Testo dell'articoloIn aggiornamento

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La Corte costituzionale ha dichiarato illegittima la norma del Testo unico degli enti locali nella parte in cui faceva scattare automaticamente il dissesto quando una nuova amministrazione subentrava senza essere stata messa in condizione di predisporre il piano di riequilibrio finanziario nei termini.

Di cosa si tratta

Quando un Comune è in grave difficoltà finanziaria può avviare una procedura di riequilibrio (il PRFP, piano di riequilibrio finanziario pluriennale). La legge fissava un termine perentorio per deliberarlo: se non veniva rispettato scattava automaticamente il dissesto. Il problema sorgeva quando una nuova amministrazione subentrava a mandato già iniziato, ereditando una situazione che non aveva creato e senza poter rispettare un termine decorso prima del suo insediamento.

La questione di legittimità costituzionale

La Corte dei conti, sezioni riunite in sede giurisdizionale in speciale composizione, ha sollevato la questione sul combinato disposto degli artt. 243-quater, comma 7, e 243-bis, comma 5, del d.lgs. n. 267 del 2000 (Testo unico degli enti locali), in relazione al Comune di Buonabitacolo, in riferimento ai principi di equilibrio di bilancio, ragionevolezza, buon andamento e mandato elettorale.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 243-bis, comma 5, del Testo unico degli enti locali nella parte in cui non consente, in caso di inizio mandato in pendenza del termine, all’amministrazione subentrante di deliberare il piano di riequilibrio nei sessanta giorni successivi alla sottoscrizione della relazione di inizio mandato. Una connessa questione, in riferimento all’art. 2 Cost., è stata dichiarata inammissibile.

Il principio

È contrario ai principi di equilibrio di bilancio, sana gestione finanziaria, ragionevolezza e buon andamento far scattare automaticamente il dissesto verso una nuova amministrazione che, chiamata a farsi carico di un’eredità finanziaria altrui, non sia stata messa in condizione di predisporre il piano di riequilibrio. La nuova amministrazione deve poter deliberare il piano collegandolo alla situazione esistente al momento dell’effettivo insediamento.

Domande e risposte

Cos’è il piano di riequilibrio finanziario pluriennale?

È lo strumento (PRFP) con cui un ente locale in difficoltà finanziaria cerca di risanare la propria situazione evitando il dissesto, distribuendo il risanamento su più anni.

Cosa cambia dopo questa sentenza?

La nuova amministrazione che subentra a mandato già iniziato può deliberare il piano di riequilibrio nei sessanta giorni successivi alla sottoscrizione della relazione di inizio mandato, anziché subire l’automatico avvio al dissesto.

Perché il meccanismo automatico era irragionevole?

Perché addossava agli amministratori subentrati una responsabilità politica oggettiva per scelte non loro, sganciando il termine dal momento in cui acquisivano effettiva contezza della situazione finanziaria dell’ente.

Norme collegate

Leggi la decisione integrale
Testo integrale ufficiale della pronuncia (Consulta OnLine) e PDF dal sito della Corte.

📄 Leggi il testo integrale →PDF dal sito della Corte costituzionale