Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Massime giurisprudenziali
  4. Pronunce Corte Costituzionale
  5. Prassi e linee guida
  6. Casi pratici
  7. Domande frequenti
  8. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 160 c.c. – Diritti inderogabili

Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

Gli sposi non possono derogare né ai diritti né ai doveri previsti dalla legge per effetto del matrimonio .

Spiegazione

Gli sposi non possono derogare né ai diritti né ai doveri che la legge fa derivare dal matrimonio. È una norma imperativa che fissa un nucleo indisponibile del rapporto coniugale.

Come funziona e quando si applica

Mentre il regime patrimoniale è modificabile con le convenzioni (art. 162), i diritti e doveri personali reciproci (art. 143: assistenza, collaborazione, coabitazione, fedeltà, contribuzione) sono inderogabili: ogni patto contrario è nullo.

Esempio pratico

I coniugi possono scegliere la separazione dei beni, ma non possono accordarsi per escludere l’obbligo di assistenza o di contribuzione previsto dalla legge.

Domande frequenti

I coniugi possono modificare i doveri del matrimonio?

No: i diritti e doveri reciproci derivanti dal matrimonio (art. 143) sono inderogabili; le convenzioni possono incidere solo sul regime patrimoniale.

Norme collegate

Spiegazione divulgativa a scopo informativo, aggiornata alla normativa vigente; non sostituisce una consulenza legale sul caso concreto.

In sintesi

  • I diritti e i doveri coniugali previsti dalla legge sono inderogabili per accordo privato.
  • Qualsiasi patto che escluda o limiti tali diritti e doveri è nullo per contrasto con norma imperativa.
  • L'inderogabilità opera sia prima del matrimonio che durante la vita coniugale.
  • Sono invece derogabili le norme patrimoniali dispositive, come quelle sul regime patrimoniale.
  • L'art. 160 c.c. costituisce il presidio dell'ordine pubblico familiare contro l'autonomia privata.
Indice dei contenuti

Gli sposi non possono derogare, nemmeno per accordo, ai diritti e ai doveri matrimoniali previsti dalla legge, che hanno carattere inderogabile.

Ratio

L'art. 160 c.c. esprime il principio per cui lo stato coniugale è disciplinato da norme di ordine pubblico che non possono essere modificate dall'autonomia negoziale dei coniugi. Il matrimonio non è un contratto ordinario: i diritti e i doveri che ne derivano sono stabiliti nell'interesse non solo dei coniugi, ma della famiglia come istituzione riconosciuta dall'art. 29 Cost.

Analisi

L'inderogabilità riguarda i diritti e doveri di cui agli artt. 143-147 c.c.: fedeltà, assistenza morale e materiale, coabitazione, contribuzione ai bisogni della famiglia, mantenimento dei figli. La nullità dei patti derogatori opera di diritto per violazione di norme imperative (art. 1418 c.c.). Sono invece derogabili le norme patrimoniali dispositive, come quelle sul regime patrimoniale dell'art. 159 c.c.

Quando si applica

La norma si applica ogni volta che i coniugi o i futuri sposi stipulino accordi che tocchino i diritti e i doveri di natura personale derivanti dal matrimonio. Si applica anche alle unioni civili per effetto del richiamo della L. n. 76/2016.

Connessioni

Artt. 143-147 c.c. (diritti e doveri dei coniugi); art. 162 c.c. (convenzioni matrimoniali); art. 1418 c.c. (nullità del contratto); art. 29 Cost.; art. 2 Cost.

Casi pratici

Caso 1: Caso 1

Tizio e Caio tentano di pattuire che uno dei due possa alienare beni comuni senza consenso dell'altro. Pattuizione nulla: l'articolo 160 vieta deroga ai doveri legali di mutuo consenso.

Caso 2: Caso 2

Sempronio e Mevio vogliono escludere il diritto dell'altro coniuge a successione legale. Pattuizione nulla: i diritti inderogabili di coniuge non possono essere compromessi da convenzioni patrimoniali.

Domande frequenti

I patti prematrimoniali sono validi in Italia?

Solo parzialmente. Sono validi i patti che riguardano il regime patrimoniale. Sono nulli quelli che derogano ai diritti e doveri personali inderogabili ex artt. 143-147 c.c. o che predeterminano in modo vincolante diritti futuri come l'assegno di divorzio.

Un coniuge può rinunciare anticipatamente all'assegno di mantenimento in caso di separazione?

La giurisprudenza prevalente tende a ritenere nulle le rinunce preventive all'assegno di separazione o divorzio, in quanto incidono su diritti futuri di natura alimentare connessi ai doveri inderogabili di assistenza.

Quali sono i diritti e doveri inderogabili derivanti dal matrimonio?

Sono inderogabili: fedeltà, assistenza morale e materiale, collaborazione, coabitazione (art. 143 c.c.), accordo sulla residenza (art. 144 c.c.), obbligo di mantenimento e istruzione dei figli (art. 147 c.c.).

La norma si applica anche alle unioni civili?

Sì. La L. n. 76/2016 richiama alcune disposizioni sui diritti e doveri coniugali, rendendo applicabili i principi di inderogabilità dell'art. 160 c.c.

Cosa succede se un accordo tra coniugi viola l'art. 160 c.c.?

L'accordo è nullo di diritto per violazione di norma imperativa ai sensi dell'art. 1418 c.c. La nullità può essere rilevata d'ufficio dal giudice.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-08
Fonti consultate: 1 fonte verificate
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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