe condurre alla dichiarazione di professionalità, è essenziale:

  • Verificare la computabilità delle condanne precedenti: se alcune sono state cancellate dal casellario per riabilitazione o estinzione del reato, il presupposto quantitativo potrebbe non essere soddisfatto.
  • Contestare la valutazione del «genere di vita criminale» offrendo prove concrete di redditi leciti e di un tenore di vita non riconducibile ai proventi del contrabbando.
  • Richiedere, eventualmente, la sospensione condizionale della pena per le condanne più risalenti, che può incidere sulla valutazione complessiva del percorso criminale del soggetto.

Domande frequenti

Quante condanne servono per essere dichiarato delinquente professionale in contrabbando?

Occorrono almeno quattro condanne definitive per delitto di contrabbando precedenti, più una quinta condanna per un ulteriore delitto di contrabbando. Ma non basta il numero: il giudice deve accertare che il soggetto viva abitualmente, anche solo in parte, dei proventi del reato.

La dichiarazione di professionalità è una pena o una misura di sicurezza?

È una qualifica personale che comporta l'applicazione di misure di sicurezza, in particolare la libertà vigilata (art. 228 c.p.). Non è una pena aggiuntiva in senso tecnico, ma una conseguenza giuridica che aggrava la posizione del condannato per i reati successivi e può comportare obblighi di vigilanza.

Una condanna per violazione amministrativa doganale conta ai fini dell'art. 91?

No. L'art. 91 richiede condanne per 'delitti di contrabbando', non per semplici illeciti amministrativi. Le violazioni amministrative previste dal Titolo VI, Capo I del D.Lgs. 141/2024 non sono computabili.

Una condanna riabilitata può essere computata per la dichiarazione di professionalità?

La riabilitazione ai sensi dell'art. 178 c.p. estingue le pene accessorie e gli altri effetti penali della condanna. La computabilità delle condanne riabilitate ai fini della dichiarazione di professionalità è questione dibattuta: in linea generale, la riabilitazione non cancella il fatto storico della condanna, ma il giudice può tenerne conto nella valutazione complessiva.

Qual è il collegamento tra l'art. 91 e il diritto doganale dell'Unione?

L'art. 91 è una norma di diritto penale sostanziale puramente nazionale: il Reg. UE 952/2013 non disciplina le sanzioni penali, che restano di competenza degli Stati membri. La norma risponde all'esigenza di reprimere il contrabbando sistematico organizzato, in linea con le priorità di contrasto all'illecito doganale dell'OLAF e dell'OMD.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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