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Ultimo aggiornamento: 27 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
L'articolo 18 del D.Lgs. 231/2001 disciplina la pubblicazione della sentenza di condanna come sanzione accessoria applicabile agli enti collettivi nell'ambito della responsabilità amministrativa da reato. La misura può essere disposta dal giudice esclusivamente quando venga irrogata almeno una sanzione interdittiva: non è quindi automatica, ma consegue a una valutazione di opportunità legata alla gravità e alla risonanza dell'illecito. Le modalità di pubblicazione seguono il regime dell'articolo 36 del codice penale — estratto in uno o più giornali indicati dal giudice — e prevedono l'affissione nel comune in cui l'ente ha la sede principale. Le spese sono a carico dell'ente condannato e l'esecuzione materiale compete alla cancelleria del giudice che ha pronunciato la sentenza. La norma persegue una funzione essenzialmente general-preventiva e reputazionale: rendere pubblica la condanna di una persona giuridica espone l'organizzazione a conseguenze reputazionali che possono risultare più gravose della stessa sanzione pecuniaria, incentivando così l'adozione preventiva di Modelli Organizzativi e di Gestione (MOG) adeguati. La pubblicazione non costituisce sanzione principale autonoma e non può essere disposta in assenza di una misura interdittiva, a differenza di quanto accade per le persone fisiche nel codice penale. Va ricordato che il D.Lgs. 231/2001 è distinto dal D.Lgs. 231/2007 in materia di antiriciclaggio, con cui non condivide né i presupposti né le sanzioni.

Testo dell'articoloVigente

Art. 18 D.Lgs. 231/2001 Responsabilita Enti — Pubblicazione della sentenza di condanna

In vigore dal 04/07/2001

1. La pubblicazione della sentenza di condanna può essere disposta quando nei confronti dell'ente viene applicata una sanzione interdittiva. ((2. La pubblicazione della sentenza avviene ai sensi dell' articolo 36 del codice penale nonché mediante affissione nel comune ove l'ente ha la sede principale))

3. La pubblicazione della sentenza è eseguita, a cura della cancelleria del giudice, a spese dell'ente.

Commento

L'articolo 18 del D.Lgs. 231/2001 introduce la pubblicazione della sentenza di condanna come sanzione accessoria di natura reputazionale, applicabile agli enti quando il giudice irroga una sanzione interdittiva. La norma si inserisce in un sistema sanzionatorio composito — sanzioni pecuniarie, interdittive, confisca e pubblicazione — che il legislatore ha costruito per rendere effettiva la responsabilità degli enti collettivi senza ricorrere agli strumenti penali propri delle persone fisiche.

Sul piano applicativo, la pubblicazione avviene secondo le forme dell'articolo 36 c.p., ossia mediante inserzione in uno o più giornali indicati nella sentenza, e con l'affissione nel comune della sede principale dell'ente. La scelta di affiancare la pubblicazione cartacea o digitale all'affissione fisica riflette l'esigenza di raggiungere sia i mercati di riferimento dell'ente (dove opera la stampa economica) sia la comunità locale (dove risiede la sede). Le spese gravano interamente sull'ente condannato, con esecuzione affidata alla cancelleria: ciò esclude qualsiasi discrezionalità operativa dell'ente sulla forma o sul contenuto della pubblicazione. In relazione al ruolo del Modello Organizzativo e di Gestione (MOG) previsto dagli articoli 6 e 7 del decreto, un ente che abbia adottato e attuato efficacemente il modello prima della commissione del reato può ottenere l'esclusione della responsabilità; di conseguenza, anche la pubblicazione della sentenza, quale conseguenza della condanna, risulta scongiurata. La funzione general-preventiva della misura è perciò inscindibile dall'incentivo a dotarsi di presidi organizzativi robusti, tra cui un efficace sistema di segnalazione interna (whistleblowing) regolato dal D.Lgs. 24/2023, che impone alle organizzazioni con più di cinquanta dipendenti canali riservati per le segnalazioni di illeciti: la tempestiva emersione interna di condotte illecite può interrompere l'iter criminoso prima che si perfezioni il reato presupposto, impedendo così l'apertura di un procedimento a carico dell'ente. Va infine precisato che il D.Lgs. 231/2001 non va confuso con il D.Lgs. 231/2007 in materia antiriciclaggio: i due testi condividono solo il numero di riferimento ma hanno ambiti applicativi, presupposti e sanzioni del tutto distinti.

Per valutare l'impatto concreto di una sentenza di pubblicazione sul piano reputazionale e commerciale dell'ente, è opportuno rivolgersi a un professionista legale qualificato.

Casi pratici

Caso 1: Ente condannato per corruzione con misura interdittiva

Una società di costruzioni viene condannata per corruzione di un pubblico ufficiale (art. 25 D.Lgs. 231/2001) e il giudice dispone il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione. Insieme alla misura interdittiva, il tribunale ordina la pubblicazione della sentenza su due quotidiani a diffusione nazionale e l'affissione nel comune della sede. La società subisce un grave danno reputazionale che compromette nuove gare d'appalto, anche in assenza di ulteriori sanzioni interdittive.

Caso 2: Assenza di MOG e conseguente applicazione della pubblicazione

Una società operante nel settore finanziario non ha adottato alcun modello organizzativo 231. Un dirigente commette un reato di market abuse nell'interesse dell'ente. Il giudice dispone sanzione interdittiva e pubblicazione della sentenza. L'ente, avendo trascurato la compliance 231 e i canali di whistleblowing richiesti dal D.Lgs. 24/2023, non può opporre alcuna causa esimente e subisce entrambe le sanzioni accessorie.

Domande frequenti

Quando può essere disposta la pubblicazione della sentenza di condanna ai sensi dell'art. 18 D.Lgs. 231/2001?

Solo quando il giudice applica all'ente almeno una sanzione interdittiva. Non è una sanzione automatica né può essere disposta in via autonoma: è sempre subordinata all'irrogazione di una misura interdittiva.

Chi sostiene le spese di pubblicazione e chi la esegue materialmente?

Le spese sono a carico dell'ente condannato. L'esecuzione materiale compete alla cancelleria del giudice che ha pronunciato la sentenza, senza margini di scelta per l'ente sulle modalità.

Adottare un MOG efficace protegge l'ente anche dalla pubblicazione della sentenza?

Sì, indirettamente. Il MOG adottato ed efficacemente attuato ai sensi degli artt. 6 e 7 può escludere la responsabilità dell'ente e quindi la condanna stessa, impedendo che si giunga all'applicazione di qualsiasi sanzione, compresa la pubblicazione.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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