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Ultimo aggiornamento: 25 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
L'articolo 9 del D.Lgs. 151/2001 estende le disposizioni del capo III (tutela della sicurezza e della salute) anche alle addette ai servizi di polizia di Stato, penitenziaria e municipale. L'estensione non è tuttavia integrale: è esclusa la parte relativa al divieto di svolgimento dei compiti che comportano rischi specifici quando questi non possono essere sostituiti con compiti equivalenti. In pratica, la norma riconosce che alcune funzioni di polizia (attività di ordine pubblico, servizi armati, scorte) non sono delegabili o sostituibili, e che in questi casi l'esclusione della lavoratrice da tali compiti non è sempre tecnicamente possibile nella stessa struttura. Ciononostante, la regola generale è che le tutele si applicano anche al personale di polizia, con gli opportuni adattamenti alle specificità organizzative del comparto sicurezza.

Testo dell'articoloVigente

Art. 9 D.Lgs. 151/2001 — Tutele per polizia di Stato e municipale

D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151 — T.U. tutela e sostegno della maternità e paternità

1. Le disposizioni del presente capo si applicano anche alle addette ai servizi di polizia di Stato, penitenziaria e municipale, salvo che per la parte relativa al divieto di espletamento dei compiti che comportano rischi specifici e che non possono essere sostituiti con compiti equivalenti.

Commento

Ratio della norma

Il personale femminile delle forze di polizia presenta caratteristiche peculiari rispetto al lavoro subordinato privato ordinario: l'organizzazione gerarchica, la specificità dei compiti operativi (che possono includere attività fisicamente impegnative o pericolose), la difficoltà di reperire mansioni alternative all'interno della stessa unità operativa. Nonostante queste specificità, il legislatore ha ritenuto che la tutela della salute della lavoratrice madre non potesse cedere di fronte alle esigenze organizzative delle forze dell'ordine, estendendo il regime protettivo del capo III anche a questo personale.

Analisi e struttura

L'art. 9 prevede un meccanismo di estensione con eccezione. La regola è l'applicabilità del capo III; l'eccezione riguarda i compiti con rischi specifici non sostituibili. Questo significa che l'agente di polizia municipale incinta ha diritto alla valutazione del rischio (art. 11), al cambio di mansione (art. 12) ove possibile, e ai permessi per controlli prenatali (art. 14). Tuttavia, se l'unica mansione disponibile nella struttura comporta rischi non eliminabili (es. pattugliamento armato in aree ad alto rischio), e non esistono compiti equivalenti esenti da tali rischi, il divieto generico di adibire al lavoro rischioso non può operare meccanicamente.

Quando si applica

La norma si applica alle addette ai servizi di polizia di Stato, polizia penitenziaria e polizia municipale (ora polizia locale). L'applicazione è subordinata alla comunicazione della gravidanza al superiore gerarchico. Nella prassi, le questure e i comandi di polizia locale hanno sviluppato procedure interne per la gestione delle lavoratrici in gravidanza, con assegnazione preferenziale a mansioni interne (uffici, sportelli al pubblico) nel rispetto delle disposizioni del D.Lgs. 151/2001.

Confronto e norme correlate

L'art. 9 va letto insieme alle normative speciali di settore: il D.Lgs. 334/2000 (ordinamento della Polizia di Stato), il D.Lgs. 443/1992 (ordinamento della Polizia penitenziaria) e i rispettivi contratti collettivi di comparto. La polizia locale è disciplinata a livello regionale e comunale con rinvio alle disposizioni del testo unico. Il D.Lgs. 81/2008 si applica anche agli enti pubblici datori di lavoro, comprese le forze di polizia, con adattamenti per le specificità operative.

Problemi applicativi

Il principale problema applicativo è determinare quando un compito di polizia presenta rischi «non sostituibili»: la valutazione è caso per caso e richiede un giudizio tecnico medico. In generale, la giurisprudenza e la prassi amministrativa hanno interpretato restrittivamente l'eccezione, favorendo il cambio di mansione anche attraverso la temporanea assegnazione ad altre strutture o uffici. Le problematiche sono più frequenti nelle polizie municipali di piccoli comuni, dove la struttura è ridotta e non esistono uffici interni in cui impiegare la lavoratrice in gravidanza.

Casi pratici

Caso 1: Agente di polizia locale incinta in un piccolo comune

Caso 2: Poliziotta di Stato e permessi prenatali

Caso 3: Agente penitenziaria e valutazione dei rischi

Domande frequenti

Le agenti di polizia in gravidanza hanno le stesse tutele delle altre lavoratrici?

Sì, con un'eccezione. L'art. 9 D.Lgs. 151/2001 estende al personale di polizia di Stato, penitenziaria e municipale le tutele del capo III (valutazione rischi, cambio mansione, permessi prenatali), con la sola esclusione dei compiti a rischio specifico non sostituibili con compiti equivalenti.

Cosa succede se non ci sono mansioni alternative per l'agente di polizia incinta?

Se non esistono mansioni prive di rischio per la lavoratrice incinta, il datore deve attivare la procedura di interdizione anticipata tramite l'Ispettorato del Lavoro (art. 17 D.Lgs. 151/2001), con erogazione dell'indennità di maternità da parte dell'INPS.

La polizia locale (municipale) è inclusa?

Sì. L'art. 9 cita espressamente la polizia municipale (oggi denominata polizia locale). Le norme si applicano anche ai corpi di polizia locale comunali e intercomunali, con applicazione del D.Lgs. 151/2001 e del relativo quadro di tutela.

Le agenti di polizia hanno diritto ai permessi per visite prenatali?

Sì. I permessi retribuiti per controlli prenatali dell'art. 14 D.Lgs. 151/2001 si applicano anche al personale di polizia, previa presentazione al superiore gerarchico della documentazione medica attestante la data e l'orario delle visite.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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