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Ultimo aggiornamento: 27 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
L’art. 62 del D.Lgs. 231/2001 disciplina il giudizio abbreviato per gli enti, rito alternativo che consente una definizione accelerata del procedimento in cambio di una riduzione della sanzione. Il comma 1 rinvia alle norme del titolo I del libro sesto c.p.p. in quanto applicabili. Il comma 2 integra la disciplina per i casi in cui manchi l’udienza preliminare (procedimenti a citazione diretta). Il comma 3 è la disposizione centrale: la riduzione prevista dall’art. 442 comma 2 c.p.p. si applica sia sulla durata della sanzione interdittiva sia sull’ammontare della sanzione pecuniaria. Questo adattamento è necessario perché le sanzioni 231 non sono pene detentive ma misure di carattere pecuniario e interdittivo. Il comma 4 introduce un limite invalicabile: il giudizio abbreviato non è ammesso quando per l’illecito è prevista la sanzione interdittiva in via definitiva. Questa preclusione tutela l’interesse pubblico: reati particolarmente gravi, per cui è prevista l’interdizione definitiva dall’attività, non possono essere definiti con un rito che riduca automaticamente la sanzione. Le linee guida Confindustria raccomandano di valutare il ricorso al giudizio abbreviato con attenzione, tenendo conto del tipo di sanzione prevista.

Testo dell'articoloVigente

Art. 62 D.Lgs. 231/2001 Responsabilita Enti — Giudizio abbreviato

In vigore dal 04/07/2001

1. Per il giudizio abbreviato si osservano le disposizioni del titolo I del libro sesto del codice di procedura penale , in quanto applicabili.

2. Se manca l'udienza preliminare, si applicano, secondo i casi, le disposizioni degli articoli 555, comma 2, 557 e 558, comma

8. 3. La riduzione di cui all' articolo 442, comma 2, del codice di procedura penale è operata sulla durata della sanzione interdittiva e sull'ammontare della sanzione pecuniaria.

4. In ogni caso, il giudizio abbreviato non è ammesso quando per l'illecito amministrativo è prevista l'applicazione di una sanzione interdittiva in via definitiva. Note all'art. 62: – Il titolo I del libro sesto del codice di procedura penale , reca: "Giudizio Abbreviato". – Si riporta il testo degli articoli 555 , 557 , 558 e 442 del codice di procedura penale : "Art. 555 (Udienza di comparizione a seguito della citazione diretta). –

1. Almeno sette giorni prima della data fissata per l'udienza di comparizione, le parti devono, a pena di inammissibilità, depositare in cancelleria le liste dei testimoni, periti o consulenti tecnici nonché delle persone indicate nell'art. 210 di cui intendono chiedere l'esame.

2. Prima della dichiarazione di apertura del dibattimento, l'imputato o il pubblico ministero può presentare la richiesta prevista dall'art. 444, comma 1; l'imputato, inoltre, può richiedere il giudizio abbreviato o presentare domande di oblazione.

3. Il giudice, quando il reato è perseguibile a querela, verifica se il querelante è disposto a rimettere la querela e il querelato ad accettare la remissione.

4. Se deve procedersi al giudizio, le parti, dopo la dichiarazione di apertura del dibattimento indicano i fatti che intendono provare e chiedono l'ammissione delle prove; inoltre, le parti possono concordare l'acquisizione al fascicolo per il dibattimento di atti contenuti nel fascicolo del pubblico ministero, nonché della documentazione relativa all'attività di investigazione difensiva.

5. Per tutto ciò che non è espressamente previsto si osservano le disposizioni contenute nel libro settimo, in quanto compatibili.". "Art. 557 (Procedimento per decreto). –

1. Con l'atto di opposizione l'imputato chiede al giudice di emettere il decreto di citazione a giudizio ovvero chiede il giudizio abbreviato o l'applicazione della pena a norma dell'art. 444 o presenta domanda di oblazione.

2. Nel giudizio conseguente all'opposizione, l'imputato non può chiedere il giudizio abbreviato o l'applicazione della pena su richiesta, né presentare domanda di oblazione. In ogni caso, il giudice revoca il decreto penale di condanna.

3. Si osservano le disposizioni del titolo V del libro sesto, in quanto applicabili.". "Art. 558 (Convalida dell'arresto e giudizio direttissimo).

1. Gli ufficiali o gli agenti di polizia giudiziaria che hanno eseguito l'arresto in flagranza o che hanno avuto in consegna l'arrestato lo conducono direttamente davanti al giudice del dibattimento per la convalida dell'arresto e il contestuale giudizio, sulla base della imputazione formulata dal pubblico ministero. In tal caso citano anche oralmente la persona offesa e i testimoni e avvisano il difensore di fiducia o, in mancanza quello designato di ufficio a norma dell'art. 97, comma

3. 2. Quando il giudice non tiene udienza, gli ufficiali o gli agenti di polizia giudiziaria che hanno eseguito l'arresto o che hanno avuto in consegna l'arrestato gliene danno immediata notizia e presentano l'arresto all'udienza che il giudice fissa entro quarantotto ore dall'arresto. Non si applica la disposizione prevista dall'art. 386, comma

4. 3. Il giudice al quale viene presentato l'arrestato autorizza l'ufficiale o l'agente di polizia giudiziaria a una relazione orale e quindi sente l'arrestato per la convalida dell'arresto.

4. Se il pubblico ministero ordina che l'arrestato in flagranza sia posto a sua disposizione a norma dell'art. 386, lo può presentare direttamente all'udienza, in stato di arresto, per la convalida e il contestuale giudizio, entro quarantotto ore dall'arresto. Se il giudice non tiene udienza, la fissa a richiesta del pubblico ministero, al più presto e comunque entro le successive quarantotto ore. Si applicano al giudizio di convalida le disposizioni dell'art. 391, in quanto compatibili.

5. Se l'arresto non è convalidato, il giudice restituisce gli atti al pubblico ministero. Il giudice procede tuttavia a giudizio direttissimo quando l'imputato e il pubblico ministero vi consentono.

6. Se l'arresto è convalidato a norma dei commi precedenti, si procede immediatamente al giudizio.

7. L'imputato ha facoltà di chiedere un termine per preparare la difesa non superiore a cinque giorni. Quando l'imputato si avvale di tale facoltà, il dibattimento è sospeso fino all'udienza immediatamente successiva alla scadenza del termine.

8. Subito dopo l'udienza di convalida, l'imputato può formulare richiesta di giudizio abbreviato ovvero di applicazione della pena su richiesta. In tal caso il giudizio si svolge davanti allo stesso giudice del dibattimento. Si applicano le disposizioni dell'art. 452, comma

2. 9. Il pubblico ministero può, altresì, procedere al giudizio direttissimo nei casi previsti dall'art. 449, commi 4 e 5.". "Art. 442 (Decisione). –

1. Terminata la discussione il giudice provvede a norma degli articoli 529 e seguenti:

1-bis. Ai fini della deliberazione il giudice utilizza gli atti contenuti nel fascicolo di cui all'art. 416, comma 2, la documentazione di cui all'art. 419, comma 3, e le prove assunte nell'udienza.

2. In caso di condanna, la pena che il giudice determina tenendo conto di tutte le circostanze è diminuita di un terzo. Alla pena dell'ergastolo è sostituita quella della reclusione di anni trenta. Alla pena dell'ergastolo con isolamento diurno, nei casi di concorso di reati e di reato continuato, è sostituita quella dell'ergastolo.

3. La sentenza è notificata all'imputato che non sia comparso.

4. Si applica la disposizione dell'art. 426, comma 2.

Commento

L’art. 62 adatta al sistema 231 l’istituto del giudizio abbreviato, uno dei riti alternativi più utilizzati nel processo penale italiano. La scelta del rito abbreviato è strategicamente complessa per l’ente: se da un lato garantisce una riduzione della sanzione pecuniaria e abbrevia la durata delle eventuali sanzioni interdittive, dall’altro implica la rinuncia al dibattimento completo, dove l’ente potrebbe dimostrare l’efficacia del MOG con prove testimoniali e documentali più articolate.

Il comma 3 precisa come si calcola la riduzione: opera sia sulla sanzione pecuniaria (riduzione di un terzo, come per le persone fisiche) sia sulla durata delle sanzioni interdittive temporanee. Questa doppia riduzione rende il giudizio abbreviato particolarmente attraente quando la sanzione interdittiva temporanea ha un impatto operativo grave sull’ente: una riduzione della durata di un terzo può fare la differenza tra la sopravvivenza o meno dell’azienda.

La preclusione del comma 4 per i casi di interdizione definitiva segnala la gravità di quelle ipotesi: i reati presupposto che consentono l’interdizione definitiva non possono essere definiti in abbreviato. L’OdV, in presenza di segnali di condotte sistematiche illecite, deve segnalare tempestivamente per interrompere la catena causale che potrebbe portare alla contestazione più grave.

Domande frequenti

Come si calcola la riduzione della sanzione nel giudizio abbreviato ex art. 62 D.Lgs. 231/2001?

La riduzione ex art. 442 comma 2 c.p.p. opera su entrambe le tipologie di sanzione previste dal D.Lgs. 231/2001: l’ammontare della sanzione pecuniaria viene ridotto di un terzo, e la durata delle sanzioni interdittive temporanee viene anch’essa ridotta di un terzo. La riduzione non opera invece quando per l’illecito è prevista la sanzione interdittiva in via definitiva, nel qual caso il giudizio abbreviato non è ammissibile.

Il giudizio abbreviato è sempre disponibile per gli enti nel procedimento 231?

No: l’art. 62 comma 4 prevede una preclusione assoluta quando per l’illecito amministrativo è prevista l’applicazione di una sanzione interdittiva in via definitiva. In questi casi, il rito alternativo non è ammesso e l’ente deve necessariamente affrontare il giudizio ordinario. La verifica preliminare della tipologia di sanzione prevista è il primo passo nella scelta del rito da parte del difensore.

Perché il giudizio abbreviato può essere vantaggioso per un ente indagato ex D.Lgs. 231/2001?

Il giudizio abbreviato è vantaggioso principalmente per due ragioni: riduce la sanzione pecuniaria di un terzo; riduce la durata delle sanzioni interdittive temporanee, limitando l’impatto operativo sull’attività aziendale. Tuttavia, implica la rinuncia al dibattimento completo, dove potrebbe essere più agevole dimostrare l’efficacia del MOG. La scelta richiede una valutazione strategica complessiva da parte del difensore.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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