Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Massime giurisprudenziali
  4. Pronunce Corte Costituzionale
  5. Prassi e linee guida
  6. Casi pratici
  7. Domande frequenti
  8. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 147 quinquies D.Lgs. 58/1998 (TUF) – Requisiti dei soggetti che svolgono funzioni di amministrazione e direzione

In vigore dal 01/07/1998

((133))

1. I soggetti che svolgono funzioni di amministrazione e direzione devono possedere i requisiti di onorabilità stabiliti per i ((componenti)) degli organi di controllo con il regolamento emanato dal Ministro della giustizia ((ai sensi dell’articolo 148, comma

3. Se dopo la nomina i soggetti di cui al primo periodo perdono i requisiti di onorabilità, sono dichiarati decaduti dalla carica.)) . ((133))

2. ((La Consob stabilisce con regolamento le modalità di applicazione dei requisiti di onorabilità, professionalità e indipendenza nonché delle quote di genere di cui all’articolo 147-ter, comma 1-ter, nel caso di amministratore diverso dalla persona fisica.)) ((133))

In sintesi

  • L'art. 147-quinquies TUF richiede ai soggetti con funzioni di amministrazione e direzione i requisiti di onorabilità.
  • I requisiti sono quelli stabiliti per i componenti degli organi di controllo, definiti con regolamento ministeriale.
  • La perdita sopravvenuta dei requisiti di onorabilità comporta la decadenza dalla carica.
  • La Consob disciplina con regolamento le modalità di applicazione dei requisiti, anche in tema di indipendenza e quote di genere.
  • La norma presidia l'affidabilità degli esponenti aziendali delle società quotate.
Indice dei contenuti

L'articolo 147-quinquies del Testo unico della finanza disciplina i requisiti soggettivi di chi svolge funzioni di amministrazione e direzione nelle società quotate, concentrandosi sull'onorabilità e rinviando, per le modalità applicative, alla normazione regolamentare. La disposizione si inscrive nel sistema dei controlli sull'affidabilità degli esponenti aziendali, che costituisce uno dei pilastri della tutela del mercato e degli investitori. La presenza, ai vertici delle società quotate, di soggetti dotati di requisiti adeguati è infatti condizione essenziale per la correttezza della gestione.

I requisiti di onorabilità

Il primo comma richiede che i soggetti con funzioni di amministrazione e direzione possiedano i requisiti di onorabilità stabiliti, con il regolamento emanato dal Ministro della giustizia, per i componenti degli organi di controllo. L'onorabilità attiene all'assenza di situazioni che, per la loro natura, sarebbero incompatibili con l'assunzione di responsabilità in società che fanno appello al pubblico risparmio. Il rinvio ai requisiti previsti per gli organi di controllo realizza un allineamento degli standard di affidabilità tra le diverse figure apicali, evitando disomogeneità di trattamento.

La decadenza per perdita sopravvenuta dei requisiti

La norma stabilisce che, se dopo la nomina i soggetti perdono i requisiti di onorabilità, sono dichiarati decaduti dalla carica. Si tratta di una conseguenza coerente con la funzione del requisito: l'onorabilità deve sussistere non solo al momento della nomina, ma per l'intera durata dell'incarico. La perdita sopravvenuta del requisito determina quindi un effetto caducatorio, a tutela dell'esigenza che le funzioni apicali siano esercitate, in ogni momento, da soggetti che ne siano degni. La decadenza presidia così la continuità del controllo sull'affidabilità degli esponenti.

Il rinvio alla normazione regolamentare della Consob

Il secondo comma attribuisce alla Consob il potere di stabilire, con regolamento, le modalità di applicazione dei requisiti di onorabilità, professionalità e indipendenza, nonché delle quote di genere previste da altre disposizioni del testo unico. Il rinvio alla normazione secondaria risponde all'esigenza di disporre di regole tecniche e flessibili, adattabili all'evoluzione delle prassi e dei modelli organizzativi. In linea generale, alla legge spetta fissare i principi, al regolamento specificarne le modalità operative, in un sistema di fonti a più livelli che caratterizza la disciplina del mercato finanziario.

Onorabilità, professionalità e indipendenza

Accanto all'onorabilità, la norma richiama la professionalità e l'indipendenza, requisiti che, pur con funzioni diverse, concorrono a garantire la qualità della governance. L'onorabilità attiene alla integrità del soggetto; la professionalità alla sua competenza ed esperienza; l'indipendenza alla sua capacità di esercitare la funzione senza condizionamenti. Il riferimento congiunto a tali requisiti, nelle modalità applicative rimesse alla Consob, riflette una visione integrata dell'idoneità dell'esponente aziendale, che non si esaurisce in un singolo profilo.

Le quote di genere e l'amministratore non persona fisica

La disposizione richiama altresì le quote di genere e disciplina l'ipotesi dell'amministratore diverso dalla persona fisica, demandando alla Consob la definizione delle modalità applicative. Si tratta di profili che riflettono l'evoluzione della disciplina della governance, attenta alla composizione equilibrata degli organi e alla regolamentazione di situazioni particolari. Il rinvio al regolamento consente di calibrare l'applicazione dei requisiti a fattispecie complesse, assicurando coerenza con i principi generali in materia.

La funzione di tutela del mercato e degli investitori

La previsione di requisiti soggettivi per gli esponenti aziendali non risponde a un'esigenza meramente formale, ma a una funzione sostanziale di tutela del mercato e degli investitori. Le società quotate fanno appello al pubblico risparmio e operano in un contesto in cui la fiducia degli investitori è una risorsa essenziale. La presenza, ai vertici, di soggetti affidabili, competenti e indipendenti è condizione perché la gestione sia corretta e perché il mercato possa riporre fiducia nell'emittente. In linea generale, i requisiti soggettivi costituiscono quindi un presidio preventivo: agiscono a monte, selezionando chi può accedere alle cariche, e contribuiscono a ridurre il rischio di gestioni inadeguate o scorrette, a beneficio dell'integrità complessiva del sistema finanziario.

Rilievo pratico nella governance delle quotate

Sul piano operativo, l'art. 147-quinquies TUF impone alle società quotate di verificare, all'atto della nomina e nel corso dell'incarico, il possesso dei requisiti da parte degli esponenti con funzioni di amministrazione e direzione, predisponendo procedure interne di accertamento e monitoraggio. La gestione corretta del profilo dei requisiti incide sulla regolarità della governance e sulla prevenzione di situazioni di decadenza. In definitiva, la norma stabilisce un presidio di affidabilità degli organi sociali, la cui osservanza richiede attenzione tanto in fase di selezione quanto in fase di gestione continuativa dell'incarico.

Il sistema delle fonti: legge, regolamento ministeriale e regolamento Consob

La disciplina dei requisiti degli esponenti aziendali si articola su una pluralità di fonti che operano a livelli diversi. La legge, ossia il testo unico, fissa i principi e individua i requisiti rilevanti. Il regolamento del Ministro della giustizia stabilisce in concreto i requisiti di onorabilità, mutuati per gli amministratori da quelli previsti per gli organi di controllo. Il regolamento della Consob definisce le modalità applicative dei requisiti di onorabilità, professionalità e indipendenza, oltre ai profili relativi alle quote di genere e all'amministratore non persona fisica. Questa architettura a più livelli consente di coniugare la stabilità dei principi con la flessibilità delle regole tecniche, adattabili all'evoluzione delle prassi di governance. Per gli operatori, la corretta applicazione della norma richiede la consultazione coordinata di tutte e tre le fonti, ciascuna delle quali concorre a definire il quadro complessivo dei requisiti esigibili.

Prassi dell'Agenzia delle Entrate

Domande frequenti

Quali requisiti richiede l'art. 147-quinquies TUF?

Richiede ai soggetti con funzioni di amministrazione e direzione i requisiti di onorabilità stabiliti, con regolamento del Ministro della giustizia, per i componenti degli organi di controllo.

Cosa accade se l'esponente perde i requisiti dopo la nomina?

È dichiarato decaduto dalla carica. L'onorabilità deve sussistere per l'intera durata dell'incarico, non solo al momento della nomina.

Che ruolo ha la Consob?

Stabilisce con regolamento le modalità di applicazione dei requisiti di onorabilità, professionalità e indipendenza, nonché delle quote di genere e dei casi di amministratore non persona fisica.

Quali requisiti, oltre all'onorabilità, sono rilevanti?

La professionalità e l'indipendenza. Insieme all'onorabilità concorrono a garantire l'idoneità complessiva dell'esponente aziendale e la qualità della governance.

Quali adempimenti gravano sulle società quotate?

Devono verificare il possesso dei requisiti all'atto della nomina e nel corso dell'incarico, predisponendo procedure interne di accertamento e monitoraggio per prevenire situazioni di decadenza.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-20
Fonti consultate: 1 fonte verificate
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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