Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 79 TUEL – Articolo 79

D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 – testo aggiornato

1. I lavoratori dipendenti, pubblici e privati, componenti dei consigli comunali, provinciali, metropolitani, delle comunità montane e delle unioni di comuni, nonché dei consigli circoscrizionali dei comuni con popolazione superiore a 500.000 abitanti, hanno diritto di assentarsi dal servizio per il tempo strettamente necessario per la partecipazione a ciascuna seduta dei rispettivi consigli e per il raggiungimento del luogo di suo svolgimento. Nel caso in cui i consigli si svolgano in orario serale, i predetti lavoratori hanno diritto di non riprendere il lavoro prima delle ore 8 del giorno successivo; nel caso in cui i lavori dei consigli si protraggano oltre la mezzanotte, hanno diritto di assentarsi dal servizio per l’intera giornata successiva.

2. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66 .

3. I lavoratori dipendenti facenti parte delle giunte comunali, provinciali, metropolitane, delle comunità montane, nonché degli organi esecutivi dei consigli circoscrizionali, dei municipi, delle unioni di comuni e dei consorzi fra enti locali, ovvero facenti parte delle commissioni consiliari o circoscrizionali formalmente istituite nonché delle commissioni comunali previste per legge, ovvero membri delle conferenze del capogruppo e degli organismi di pari opportunità, previsti dagli statuti e dai regolamenti consiliari, hanno diritto di assentarsi dal servizio per partecipare alle riunioni degli organi di cui fanno parte per la loro effettiva durata. Il diritto di assentarsi di cui al presente comma comprende il tempo per raggiungere il luogo della riunione e rientrare al posto di lavoro. PERIODO ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66 .

4. I componenti degli organi esecutivi dei comuni, delle province, delle città metropolitane, delle unioni di comuni, delle comunità montane e dei consorzi fra enti locali, e i presidenti dei consigli comunali, provinciali e circoscrizionali, nonché i presidenti dei gruppi consiliari delle province e dei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti, hanno diritto, oltre ai permessi di cui ai precedenti commi, di assentarsi dai rispettivi posti di lavoro per un massimo di 24 ore lavorative al mese, elevate a 48 ore per i sindaci, presidenti delle province, sindaci metropolitani, presidenti delle comunità montane, presidenti dei consigli provinciali e dei comuni con popolazione superiore a 30.000 abitanti. 96

5. I lavoratori dipendenti di cui al presente articolo hanno diritto ad ulteriori permessi non retribuiti sino ad un massimo di 24 ore lavorative mensili qualora risultino necessari per l’espletamento del mandato.

6. L’attività ed i tempi di espletamento del mandato per i quali i lavoratori chiedono ed ottengono permessi, retribuiti e non retribuiti, devono essere prontamente e puntualmente documentati mediante attestazione dell’ente.

In sintesi

  • I lavoratori chiamati a funzioni elettive locali hanno diritto a permessi retribuiti per le sedute degli organi.
  • Il diritto si estende a commissioni e organismi previsti da legge o statuto.
  • Spettano permessi giornalieri per l'esercizio del mandato.
  • Il datore di lavoro non può negare il permesso senza giustificato motivo.
  • L'ente locale rimborsa al datore di lavoro le somme corrispondenti.
Indice dei contenuti

L'articolo 79 disciplina il diritto degli amministratori locali lavoratori dipendenti a permessi retribuiti per l'esercizio del mandato. La norma è un presidio essenziale dell'effettività della rappresentanza politica nelle realtà locali, evitando che il timore di perdere il lavoro o il reddito scoraggi la partecipazione politica.

Permessi per le sedute

Il lavoratore amministratore ha diritto ad assentarsi dal lavoro per l'intera giornata in cui è convocata una seduta del consiglio, della giunta o di una commissione di cui sia componente. Il diritto comprende il tempo necessario per il viaggio e la preparazione della seduta.

Permessi giornalieri

Oltre ai permessi per le sedute, sono previsti permessi giornalieri parametrati alla dimensione dell'ente e al ruolo dell'amministratore. I sindaci e gli assessori hanno generalmente diritto a un numero maggiore di permessi rispetto ai consiglieri.

Permessi non retribuiti

Oltre ai permessi retribuiti, l'amministratore ha diritto a ulteriori permessi non retribuiti per partecipare a attività connesse al mandato. La normativa specifica le tipologie e i limiti, garantendo flessibilità nell'esercizio della funzione politica.

Obblighi del datore di lavoro

Il datore di lavoro non può negare il permesso, salvo eccezionali esigenze organizzative documentate. La negazione ingiustificata può essere oggetto di tutela in sede giurisdizionale. L'amministratore deve comunicare in anticipo il proprio impegno, salvo casi di urgenza.

Rimborso al datore di lavoro

L'ente locale rimborsa al datore di lavoro le somme corrispondenti alla retribuzione del dipendente per i permessi fruiti. Il rimborso copre retribuzione, oneri previdenziali, contributi accessori. La procedura è disciplinata da specifiche disposizioni attuative.

Estensione ad altre categorie

La disciplina dei permessi è stata progressivamente estesa anche a lavoratori autonomi, professionisti e categorie particolari, con specifici adattamenti. La ratio è assicurare parità di accesso alle cariche elettive a prescindere dalla condizione lavorativa.

Casi pratici

Caso 1: permesso per consiglio comunale

Tizio, consigliere comunale e lavoratore dipendente, comunica al datore di lavoro la convocazione del consiglio. Si assenta per l'intera giornata, mantenendo retribuzione integrale. L'ente comunale rimborsa successivamente al datore di lavoro le somme corrispondenti.

Caso 2: rifiuto del permesso

Caia, assessore, riceve un rifiuto al permesso per asserite ragioni organizzative. Valuta la possibilità di impugnare il rifiuto davanti al giudice del lavoro, documentando l'inconsistenza delle ragioni addotte dal datore.

Domande frequenti

Quanti permessi giornalieri spettano a un consigliere?

Il numero varia in base alla popolazione del comune e al ruolo. Tipicamente i consiglieri hanno diritto a 24 ore mensili di permessi retribuiti, integrabili con permessi non retribuiti.

Il datore di lavoro può rifiutare il permesso?

Solo per gravi e documentate esigenze organizzative. Il rifiuto ingiustificato è impugnabile davanti al giudice del lavoro e può comportare risarcimento del danno.

Come si attiva il rimborso all'azienda?

L'ente locale rimborsa direttamente al datore di lavoro le somme erogate al dipendente per i permessi. La procedura è gestita dagli uffici amministrativi dell'ente, su richiesta documentata del datore.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-21
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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