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Ultimo aggiornamento: 25 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • L'art. 200 elenca le voci recuperabili secondo le regole della parte VII.
  • Comprende spese processuali penali, sanzioni amministrative pecuniarie e spese di mantenimento detenuti.
  • Vi rientrano anche le spese nei casi di ammissione al patrocinio a spese dello Stato.
  • L'ufficio recupera attraverso iscrizione a ruolo e cooperazione con l'Agenzia delle entrate-Riscossione.
  • Resta ferma la distinzione fra crediti civili e crediti erariali penali.

Testo dell'articoloVigente

Art. 200 D.P.R. 115/2002

D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 — T.U. spese di giustizia

1. Secondo le disposizioni di questa parte sono recuperate le spese processuali penali, … le sanzioni amministrative pecuniarie e le spese di mantenimento dei detenuti, nonché le spese nei casi di ammissione al patrocinio a spese dello Stato.

Commento

L'articolo 200 apre il titolo dedicato al recupero delle spese, definendo perimetro oggettivo della disciplina. È norma di chiusura del sistema: indica quali crediti dello Stato seguono il procedimento di recupero coattivo descritto agli articoli successivi.

Quattro categorie di voci recuperabili

La norma individua quattro insiemi: le spese del processo penale anticipate dall'erario (perito, testimoni, intercettazioni), le sanzioni amministrative pecuniarie irrogate in sede penale, le spese di mantenimento dei detenuti definitivi e le spese sostenute per chi ha beneficiato del patrocinio a spese dello Stato.

Funzione di chiusura del sistema

Senza una procedura di recupero, l'anticipazione erariale resterebbe gravata sulla collettività. L'art. 200 fonda il principio per cui chi è condannato deve restituire allo Stato quanto questo ha anticipato, riequilibrando l'onere economico fra responsabile e cittadini.

Rapporto con il principio costituzionale

La disciplina è coerente con l'art. 24 Cost., che garantisce difesa e tutela giurisdizionale anche ai non abbienti, ma non esonera dalla responsabilità economica chi soccombe nel merito. Il patrocinio a spese dello Stato è anticipato, non condonato.

Coordinamento con l'Agenzia delle entrate-Riscossione

Il recupero coattivo, ove necessario, avviene tramite iscrizione a ruolo e trasmissione all'Agenzia delle entrate-Riscossione, ente concessionario nazionale dopo la soppressione di Equitalia. Il D.Lgs. 46/1999 e il D.P.R. 602/1973 disciplinano l'esecuzione esattoriale.

Implicazioni pratiche

Il condannato che riceve l'invito al pagamento ex art. 212 sa che si tratta di credito erariale, riscuotibile con cartella esattoriale, pignorabile e iscrivibile a ipoteca. Il mancato pagamento attiva l'intera macchina della riscossione coattiva.

Da segnalare che la riforma Cartabia (D.Lgs. 150/2022) ha rivisto alcuni profili del processo penale, ma non ha modificato sostanzialmente la struttura del recupero spese, che resta ancorata al testo unico del 2002. Le innovazioni più rilevanti hanno riguardato l'ampliamento del patteggiamento e la giustizia riparativa, con riflessi indiretti sull'art. 200 per le voci di costo ricalcolate secondo i nuovi parametri di accesso ai riti alternativi. La giurisprudenza costituzionale, in particolare la sent. n. 73/2020, ha chiarito che il sistema di recupero delle spese non viola il principio di uguaglianza, purché siano riconosciute al condannato adeguate possibilità di dilazione e sospensione in caso di obiettive difficoltà economiche. È bilanciamento essenziale fra interesse erariale e tutela della dignità del debitore.

Per il condannato in stato di esecuzione, la possibilità di accedere a piani di rateazione fin dalla fase amministrativa è strumento essenziale di reinserimento sociale, evitando che il debito erariale ostacoli il ritorno alla vita libera dopo l'espiazione della pena. Le associazioni di volontariato penitenziario offrono spesso assistenza pratica per la presentazione delle istanze di sospensione o dilazione.

Casi pratici

Caso 1: Tizio condannato a tre anni

Caso 2: Caio assolto in appello

Domande frequenti

Le spese del PSP vanno restituite anche dal beneficiario non condannato?

Il beneficiario condannato deve rifondere lo Stato, salvo permanere delle condizioni di non abbienza. Se è assolto, il beneficio resta a carico dell'erario senza recupero.

Cosa rientra nelle spese di mantenimento dei detenuti?

Vitto, alloggio, vestiario e cure ordinarie erogate negli istituti penitenziari, secondo il D.M. annuale del Ministero della giustizia che fissa la misura giornaliera.

Le sanzioni amministrative del giudice penale seguono questa procedura?

Sì, quando irrogate dal giudice penale ai sensi del codice di procedura penale o di leggi speciali. Restano fuori le sanzioni amministrative civili gestite direttamente dalle autorità di settore.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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