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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte costituzionale, con l’ordinanza n. 164 del 2016, non decide nel merito la questione sul commissariamento «sine die» delle Province sarde: poiché nel frattempo la Regione Sardegna ha approvato una nuova disciplina organica delle autonomie locali, restituisce gli atti al TAR rimettente perché rivaluti la questione alla luce del mutato quadro normativo.

Di cosa si tratta

Il caso nasce da un giudizio davanti al TAR Sardegna promosso da alcuni amministratori della Provincia di Cagliari contro lo scioglimento del Consiglio provinciale e la nomina di un commissario straordinario. Il TAR aveva sollevato dubbi sulla legittimità di un commissariamento prolungato, ritenuto lesivo dell’autonomia degli enti locali.

La questione di legittimità costituzionale

Erano impugnati l’art. 1, comma 4, della legge Regione Sardegna n. 15 del 2013, l’art. 1, comma 115, della legge n. 228 del 2012 e l’art. 12, commi 3 e 4, del d.l. n. 93 del 2013, nella parte in cui comportavano il commissariamento delle Province «storiche» sarde. I parametri evocati erano gli artt. 3, 5, 114 e 118 della Costituzione, oltre allo statuto speciale della Sardegna. Giudice rimettente: il Tribunale amministrativo regionale per la Sardegna.

La decisione della Corte

La Corte non si pronuncia sulla fondatezza: rileva che la sopravvenuta legge Regione Sardegna n. 2 del 2016 ha riorganizzato compiutamente le autonomie locali, fissando un termine massimo al commissario e limitandone le funzioni. Per questo ordina la restituzione degli atti al TAR rimettente, perché rivaluti rilevanza e non manifesta infondatezza alla luce del novum normativo.

Il principio

Quando, dopo l’ordinanza di rimessione, il legislatore modifica in modo significativo proprio le norme censurate, la Corte costituzionale restituisce gli atti al giudice perché verifichi se la questione è ancora rilevante e attuale; non decide su una disciplina ormai superata.

Domande e risposte

Cosa significa «restituzione degli atti»?

È una pronuncia con cui la Corte rinvia il fascicolo al giudice che ha sollevato la questione, senza deciderla nel merito, perché un fatto sopravvenuto (qui una nuova legge) impone di riesaminare la rilevanza del dubbio di costituzionalità.

Perché la Corte non ha deciso se il commissariamento fosse illegittimo?

Perché la Regione Sardegna ha approvato una nuova disciplina che ha riorganizzato le Province e limitato il commissariamento: la norma originaria censurata non era più quella applicabile, e spettava al giudice rivalutare la questione.

Cos’è lo ius superveniens?

È il «diritto sopravvenuto», cioè una modifica normativa intervenuta dopo l’ordinanza di rimessione, che incide sulle norme oggetto del giudizio costituzionale.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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