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Ultimo aggiornamento: 27 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Identifica le tre categorie di beni paesaggistici tutelati.
  • Beni dichiarati di notevole interesse pubblico con provvedimento (artt. 136-141).
  • Aree tutelate per legge ope legis (art. 142).
  • Aree e beni individuati dal piano paesaggistico (art. 143).
  • Tassonomia fondamentale per orientare la disciplina di tutela.

Testo dell'articoloVigente

Art. 134 D.Lgs. 42/2004 — Beni paesaggistici

D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 — Codice dei beni culturali e del paesaggio

1. 1. Sono beni paesaggistici: a) gli immobili e le aree di cui all'articolo 136, individuati ai sensi degli articoli da 138 a 141; b) le aree di cui all'articolo 142; c) gli ulteriori immobili ed aree specificamente individuati a termini dell'articolo 136 e sottoposti a tutela dai piani paesaggistici previsti dagli articoli 143 e 156.

Commento

Tre categorie di beni paesaggistici

L'articolo 134 individua le tre categorie fondamentali dei beni paesaggistici, secondo una tassonomia che orienta l'intera disciplina della Parte III. La prima è costituita dagli immobili e aree dichiarati di notevole interesse pubblico con provvedimento amministrativo (artt. 136-141): si tratta dei vincoli puntuali tradizionali. La seconda comprende le aree tutelate per legge (art. 142): tutela diretta del legislatore, ope legis. La terza si compone delle aree e beni individuati dal piano paesaggistico (art. 143).

Beni con dichiarazione di notevole interesse

La prima categoria mantiene il modello storico del vincolo paesaggistico. L'autorità amministrativa (storicamente la regione su proposta della commissione, oggi con coinvolgimento ministeriale) dichiara con provvedimento motivato l'interesse paesaggistico di un'area o di un immobile. Esempi tipici: bellezze panoramiche (Costiera amalfitana, Lago di Como), centri storici, complessi paesaggistici di valore. La procedura è disciplinata dagli articoli 138-141.

Aree tutelate per legge

La seconda categoria, di cui all'articolo 142, opera in via diretta: il legislatore individua tipologie territoriali ritenute meritevoli di tutela ex se, indipendentemente da un provvedimento amministrativo specifico. Esempi: territori costieri (300 metri dalla linea di battigia), fiumi e laghi (150 metri dalle sponde), boschi, vulcani, parchi nazionali e regionali, ghiacciai. La tutela ope legis è meccanismo conservativo di estrema importanza pratica.

Beni individuati dal piano

La terza categoria emerge dal piano paesaggistico ai sensi dell'articolo 143. Il piano può individuare ulteriori ambiti meritevoli di tutela, anche con livelli differenziati di vincolo. La logica è dinamica: il piano riconosce paesaggi non ricompresi nelle prime due categorie ma comunque significativi (paesaggi rurali storici, sistemi vitivinicoli, ambiti percettivi di rilievo). La distinzione fra prima e terza categoria sta nello strumento attivativo: provvedimento puntuale vs piano generale.

Effetti comuni e differenziati

Tutte le tre categorie producono l'effetto principale: necessità dell'autorizzazione paesaggistica per interventi che incidano sui valori tutelati (articolo 146). Differiscono per intensità della tutela, ampiezza della discrezionalità amministrativa, modalità di accertamento. La giurisprudenza tende a riconoscere maggiore rigore nei beni dichiarati con provvedimento, perché la dichiarazione individua specificamente i valori da preservare. Per le aree dell'articolo 142 la tutela è più generale.

Sovrapposizione di categorie

Spesso un medesimo territorio rientra in più categorie: un litorale può essere area tutelata ope legis (art. 142) e nel contempo oggetto di una dichiarazione specifica (art. 136), nonché individuato dal piano paesaggistico (art. 143). In tali casi le tutele si sommano e prevale, per ogni profilo, quella più restrittiva. Il professionista che opera su un'area di particolare valore deve verificare tutti i livelli di tutela applicabili: la consultazione del piano paesaggistico regionale, la richiesta alla soprintendenza, l'analisi cartografica sono passaggi tecnici imprescindibili per qualsiasi intervento sensibile.

Casi pratici

Caso 1: Caso 1 — Verifica preliminare

Caso 2: Caso 2 — Tutela ex piano

Domande frequenti

Quali sono le categorie di beni paesaggistici?

Tre: 1) immobili e aree dichiarati di notevole interesse pubblico con provvedimento (artt. 136-141); 2) aree tutelate per legge ope legis (art. 142, ad es. coste, fiumi, boschi); 3) aree individuate dal piano paesaggistico (art. 143).

Cosa cambia fra le tre categorie?

Differiscono per strumento attivativo (provvedimento amministrativo, legge, piano) e per intensità della tutela. Tutte richiedono autorizzazione paesaggistica per interventi che incidano sui valori tutelati.

Un'area può rientrare in più categorie?

Sì, frequentemente. In tal caso le tutele si sommano e per ciascun profilo prevale quella più restrittiva. Il professionista deve verificare tutti i livelli di tutela applicabili.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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