Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 130 c.p.p. – Correzione di errori materiali

Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

Correzione di errori materiali

1. La correzione delle sentenze, delle ordinanze e dei decreti inficiati da errori od omissioni che non determinano nullità, e la cui eliminazione non comporta una modificazione essenziale dell’atto, è disposta, anche di ufficio, dal giudice che ha emesso il provvedimento. Se questo è impugnato, e l’impugnazione non è dichiarata inammissibile, la correzione è disposta dal giudice competente a conoscere dell’impugnazione.

1-bis. Quando nella sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti si devono rettificare solo la specie e la quantità della pena per errore di denominazione o di computo, la correzione è disposta, anche d’ufficio, dal giudice che ha emesso il provvedimento. Se questo è impugnato, alla rettificazione provvede la corte di cassazione a norma dell’articolo 619, comma 2

2. Il giudice provvede in camera di consiglio a norma dell’articolo 127. Dell’ordinanza che ha disposto la correzione è fatta annotazione sull’originale dell’atto.

In sintesi

  • Errori materiali in sentenze, ordinanze e decreti possono essere corretti dal giudice che li ha emessi
  • La correzione avviene anche d'ufficio se l'errore non determina nullità essenziale
  • Se l'atto è impugnato, la correzione compete al giudice che conosce dell'impugnazione
  • La procedura di correzione segue le disposizioni sulla camera di consiglio
  • Annotazione della correzione avviene sull'originale dell'atto
Indice dei contenuti

Il giudice penale corregge errori materiali in sentenze, ordinanze e decreti senza modificazione essenziale dell'atto.

Ratio

L'art. 130 consente il recupero di errori materiali senza necessità di annullamento totale dell'atto. Gli errori materiali sono difetti formali, errori di battitura, omissioni nella trascrizione, evidentemente ineseguibili senza alterare la sostanza della decisione. La norma evita processi lunghi per semplici refusi, garantendo al contempo il controllo del giudice sulla corretta formulazione dei provvedimenti.

Analisi

L'articolo articola come segue: (1) correzione di sentenze, ordinanze e decreti per errori od omissioni che non determinano nullità; (2) la correzione non deve comportare modificazione essenziale dell'atto; (3) può avvenire d'ufficio o su iniziativa di parte; (4) il giudice che ha emesso il provvedimento è competente se non impugnato; (5) se l'atto è impugnato e l'impugnazione non è inammissibile, corregge il giudice dell'impugnazione; (6) procedimento in camera di consiglio (art. 127); (7) annotazione dell'ordinanza di correzione sull'originale.

Quando si applica

Errori tipici: transcrizione inesatta di una massima, omissione di un nome tra i condannati, errore di calcolo nelle sanzioni pecuniarie, errore nella data della sentenza, errore nei rimandi articoli nel dispositivo. NON si applica per errori che modifichino il significato della decisione: cambio della pena (es. ergastolo vs 10 anni), cambio della qualificazione giuridica, cambio dell'imputato condannato.

Connessioni

Rimandi agli artt. 127 c.p.p. (camera di consiglio), 663 c.p.p. (revisione della sentenza), 624 c.p.c. (correzione di errori negli atti civili), 668 c.p.c. (ulteriori disposizioni), 48 att. (ordinamento giudiziario). Correttamente interpretato, l'art. 130 riguarda solo errori materiali, non difetti di legittimità sostanziale.

Casi pratici

Caso 1: Il giudice emette sentenza di condanna di Tizio per furto a 2 anni e 6 mesi

Nel dispositivo della sentenza scritto a mano per errore risulta 3 anni invece di 2 anni 6 mesi. L'avvocato Caio di Tizio rileva l'errore. Il giudice che ha emesso la sentenza verifica il processo verbale, constata che la deliberazione era 2 anni 6 mesi e la trascrizione è errata. Ordina in camera di consiglio la correzione e annota il provvedimento sull'originale della sentenza.

Caso 2: Caso 2

Ordinanza del GIP che applica custodia cautelare a Sempronio risulta firmata ma manca il nome per esteso di Sempronio in alcuni paragrafi (riportato solo come iniziale S. per errore di dattiloscritto). Ricorso in cassazione proposto. Il giudice della cassazione, riconoscendo l'errore materiale nella trascrizione del nome, procede in camera di consiglio a correggere l'ordinanza integrando il nome per esteso, senza modificare la sostanza del provvedimento.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra errore materiale e errore di diritto?

Errore materiale: trascrizione inesatta, omissione di elemento non sostanziale, refuso (es. data sbagliata). Errore di diritto: applicazione scorretta della norma, qualificazione giuridica sbagliata. L'art. 130 copre solo errori materiali, non difetti di legittimità.

Se la sentenza è stata già impugnata in appello, chi corregge gli errori?

Se l'impugnazione non è inammissibile, la correzione compete al giudice che conosce dell'impugnazione (giudice d'appello). Se l'impugnazione è inammissibile, torna competente il giudice di primo grado.

La correzione sospende i termini di ricorso?

No. Se l'atto non è ancora impugnato, i termini decorrono dal deposito originario. Se è già impugnato, il procedimento di correzione avviene in camera di consiglio senza sospendere il procedimento d'appello in corso.

Posso chiedere correzione di una sentenza a distanza di anni?

Teoricamente sì, se l'errore è chiaramente materiale. In pratica, dopo molti anni è difficile intervenire se l'atto è divenuto stabile (non più impugnabile) e se la correzione non è più materiale ma sostanziale.

Se il giudice rifiuta la correzione, posso ricorrere?

L'ordinanza che nega la correzione è un provvedimento. Se ritieni ingiusta la negazione (cioè che l'errore è effettivamente materiale), puoi proporre ricorso per cassazione contro l'ordinanza medesima.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-09
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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