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Ultimo aggiornamento: 14 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Art. 1941 c.c. Limiti della fideiussione

In vigore

La fideiussione non può eccedere ciò che è dovuto dal debitore, né può essere prestata a condizioni più onerose. Può prestarsi per una parte soltanto del debito o a condizioni meno onerose. La fideiussione eccedente il debito o contratta a condizioni più onerose è valida nei limiti dell’obbligazione principale.

In sintesi

  • La fideiussione non può eccedere l'obbligazione principale per importo né essere prestata a condizioni più onerose.
  • È ammessa una fideiussione parziale (per una parte del debito) o a condizioni meno onerose per il fideiussore.
  • La clausola che supera il debito principale non è nulla in toto: è valida nei limiti dell'obbligazione garantita (riduzione automatica).
  • Il limite quantitativo è espressione del principio di accessorietà della fideiussione.

Il principio di accessorietà quantitativa

L'art. 1941 c.c. codifica uno dei pilastri del sistema fideiussorio: la limitazione quantitativa della garanzia. La fideiussione non può superare il debito principale né essere prestata a condizioni più onerose, perché il garante non può trovarsi in una posizione peggiore di quella del debitore. Il principio deriva direttamente dall'accessorietà della fideiussione (art. 1939 c.c.).

Fideiussione parziale e a condizioni meno onerose

La norma consente espressamente che la garanzia copra solo una parte del debito o sia soggetta a condizioni più favorevoli per il fideiussore (ad es. un massimale più basso, una scadenza anticipata della garanzia). In questi casi non vi è alcuna violazione del principio, poiché il creditore riceve una tutela ridotta, non ampliata.

Riduzione automatica della fideiussione eccedente

Il terzo comma dell'art. 1941 introduce un meccanismo di conservazione parziale del contratto: la fideiussione eccedente o contratta a condizioni più onerose non è nulla, ma è ricondotta automaticamente ai limiti dell'obbligazione principale. Si tratta di una nullità parziale necessaria, analoga al meccanismo dell'art. 1419 c.c., che tutela entrambe le parti evitando la caducazione integrale della garanzia.

Coordinamento con la disciplina bancaria

Nelle fideiussioni omnibus bancarie il massimale contrattuale deve rispettare l'art. 1941, ma la Cass. SS.UU. n. 41994/2021 ha precisato che le clausole conformi allo schema ABI, in quanto restrittive della concorrenza ex art. 2 L. 287/1990, sono nulle parzialmente, con salvezza del contratto nel resto. Il limite dell'art. 1941 opera in parallelo: la garanzia rimane valida ma non può superare il debito residuo.

Domande frequenti

Una fideiussione per un importo superiore al debito è nulla?

No, non è nulla in toto. Ai sensi dell'art. 1941 c.c. è automaticamente ridotta ai limiti del debito principale, senza necessità di azione giudiziale.

Il fideiussore può garantire solo una parte del debito?

Sì, la fideiussione parziale è espressamente ammessa dall'art. 1941 c.c. Il creditore potrà escutere il fideiussore solo fino all'importo garantito.

Cosa si intende per condizioni più onerose?

Condizioni che aggravano la posizione del fideiussore rispetto a quella del debitore principale: ad es. un tasso di mora più elevato, una scadenza anticipata degli interessi o l'assenza del beneficio di escussione previsto per il debitore.

Il limite dell'art. 1941 si applica anche alle fideiussioni bancarie?

Sì, il limite quantitativo è inderogabile e si applica a tutte le fideiussioni, incluse quelle bancarie. Le clausole omnibus che superano il debito residuo sono inefficaci nella parte eccedente.

Qual è il rapporto tra art. 1941 e la nullità antitrust delle fideiussioni ABI?

Sono due diversi piani: l'art. 1941 limita l'importo della garanzia al debito principale; Cass. SS.UU. 41994/2021 sancisce la nullità parziale delle clausole anticoncorrenziali ex art. 2 L. 287/1990. Entrambe le discipline possono applicarsi cumulativamente.

A cura di
Dott. Andrea Marton — Tax Advisor, Consulente Fiscale
Responsabile editoriale di La Legge in Chiaro per i principali codici italiani (C.C., C.P., C.P.C., C.P.P., Costituzione, C.d.S., Codice del Consumo, TUIR, T.U.IVA, T.U.B.). Contenuti redatti con linguaggio chiaro, fonti ufficiali aggiornate e revisione professionale a cura della Redazione.
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