Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 173 TUEL – Articolo 173

D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 – testo aggiornato

1. I valori monetari contenuti nel bilancio pluriennale e nella relazione previsionale e programmatica sono espressi con riferimento ai periodi ai quali si riferiscono, tenendo conto del tasso di inflazione programmato.

In sintesi

  • I valori monetari del bilancio pluriennale sono espressi con riferimento ai periodi cui si riferiscono.
  • Si tiene conto del tasso di inflazione programmato.
  • La regola garantisce attendibilità delle proiezioni pluriennali.
  • Riflette il principio di veridicità della rappresentazione contabile.
  • Si raccorda con la programmazione macroeconomica nazionale.
Indice dei contenuti

L'articolo 173 disciplina un aspetto tecnico ma rilevante della programmazione finanziaria pluriennale: l'espressione dei valori monetari contenuti nel bilancio pluriennale e nella relazione previsionale e programmatica.

Il principio del riferimento al periodo

La norma stabilisce che i valori monetari sono espressi con riferimento ai periodi ai quali si riferiscono, tenendo conto del tasso di inflazione programmato. Si tratta di una regola tecnica che evita rappresentazioni distorte: in una proiezione pluriennale, esprimere tutti i valori in moneta corrente attuale produrrebbe una sottostima delle spese future, mentre tenere conto dell'inflazione consente una valutazione realistica.

Il raccordo con la programmazione macroeconomica

Il riferimento al tasso di inflazione programmato implica un raccordo con la programmazione macroeconomica nazionale, in particolare con il DEF (Documento di Economia e Finanza) e con la NADEF. Le previsioni inflazionistiche utilizzate dal Governo per la programmazione di finanza pubblica costituiscono parametro di riferimento anche per gli enti locali, garantendo coerenza tra i diversi livelli di programmazione, in piena sinergia con i principi di coordinamento di cui all'articolo 117 della Costituzione.

L'attendibilità delle proiezioni pluriennali

La regola serve l'attendibilità delle proiezioni pluriennali. Un bilancio triennale credibile è quello che riflette realisticamente l'andamento atteso di costi e ricavi: ignorare l'inflazione produrrebbe previsioni di spesa progressivamente irrealistiche e potrebbe portare a sottostimare significativamente i fabbisogni futuri. La sinergia con i principi di veridicità e attendibilità di cui all'articolo 162 è evidente.

Le difficoltà applicative

In linea generale, l'applicazione della regola non è meccanica: alcuni costi sono più sensibili all'inflazione di altri (utenze, manutenzioni), mentre altri (mutui a tasso fisso, contratti pluriennali) sono insensibili. Una corretta programmazione richiede di applicare il tasso di inflazione in modo selettivo, distinguendo le voci di spesa per sensibilità inflazionistica. Le linee guida tecniche, in linea generale, offrono indicazioni metodologiche.

Il valore per la decisione politica

Disporre di proiezioni attendibili è essenziale per la decisione politica: l'organo consiliare può valutare realisticamente la sostenibilità di scelte allocative pluriennali, l'organo esecutivo può programmare interventi di durata pluriennale con consapevolezza del loro reale costo nel tempo. Le pronunce della Corte dei conti e le elaborazioni dell'Osservatorio sulla finanza locale e di ANCI, in linea generale, evidenziano l'importanza della corretta applicazione della regola, in piena sinergia con il buon andamento di cui all'articolo 97 della Costituzione.

Casi pratici

Caso 1: applicazione dell'indicizzazione

Tizio, responsabile finanziario del Comune Lambda-tre, applica il tasso di inflazione programmato alle voci di spesa sensibili (utenze, manutenzioni) nelle proiezioni del bilancio triennale, evitando di sottostimare i costi futuri. La sinergia con la programmazione macroeconomica, in linea generale, è puntuale.

Caso 2: distinzione tra spese sensibili e insensibili

Caia, dirigente finanziaria del Comune Mu-tre, distingue tra spese sensibili all'inflazione e spese contrattualmente predeterminate (mutui a tasso fisso, contratti pluriennali). L'applicazione selettiva del tasso programmato consente una rappresentazione realistica della spesa pluriennale.

Domande frequenti

Come sono espressi i valori monetari del bilancio pluriennale?

I valori monetari sono espressi con riferimento ai periodi ai quali si riferiscono, tenendo conto del tasso di inflazione programmato, evitando rappresentazioni distorte delle proiezioni di spesa pluriennali.

Qual è il riferimento per il tasso di inflazione?

Il riferimento è il tasso di inflazione programmato dalla programmazione macroeconomica nazionale, in particolare DEF e NADEF, garantendo coerenza tra i diversi livelli di programmazione finanziaria.

Perché è importante questa regola?

La regola serve l'attendibilità delle proiezioni pluriennali, essenziale per la decisione politica sulla sostenibilità delle scelte allocative e per la corretta programmazione di interventi di durata pluriennale.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-21
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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