Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Massime giurisprudenziali
  4. Pronunce Corte Costituzionale
  5. Prassi e linee guida
  6. Casi pratici
  7. Domande frequenti
  8. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Risposta in chiaro

L’art. 582 c.p. punisce la lesione personale da cui deriva una malattia nel corpo o nella mente: reclusione da sei mesi a tre anni, a querela quando la malattia non supera i venti giorni e non ricorrono aggravanti (lesione lievissima); oltre, e nei casi degli artt. 583 e 585, si procede d’ufficio.

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 582 c.p. – Lesione personale

Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

Chiunque cagiona ad alcuno una lesione personale, dalla quale deriva una malattia nel corpo o nella mente, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione da sei mesi a tre anni.

Si procede tuttavia d’ufficio se ricorre taluna delle circostanze aggravanti previste negli articoli 583, 583-quater, secondo comma, primo periodo, e terzo comma, e 585, ad eccezione di quelle indicate nel primo comma, numero 1), e nel secondo comma dell’articolo 577. Si procede altresì d’ufficio se la malattia ha una durata superiore a venti giorni quando il fatto è commesso contro persona incapace, per età o per infermità.

Spiegazione

Punisce chiunque cagiona ad alcuno una lesione personale dalla quale deriva una malattia nel corpo o nella mente. La pena varia in base alla durata della malattia; le lesioni gravissime e gravi (art. 583) e quelle lievissime hanno trattamenti differenziati. Per le lesioni lievi è di regola necessaria la querela della persona offesa.

Come funziona e quando si applica

Il concetto di «malattia» comprende qualsiasi alterazione funzionale dell’organismo, anche transitoria. Si distingue dalle percosse (art. 581), che non producono malattia. Le aggravanti e la durata della malattia (oltre/sotto i 40 giorni, gravi, gravissime) determinano la cornice di pena.

Esempio pratico

Un pugno che provoca la frattura del naso, con prognosi di alcune settimane, integra il reato di lesione personale; serve la querela della vittima se la lesione è lieve.

Domande frequenti

Che differenza c’è tra percosse e lesioni?

Le percosse (art. 581) non causano una malattia; le lesioni (art. 582) sì, cioè un’alterazione funzionale del corpo o della mente.

Serve la querela per le lesioni?

Per le lesioni lievi di regola sì; per quelle gravi e gravissime si procede d’ufficio.

Norme collegate

Spiegazione divulgativa a scopo informativo, aggiornata alla normativa vigente; non sostituisce una consulenza legale sul caso concreto.

Domande rapide

Cosa sono le lesioni personali ex art. 582 c.p.?
Condotte che cagionano alla vittima una malattia nel corpo o nella mente. La nozione di malattia include qualsiasi alterazione anatomica o funzionale, anche di breve durata, dell'organismo (lividi seri, contusioni, fratture, traumi psicologici clinicamente accertati).
Qual e la pena base per le lesioni?
Reclusione da sei mesi a tre anni. Pena aggravata se le lesioni sono gravi (reclusione 3-7 anni: malattia > 40 gg, pericolo vita, incapacita) o gravissime (reclusione 6-12 anni: perdita organo, sentire, deformazione, ecc) ex art. 583 c.p.
Quando le lesioni sono perseguibili d'ufficio?
Per malattia di durata superiore a venti giorni, in presenza di aggravanti specifiche (vittima minore, persona protetta, motivi futili, ecc.), o se ricorrono aggravanti dell'art. 585 c.p. Per lesioni lievi (≤ 20 gg) senza aggravanti: querela entro 90 giorni.
Quando le lesioni sono gravi o gravissime?
Gravi (art. 583 co. 1): malattia 40+ giorni, pericolo per vita, indebolimento permanente senso/organo, incapacita attendere occupazioni 40+ giorni. Gravissime (art. 583 co. 2): malattia probabile incurabile, perdita senso/arto/organo/uso parola, deformazione/sfregio permanente viso, aborto.
Qual e la differenza con le percosse?
Le percosse (art. 581 c.p.) non producono malattia; le lesioni (art. 582) producono malattia anche di lieve entita. Anche un trauma psicologico clinicamente certificato puo integrare lesioni. La distinzione richiede certificato medico documentale.

In sintesi

  • L'art. 582 c.p. punisce chiunque cagioni ad altri una lesione personale da cui derivi una malattia nel corpo o nella mente.
  • La pena base è la reclusione da tre mesi a tre anni.
  • La procedibilità è a querela della persona offesa quando la malattia dura non più di venti giorni e non concorrono aggravanti rilevanti.
  • L'evento del reato è la malattia, intesa come processo patologico, anche di breve durata.
  • Per malattie di durata superiore o in presenza di aggravanti ex artt. 583 e 585 c.p., la procedibilità è d'ufficio.
Indice dei contenuti

L'art. 582 c.p. tutela l'integrità fisica e psichica della persona, sanzionando la condotta che cagioni una malattia, con un articolato regime di pena e di procedibilità che riflette la gravità dell'offesa.

Ratio

La norma protegge il bene giuridico dell'incolumità individuale, posto a fondamento della libertà e dignità della persona ex artt. 2 e 32 Cost. Il legislatore distingue tra lesioni di lieve durata, lasciate alla disponibilità della persona offesa mediante il regime della querela, e lesioni più gravi o aggravate, perseguite d'ufficio per la maggiore rilevanza dell'offesa o del contesto in cui essa è commessa.

Analisi

Il fatto tipico si articola in tre elementi: la condotta, a forma libera, idonea a cagionare una lesione personale; l'evento, costituito dalla malattia, intesa secondo l'orientamento giurisprudenziale prevalente come processo patologico in atto, anche di natura psichica e di breve durata; il nesso causale tra condotta ed evento. L'elemento soggettivo è il dolo, anche eventuale, mentre la fattispecie colposa è disciplinata dall'art. 590 c.p. La cornice edittale è da tre mesi a tre anni di reclusione. La procedibilità è a querela quando la malattia non superi venti giorni e non ricorrano aggravanti ex artt. 583 (lesione grave e gravissima) e 585 c.p. (circostanze specifiche), salva l'eccezione del n. 1 e dell'ultima parte dell'art. 577 c.p.

Quando si applica

La norma trova applicazione in un'ampia casistica: aggressioni fisiche, scontri rissosi, episodi di violenza domestica (con possibile concorso ex art. 572 c.p.), incidenti stradali dolosi, lesioni in occasione di sport o eventi pubblici. Per le lesioni colpose si applica l'art. 590 c.p. Il regime della procedibilità è stato innovato dalla c.d. riforma Cartabia (D.Lgs. 150/2022), che ha ampliato i casi di procedibilità a querela.

Confronto sistemico

L'articolo si coordina con l'art. 583 c.p. (lesioni gravi e gravissime, distinte per durata della malattia e tipo di evento), con l'art. 585 c.p. (circostanze aggravanti per uso di armi o sostanze nocive), con l'art. 590 c.p. (lesioni colpose), con l'art. 577 c.p. (aggravanti dell'omicidio applicabili). Concorre con altre fattispecie quali maltrattamenti (art. 572 c.p.), atti persecutori (art. 612-bis c.p.), violenza sessuale (art. 609-bis c.p.) e rissa (art. 588 c.p.).

Profili problematici

La giurisprudenza ha consolidato la nozione di malattia come processo patologico che comporti una compromissione funzionale, escludendo le mere alterazioni fisiologiche transitorie. Discussa è la rilevanza delle lesioni psichiche autonome, oggi più nettamente affermata dalla giurisprudenza. Si pongono questioni sull'individuazione del dies a quo per la querela e sulla rilevabilità delle aggravanti che escludono la procedibilità a querela. La riforma Cartabia ha riaperto il dibattito su procedibilità d'ufficio e tutela effettiva della persona offesa.

Pronunce della Corte Costituzionale

Prassi dell'Agenzia delle Entrate

Domande frequenti

Cosa si intende per malattia ai fini dell'art. 582 c.p.?

La malattia è un processo patologico che comporta una compromissione funzionale del corpo o della mente. Non rilevano le mere alterazioni anatomiche prive di conseguenze funzionali (escoriazioni superficiali, ecchimosi minime). La nozione include anche le malattie psichiche purché clinicamente accertate.

Quando le lesioni personali sono procedibili d'ufficio?

Quando la malattia dura più di venti giorni o quando concorrono le aggravanti di cui agli artt. 583 e 585 c.p. (lesioni gravi o gravissime, uso di armi o di sostanze nocive, fatto commesso in danno di soggetti protetti). La riforma Cartabia ha ridefinito il perimetro della procedibilità a querela.

Qual è il termine per proporre querela per lesioni?

Il termine è quello generale di tre mesi (art. 124 c.p.), decorrenti dal giorno in cui la persona offesa ha avuto notizia del fatto-reato. Per fatti complessi o quando l'identificazione dell'autore richieda accertamenti, il termine decorre dal momento in cui la persona offesa ha effettiva conoscenza del responsabile.

Le lesioni colpose sono punite dallo stesso articolo?

No. La fattispecie colposa è disciplinata dall'art. 590 c.p., che prevede pene più miti e un regime di procedibilità differenziato. Le lesioni colpose stradali aggravate sono oggi disciplinate dall'art. 590-bis c.p., introdotto dalla L. 41/2016, con pene autonome e aggravate.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-21
Fonti consultate: 2 fontei verificate
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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