← Torna a Codice Beni Culturali e Paesaggio (D.Lgs. 42/2004)
Ultimo aggiornamento: 23 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Disciplina l'integrazione del contenuto delle dichiarazioni di interesse paesaggistico.
  • Permette aggiornamento delle prescrizioni d'uso ai mutati assetti territoriali.
  • Strumento di manutenzione della tutela paesaggistica nel tempo.
  • Procedura semplificata rispetto alla dichiarazione originaria.
  • Garanzia di partecipazione mantenuta per i proprietari interessati.

Testo dell'articoloVigente

Art. 141-bis D.Lgs. 42/2004 — (Integrazione del contenuto delle dichiarazioni di notevole interesse pubblico)

D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 — Codice dei beni culturali e del paesaggio

((

1. Il Ministero e le regioni provvedono ad integrare le dichiarazioni di notevole interesse pubblico rispettivamente adottate con la specifica disciplina di cui all'articolo 140, comma 2.

2. Qualora le regioni non provvedano alle integrazioni di loro competenza entro il 31 dicembre 2009, il Ministero provvede in via sostitutiva. La procedura di sostituzione è avviata dalla soprintendenza ed il provvedimento finale è adottato dal Ministero, sentito il competente Comitato tecnico-scientifico.

3. I provvedimenti integrativi adottati ai sensi dei commi 1 e 2 producono gli effetti previsti dal secondo periodo del comma 2 dell'articolo 140 e sono sottoposti al regime di pubblicità stabilito dai commi 3 e 4 del medesimo articolo.

))

Commento

Esigenza dell'integrazione

L'articolo 141-bis introduce uno strumento di aggiornamento delle dichiarazioni di notevole interesse pubblico: la loro integrazione. La dichiarazione originaria, una volta adottata, può rivelarsi nel tempo insufficiente o non più adeguata: le prescrizioni d'uso possono essere obsolete, la perimetrazione imprecisa, le valutazioni superate dall'evoluzione del territorio. La rigidità del vincolo originario sarebbe controproducente. L'integrazione consente l'adattamento.

Ambito dell'integrazione

L'integrazione non è sostituzione integrale della dichiarazione: il vincolo originario resta. Si tratta di aggiungere, modificare, specificare contenuti: nuove prescrizioni d'uso, perimetrazione affinata, regole più puntuali per categorie di interventi (energie rinnovabili, infrastrutture, agricoltura). L'integrazione si distingue dalla revoca: non rimuove la tutela ma la aggiorna, mantenendo la continuità giuridica del vincolo.

Soggetti competenti

L'integrazione è di norma di competenza dello stesso organo che ha adottato la dichiarazione originaria: regione per le dichiarazioni regionali, Ministero per quelle adottate in via sostitutiva. La cooperazione resta principio guida: l'amministrazione competente deve coinvolgere la controparte istituzionale per coerenza sistemica. In alcuni casi l'integrazione può essere disposta in occasione dell'approvazione del piano paesaggistico, che recepisce ed aggiorna i vincoli puntuali.

Procedimento

Il procedimento di integrazione è semplificato rispetto alla dichiarazione originaria, ma mantiene le garanzie sostanziali. È prevista una fase di pubblicazione dell'integrazione proposta e di osservazioni dei proprietari interessati, sebbene con termini eventualmente ridotti. La motivazione deve esplicitare le ragioni dell'integrazione: cambiamenti nel contesto territoriale, sopravvenienze normative, nuovi elementi di valutazione, esigenze emerse dall'applicazione del vincolo originario.

Effetti della integrazione

Le nuove prescrizioni operano dal momento della pubblicazione dell'integrazione. Procedimenti edilizi in corso devono essere riesaminati alla luce delle norme aggiornate, salvo principio di salvaguardia dell'affidamento. Gli effetti dell'integrazione si saldano con quelli della dichiarazione originaria, formando un quadro normativo unitario applicabile al bene. Le autorizzazioni rilasciate prima dell'integrazione restano valide se non in contrasto con le nuove regole.

Rapporti con il piano paesaggistico

L'integrazione delle dichiarazioni assume rilievo particolare nei rapporti con il piano paesaggistico (articolo 143). Il piano può recepire e integrare le dichiarazioni esistenti, definendo un quadro organico per ogni ambito paesaggistico. In tal modo le dichiarazioni puntuali si inseriscono nel disegno generale del paesaggio regionale, evitando frammentarietà e incoerenze. L'articolo 141-bis costituisce quindi il ponte fra la disciplina dei singoli vincoli e quella pianificatoria di ambito, contribuendo a un sistema integrato di tutela che riflette l'impostazione concettuale dell'articolo 131 sulla nozione complessiva di paesaggio.

Casi pratici

Caso 1: Caso 1 — Aggiornamento per energie rinnovabili

Caso 2: Caso 2 — Perimetrazione affinata

Domande frequenti

Una dichiarazione di vincolo può essere aggiornata?

Sì, attraverso l'integrazione prevista dall'articolo 141-bis. L'integrazione modifica o specifica contenuti (prescrizioni, perimetrazione) senza sostituire la dichiarazione originaria, che resta in vigore.

Chi è competente per l'integrazione?

Di norma lo stesso organo che ha adottato la dichiarazione originaria: regione per dichiarazioni regionali, Ministero per quelle adottate in via sostitutiva. Si applica il principio di cooperazione fra Stato e Regione.

L'integrazione richiede una nuova fase partecipativa?

Sì, con modalità semplificate ma con le garanzie sostanziali della pubblicazione e delle osservazioni dei proprietari interessati. La motivazione del provvedimento deve esplicitare le ragioni dell'aggiornamento.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.