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Ultimo aggiornamento: 27 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Rinvio a decreto dirigenziale del Ministero della giustizia.
  • Criteri per la valutazione della domanda di dilazione, anche reddituali.
  • Modalità procedimentali della decisione del funzionario.
  • Disciplina delle comunicazioni al concessionario sui piani accordati.

Testo dell'articoloVigente

Art. 233 D.P.R. 115/2002

D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 — T.U. spese di giustizia

1. Con decreto dirigenziale del Ministero della giustizia sono individuati i criteri, anche in riferimento alla condizione del debitore, e sono stabilite le modalità della decisione sulla domanda di dilazione e rateizzazione e delle comunicazioni al concessionario.

Commento

L'art. 233 completa il quadro dell'art. 232 demandando a un decreto dirigenziale la disciplina di dettaglio. Si tratta di una norma di delegazione operativa: la legge fissa il quadro, l'amministrazione opera all'interno fissando criteri uniformi che vincolano il funzionario decidente.

I criteri di valutazione

Il decreto dirigenziale individua i parametri in base ai quali il funzionario decide se accordare o negare la dilazione. La norma precisa che i criteri possono riferirsi anche alle "condizioni del debitore": tipicamente ISEE, situazione reddituale, presenza di familiari a carico, eventi straordinari, sopravvenienze negative. È un richiamo alla logica della tutela del debitore in difficoltà.

Le modalità procedimentali

Il decreto disciplina anche il procedimento: documentazione richiesta, tempistica istruttoria, motivazione del provvedimento, eventuale colloquio con il debitore, modalità di comunicazione della decisione. È un'autoregolazione amministrativa che riduce la discrezionalita del singolo funzionario e garantisce uniformità sul territorio nazionale.

Il coordinamento con il concessionario

Quando la dilazione è concessa dopo l'iscrizione a ruolo, l'effetto è sospensivo della riscossione (art. 218 T.U.): occorre quindi comunicare tempestivamente al concessionario la decisione per fermare le procedure in corso. Il decreto disciplina questi flussi informativi, che oggi avvengono tipicamente per via telematica.

Cross-reference

Si vedano l'art. 232 T.U. sulla richiesta di dilazione, l'art. 218 T.U. sulla decadenza dalla rateizzazione, gli artt. 19 e 26 DPR 602/1973 sulla rateizzazione tributaria, il decreto ministeriale attuativo dell'art. 233. Per la trasparenza dei criteri, art. 12 L. 241/1990 sulla pubblicazione dei criteri di erogazione.

Trasparenza e accessibilita dei criteri

Il decreto dirigenziale è atto generale soggetto a pubblicazione: deve essere accessibile sul sito istituzionale del Ministero della giustizia e nel registro dei provvedimenti dirigenziali. La trasparenza assolve due funzioni: consente al debitore di calibrare la propria domanda allegando la documentazione richiesta, e vincola il funzionario decidente a una motivazione coerente con i parametri pubblicati. La giurisprudenza amministrativa ha dichiarato illegittimi i provvedimenti che si discostino dai criteri senza motivazione adeguata. Per il debitore, la prassi suggerisce di richiedere copia del decreto vigente prima di formulare l'istanza, oppure di consultarlo direttamente sul portale ministeriale. La presentazione di una domanda conforme aumenta sensibilmente le probabilita di accoglimento e riduce i tempi istruttori.

L'evoluzione digitale del servizio prevede la presentazione delle istanze tramite portale telematico, con upload automatico dei documenti ISEE acquisiti direttamente dall'INPS. Questa semplificazione abbatte i tempi istruttori e riduce gli errori di trascrizione, agevolando l'accesso al beneficio anche per i debitori meno avvezzi alle procedure amministrative tradizionali.

Casi pratici

Caso 1: Rateizzazione concessa con criteri ISEE

Caso 2: Comunicazione telematica al concessionario

Domande frequenti

Quali documenti devo allegare alla richiesta di rateizzazione?

Quelli previsti dal decreto dirigenziale: tipicamente ISEE, attestazione reddituale, documentazione su eventi sopravvenuti che giustificano la dilazione.

I criteri di valutazione sono pubblici?

Sì. Il decreto dirigenziale è pubblicato e accessibile; il funzionario è vincolato ai criteri ivi previsti per garantire uniformità sul territorio nazionale.

Come viene informato il concessionario della dilazione concessa?

Mediante comunicazione tempestiva, oggi tipicamente telematica, prevista dal decreto dirigenziale e finalizzata a sospendere le procedure esecutive in corso.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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