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Ultimo aggiornamento: 20 Aprile 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
L'art. 7-ter della L. 212/2000, introdotto dal D.Lgs. 219/2023, definisce in modo tassativo le ipotesi di nullità degli atti dell'amministrazione finanziaria. Il comma 1 limita la nullità a tre situazioni: a) difetto assoluto di attribuzione, quando l'atto è emanato da un soggetto privo radicalmente di potere; b) violazione o elusione del giudicato, quando l'amministrazione pretende contraddire una decisione divenuta definitiva; c) altri vizi di nullità qualificati espressamente come tali da disposizioni entrate in vigore dopo il D.Lgs. 219/2023. Il comma 2 individua il regime processuale del vizio: i casi di nullità possono essere eccepiti in sede amministrativa o giudiziaria, sono rilevabili d'ufficio in ogni stato e grado del giudizio e danno diritto alla ripetizione di quanto versato, fatta salva la prescrizione del credito. La norma traccia un confine netto rispetto all'art. 7-bis: la nullità è eccezione tassativa, l'annullabilità è regola; la nullità sopravvive ai termini decadenziali del ricorso, l'annullabilità no.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 7 ter L. 212/2000 (Statuto del Contribuente) — (Nullità degli atti dell’amministrazione finanziaria)

In vigore dal 01/08/2000

((

1. Gli atti dell'amministrazione finanziaria sono nulli se viziati per difetto assoluto di attribuzione, adottati in violazione o elusione di giudicato, ovvero se affetti da altri vizi di nullità qualificati espressamente come tali da disposizioni entrate in vigore successivamente al presente decreto.

2. I vizi di nullità di cui al presente articolo possono essere eccepiti in sede amministrativa o giudiziaria, sono rilevabili d'ufficio in ogni stato e grado del giudizio e danno diritto alla ripetizione di quanto versato, fatta salva la prescrizione del credito. ))

In sintesi

L'art. 7-ter della L. 212/2000, introdotto dal D.Lgs. 219/2023, definisce in modo tassativo le ipotesi di nullità degli atti dell'amministrazione finanziaria. Il comma 1 limita la nullità a tre situazioni: a) difetto assoluto di attribuzione, quando l'atto è emanato da un soggetto privo radicalmente di potere; b) violazione o elusione del giudicato, quando l'amministrazione pretende contraddire una decisione divenuta definitiva; c) altri vizi di nullità qualificati espressamente come tali da disposizioni entrate in vigore dopo il D.Lgs. 219/2023. Il comma 2 individua il regime processuale del vizio: i casi di nullità possono essere eccepiti in sede amministrativa o giudiziaria, sono rilevabili d'ufficio in ogni stato e grado del giudizio e danno diritto alla ripetizione di quanto versato, fatta salva la prescrizione del credito. La norma traccia un confine netto rispetto all'art. 7-bis: la nullità è eccezione tassativa, l'annullabilità è regola; la nullità sopravvive ai termini decadenziali del ricorso, l'annullabilità no.

L'art. 7-ter codifica una categoria di invalidità più grave e residuale, parallela alla nullità amministrativa dell'art. 21-septies della L. 241/1990. La tipizzazione delle ipotesi (difetto assoluto di attribuzione, violazione di giudicato, nullità testuali successive) ha lo scopo di evitare un uso espansivo della categoria, che renderebbe instabile il sistema tributario. Il difetto assoluto di attribuzione, in particolare, non coincide con l'incompetenza relativa: si tratta dei casi in cui l'amministrazione agisce in radicale carenza di potere, ad esempio emettendo atti su tributi cui non è preposta, oppure usurpando funzioni di un'altra autorità. L'incompetenza interna o territoriale resta invece nel perimetro dell'annullabilità ex art. 7-bis.

La violazione o elusione del giudicato (lett. b) protegge l'effetto vincolante della decisione tributaria definitiva: l'Agenzia non può rinnovare la pretesa sui medesimi fatti già giudicati, né aggirare il giudicato con atti formalmente diversi ma sostanzialmente coincidenti. La giurisprudenza valorizza la coincidenza dei rapporti e dei fatti generatori dell'imposta, in linea con l'art. 2909 c.c. La lett. c) consente al legislatore di introdurre, per il futuro, nuove ipotesi di nullità: si tratta tuttavia di nullità testuali, espressamente qualificate, non di interpretazioni estensive. La norma chiude così la strada all'erosione delle garanzie attraverso letture creative della giurisprudenza o circolari.

Sul piano processuale, il regime è marcatamente diverso da quello dell'annullabilità: la nullità è rilevabile d'ufficio in ogni stato e grado del giudizio, può essere eccepita anche oltre il ricorso introduttivo e produce il diritto alla ripetizione di quanto versato, salvo prescrizione decennale ex art. 2946 c.c. Questo regime tutela situazioni di particolare gravità, ma richiede al contribuente attenzione: l'atto nullo può essere comunque eseguito dall'Agenzia delle Entrate-Riscossione, sicché conviene attivarsi tempestivamente in autotutela (art. 10-quater) o in sede giudiziale per neutralizzarne gli effetti, in coordinamento con il D.Lgs. 546/1992 sul contenzioso tributario. L'eventuale azione di ripetizione delle somme versate andrà coordinata con i termini ordinari di prescrizione e con eventuali compensazioni interne previste dalla disciplina della riscossione coattiva. La centralità del rimedio richiede, in pratica, una valutazione strategica tra azione amministrativa e contenzioso giurisdizionale tributario, ai sensi del D.Lgs. 546/1992.

Domande frequenti

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 100 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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