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La Corte dichiara inammissibile il conflitto di attribuzione sollevato dalla Regione Basilicata contro una sentenza del Consiglio di Stato che aveva annullato il suo diniego d’intesa per un permesso di ricerca di idrocarburi. Quando il diniego regionale incide su interessi di privati, il giudice amministrativo può sindacarne la legittimità.

Di cosa si tratta

La Regione Basilicata aveva negato l’intesa necessaria per il rilascio di un permesso di ricerca di idrocarburi nell’area «Masseria La Rocca». Il Consiglio di Stato aveva annullato quel diniego perché «aprioristico» e privo di motivazione. La Regione ha allora promosso conflitto davanti alla Corte costituzionale, sostenendo che il giudice amministrativo non avrebbe potuto pronunciarsi su un atto frutto di scelte politiche regionali.

La questione di legittimità costituzionale

La Regione lamentava la lesione delle proprie competenze costituzionali di cui agli artt. 117, terzo comma, e 118, primo comma, Cost., del principio di leale collaborazione ex art. 120 Cost., nonché degli artt. 103 e 134 Cost. La controversia era promossa con conflitto di attribuzione tra enti contro la sentenza del Consiglio di Stato n. 5471 del 2018.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato ammissibile l’intervento della società richiedente il permesso e ha dichiarato inammissibile il conflitto. La natura costituzionale delle competenze regionali non basta a conferire «tono costituzionale» alle censure, e il conflitto si risolveva in un improprio mezzo di censura del modo di esercizio della funzione giurisdizionale.

Il principio

L’atto regionale di diniego d’intesa, pur espressione di competenze costituzionali e di potere discrezionale, resta sindacabile dal giudice amministrativo quando incide su interessi di privati, perché deve rispettare i limiti giuridici posti dall’ordinamento, incluso l’obbligo di motivazione. In tali casi il giudice non si sostituisce all’amministrazione, ma controlla il corretto esercizio del potere.

Domande e risposte

La Regione può negare liberamente l’intesa sugli idrocarburi?

No. L’intesa è ricondotta al principio di leale collaborazione: il diniego non può essere generale né aprioristico, ma deve essere motivato caso per caso, all’esito di reiterate trattative.

Perché il conflitto è stato dichiarato inammissibile?

Perché mirava in realtà a censurare il modo in cui il Consiglio di Stato aveva giudicato, mentre contro gli errori di giudizio valgono gli ordinari rimedi processuali e il conflitto non può diventare un ulteriore grado di giudizio.

Il privato può impugnare il diniego d’intesa?

Sì. Il diniego è un provvedimento amministrativo idoneo a ledere la posizione del richiedente il permesso, che può quindi attivare gli strumenti di tutela davanti al giudice amministrativo.

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Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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