In sintesi
L'articolo 75 del D.Lgs. 231/2001 è stato abrogato dal D.P.R. 30 maggio 2002, n. 155. La disposizione originaria riguardava profili di coordinamento procedurale nell'esecuzione delle sanzioni amministrative dipendenti da reato. L'abrogazione è intervenuta nel quadro di una revisione normativa che ha razionalizzato alcune disposizioni processuali del decreto, concentrando la disciplina dell'esecuzione negli articoli contigui, in particolare nell'art. 74 che regola la competenza del giudice dell'esecuzione. Nonostante l'articolo sia privo di contenuto normativo vigente, la sua collocazione sistematica nel Capo IV della Sezione III (Esecuzione) segnala l'originaria volontà del legislatore di disciplinare in modo organico la fase successiva al passaggio in giudicato della sentenza di condanna dell'ente. Il D.Lgs. 231/2001, diversamente dal D.Lgs. 231/2007 in materia di antiriciclaggio, regola la responsabilità amministrativa degli enti derivante dalla commissione di specifici reati presupposto da parte di persone fisiche inserite nell'organizzazione aziendale.
Testo dell'articoloVigente
Art. 75 D.Lgs. 231/2001 Responsabilita Enti — Articolo abrogato
In vigore dal 04/07/2001
ARTICOLO ABROGATO DAL D.P.R. 30 MAGGIO 2002, N. 155
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Commento
L'articolo 75 del D.Lgs. 231/2001 risulta abrogato dal D.P.R. 30 maggio 2002, n. 155, intervenuto a pochi mesi dall'entrata in vigore del decreto originario. L'abrogazione ha riguardato disposizioni processuali ritenute ridondanti o incompatibili con il quadro normativo che si andava consolidando nella fase iniziale di applicazione del D.Lgs. 231/2001.
La circostanza che l'articolo sia stato abrogato in una fase così precoce testimonia la complessità tecnica del lavoro di coordinamento tra la nuova disciplina della responsabilità degli enti e il codice di procedura penale. Il legislatore delegato aveva costruito un sistema processuale in larga parte dipendente dal rinvio alle norme del codice di rito, e alcune disposizioni si sono rivelate superflue o in contrasto con la disciplina generale già applicabile per via del rinvio generale operato dall'art. 34 del decreto.
Va ricordata la distinzione fondamentale tra D.Lgs. 231/2001, che disciplina la responsabilità amministrativa da reato degli enti, e D.Lgs. 231/2007, che ha attuato la direttiva antiriciclaggio: si tratta di due testi normativi distinti che condividono solo la numerazione ma hanno oggetto, ambito applicativo e apparato sanzionatorio del tutto diversi. La confusione tra i due decreti è frequente nella pratica ma può generare errori interpretativi significativi.
Casi pratici
Caso 1: Verifica della normativa applicabile all'ente
Caso 2: Distinzione tra D.Lgs. 231/2001 e D.Lgs. 231/2007 in un audit di compliance
Domande frequenti
Perché l'articolo 75 del D.Lgs. 231/2001 è stato abrogato?
L'art. 75 è stato abrogato dal D.P.R. 30 maggio 2002, n. 155, a pochi mesi dall'entrata in vigore del D.Lgs. 231/2001. L'abrogazione ha riguardato disposizioni processuali risultate ridondanti rispetto al sistema di rinvii al codice di procedura penale già operante attraverso l'art. 34 del decreto, che richiama in via generale le norme del codice di rito in quanto compatibili con la natura del procedimento a carico degli enti.
Il D.Lgs. 231/2001 e il D.Lgs. 231/2007 sono la stessa normativa?
No, sono due testi normativi completamente diversi che condividono soltanto la numerazione. Il D.Lgs. 231/2001 disciplina la responsabilità amministrativa degli enti derivante da reati commessi nel loro interesse o vantaggio. Il D.Lgs. 231/2007 ha attuato la direttiva europea antiriciclaggio e disciplina gli obblighi di adeguata verifica, segnalazione di operazioni sospette e organizzazione interna degli intermediari finanziari e di altre categorie di soggetti obbligati.
La presenza di articoli abrogati nel D.Lgs. 231/2001 incide sull'applicazione del decreto?
No. L'abrogazione di singole disposizioni non compromette la coerenza del sistema 231, che rimane organico e sistematicamente completo grazie al meccanismo di rinvio generale al codice di procedura penale previsto dall'art. 34. Gli articoli abrogati indicano semplicemente che quelle disposizioni erano state considerate superflue o incompatibili e sono state eliminate in fase di prima attuazione del decreto.
Vedi anche